image-448

#128 1964 Austrian Grand Prix

2021-08-13 01:00

Array() no author 82025

#1964,

#128 1964 Austrian Grand Prix

Nel 1964, il Campionato Mondiale fa tappa per la prima volta in Austria, sul circuito di Zeltweg, 200 km a sud di Vienna. È un percorso di gara lungo

[resizer.in]-61b4800ab3c75.jpeg

Nel 1964, il Campionato Mondiale fa tappa per la prima volta in Austria, sul circuito di Zeltweg, 200 km a sud di Vienna. È un percorso di gara lungo 3200 km, ottenuto dalle piste di un vecchio aeroporto militare ormai in disuso, il che fa sì che il fondo non rientri tra i migliori: i lastroni di cemento sono infatti sconnessi e i punti di giunzione non combaciano in modo perfetto, tanto che moltissimi tratti presentano dei dislivelli di alcuni centimetri che metteranno sicuramente a dura prova le sospensioni delle vetture.

 

A Zeltweg si attende un importante confronto, quello tra i piloti Ferrari e la coalizione inglese. Due vetture di Maranello sono partite in direzione Austria e per Surtees, già vincitore del Gran Premio di Germania sul tortuoso circuito del Nurburgring, rimane aperta la possibilità di conquistare il titolo mondiale conduttori. Anche nei tifosi italiani si è riaccesa la speranza di vincere il titolo mondiale di Formula 1, anche grazie agli evidenti progressi compiuti dalle monoposto del tenace costruttore modenese. La 8 cilindri di Surtees, che ha già dimostrato le sue eccellenti doti sulle curve del circuito tedesco, è stata nuovamente testata, con esito soddisfacente, sulla pista di Modena, in vista del Gran Premio. Prove anche per la 6 cilindri, che al solito sarà affidata a Lorenzo Bandini.

 

Attualmente, la graduatoria del campionato mondiale conduttori vede il pilota inglese Ferrari al terzo posto con 19 punti, contro i 30 di Graham Hill e i 36 di Clark. È però fondamentale, per la conquista del titolo, che la Casa modenese partecipi alle altre prove iridate, tra cui il GP d’Italia e il GP degli Stati Uniti, che si corrono su circuiti veloci adatti alle caratteristiche delle macchine italiane. Gli entusiasmi però rischiano di spegnersi proprio per mano di Enzo Ferrari, se non recederà dal suo proposito di disertare la gara di Monza, in programma il 6 settembre, a causa di alcuni contrasti sorti con i dirigenti dell’autodromo. I dissensi hanno avuto origine alla vigilia della 24 Ore di Le Mans, quando Ferrari non ebbe la possibilità di provare le sue vetture sulla pista monzese.

 

La partecipazione delle vetture italiane è attesa con molto interesse anche dai costruttori britannici, dal momento in cui il circuito austriaco presenta caratteristiche che sembrerebbero favorire le vetture d’Oltremanica. Principali avversari di Surtees saranno dunque ancora Clark (Lotus) e Siffert (Brabham), che domenica scorsa si è imposto nella gara di Pergusa. Alla gara austriaca è invece molto probabile l’assenza di Graham Hill, che ha riportato la frattura di una vertebra nell’incidente di otto giorni fa sul circuito di Snetterton, mentre provava una BRM. Presente sarà Ireland, pilota inglese che a Pergusa ha dato prova di poter tenere testa al campione del mondo in carica. Occorre però precisare che in Sicilia Jim Clark ha sperimentato sulla sua vettura un nuovo tipo di sospensioni e di semiassi.

 

Nel frattempo, arriva un’importante notizia per il Team Lotus dall’Italia: il Sostituto Procuratore della Repubblica ha chiesto il non luogo a procedere nei confronti di Jim Clark per la tragedia che il 10 Settembre 1961 funestò il XXXII Gran Premio d’Italia. Al secondo giro, in prossimità della curva sud, la Lotus dello scozzese urtò infatti la Ferrari di Wolfgang Von Trips, che finì fuori pista andando a sbattere poi contro la rete di protezione, dietro la quale erano assiepate decine di spettatori. Il pilota tedesco perse la vita insieme a sedici spettatori, mentre altre venti persone rimasero ferite. Clark, ai tempi all’inizio della sua carriera, uscì illeso dell’incidente, ma ne rimase profondamente scosso.

 

Nel corso dell’istruttoria formale, aperta dalla magistratura per far luce sulle cause del tragico evento e per individuare le eventuali responsabilità, lo scozzese fu incriminato insieme all’ingegnere Previti (allora componente tecnico della Commissione provinciale di vigilanza che aveva autorizzato lo svolgimento della gara). Le conclusioni cui è giunto il rappresentante della Repubblica fanno pensare che il magistrato non abbia rilevato alcuna scorrettezza nel comportamento di Clark, relativamente agli istanti che immediatamente precedettero la fatale collisione. Il PM ha dunque respinto la tesi di chi credeva che Clark fosse il colpevole dell’incidente, per non aver voluto cedere terreno a Von Trips all’approssimarsi della curva, come sarebbe stato di suo dovere secondo il regolamento di gara. Ciò costituisce per il pilota scozzese una riabilitazione anche sul piano etico-sportivo, che sarà poi completa nella sentenza del giudice istruttore, a cui spettano ulteriori decisioni in merito. Il PM, inoltre, non ha riconosciuto l’esistenza di responsabilità a carico dell’ing. Previti, il cui compito era solo di constatare che le opere a protezione del pubblico, già autorizzate e giudicate sufficienti per l’autodromo di Monza, fossero ancora integre ed efficienti.

[resizer.in]-61b481799129a.jpeg

Per la prima volta, l'Austria ha un evento classificato come Gran Premio presente nel calendario del Campionato del Mondo. L’entusiasmo e l'organizzazione sono progrediti, ma il circuito, essendo un circuito temporaneo, situato sulla pista e sul perimetro del campo d'aviazione, non è progredito quasi per niente, infatti, il circuito in quanto tale si è deteriorato in cemento ruvido e sconnesso. Zeltweg è un piccolo villaggio quasi al centro dell'Austria. La maggior parte dei piloti, e altre persone coinvolte precedentemente in un Gran Premio, volano in Austria, e utilizzano auto a noleggio per raggiungere il circuito, ma non poche persone arrivano con la loro auto privata, compreso Surtees che è partito da Modena con la sua Ferrari 330GT, mentre il sempre intraprendente Brabham giunge in Austria con il suo aereo privato.

 

Come negli anni precedenti, il paddock è composto in un vasto hangar, il che va bene fino a quando qualcuno non accende un motore da corsa, mentre i box sono nel mezzo della pista, tra la parte alta del percorso e la parte bassa, così che prima che le prove possano iniziare il venerdì pomeriggio c'è un piccolo Gran Premio per trasportatori e auto private, dal paddock ai box, attraverso il circuito. Con una lunghezza del giro di soli 3.2 chilometri e un tempo di circa 1’10”, le due ore di prove del primo pomeriggio sono più che sufficienti per permettere ai piloti di adattarsi al circuito e alle auto di adattarsi alle condizioni dell’asfalto.

 

Il Team Lotus porta quattro auto con sé, l'ultima Type 33, numero R9, per Clark, la Type 33 vincitrice della Solitude per Spence, ancora in sostituzione di Arundell, la vecchia Type 25 modificata di Clark come riserva e l'altra Type 25, precedentemente guidata da Arundell, ora in prestito al Team Parnell, l'auto di Clark era dotata di nuovi alberi di trasmissione realizzati con alberi Mercedes-Benz 220S, e anche l'auto di riserva li aveva, poiché è arrivata direttamente da Enna, dove Clark l'aveva guidata ed aveva provato i nuovi alberi per la prima volta.

 

Il team BRM non è troppo felice, avendo ancora solo due auto, perché Graham Hill si è schiantato con una mentre provava a Snetterton e la sua Solitude si è schiantata e ha dovuto essere ricostruita in fretta per la gara austriaca, essendo questa l'ultima delle auto del 1964. Ginther ha la sua solita auto del 1964, ed entrambe le auto utilizzano il vecchio modello di cambio perché hanno bisogno di prime marce basse per effettuare il tornante. Alcune nuove ruote posteriori saranno provate con cerchi più larghi di mezzo pollice, nel tentativo di appiattire ancora di più le Dunlop sul battistrada.

 

Brabham guida la sua nuova Brabham; questa, e anche se è praticamente la stessa, essendo come vetture precedenti, è stata riordinata nei dettagli, in particolare, il groviglio di piccoli tubi appena dietro l'abitacolo è stato sistemato, i serbatoi pannier sono più sottili e non formano più i lati dell'abitacolo, essendo pannelli in fibra di vetro che copre i serbatoi, e il rivestimento intorno al motore è molto più pulito. Il motore V8 Coventry-Climax e il cambio Hewland a 5 velocità sono usati come prima, ma vengono montati nuovi alberi di trasmissione tubolari, con giunti Hardy Spicer esterni e giunti Layrub flessibili interni, non essendoci alcun giunto scorrevole; Gurney ha la stessa macchina che ha usato per tutta la stagione.

 

La Scuderia Ferrari si presenta con lo stesso materiale utilizzato al Nürburgring, con due auto V8 per Surtees da scegliere, e un V6 per Bandini. Tutte e tre le auto sono dotate di prese d'aria in alluminio ai freni anteriori. McLaren e Phil Hill guideranno le due Cooper del 1964, con una vecchia auto del 1963 come riserva, mentre il team Walker ha una nuova aggiunta, avendo recentemente acquistato il telaio Brabham. Su questa vettura, il team Walker smonta il motore e il cambio che Brabham stesso aveva usato per tutta la stagione, e installa il motore V8 Climax e il cambio Colotti a 6 marce dalla Cooper del 1963 del team che Bonnier ha guidato in alcune occasioni. Questo nuovo intruglio verrà concesso a Bonnier, poiché la vettura non può andare troppo bene con il motore BRM V8 ad alto numero di giri nel nuovo telaio Brabham che Walker ha comprato all'inizio della stagione. Il Brabham-BRM V8, anche con cambio Colotti a 6 velocità, del team Walker viene concesso in prestito al pilota di Formula 2 Jochen Rindt, essendo questo il suo Gran Premio locale.

 

La British Racing Partnership porta in Austria - per Ireland che Taylor - due monoscocche BRP, con motori BRM V8 e cambio BRM. Mentre il team Parnell è piuttosto disorganizzato. In Sicilia Hailwood aveva gettato la sua auto nel lago all'interno del circuito; questa era tornata in Inghilterra per essere asciugata, così Parnell è costretto a prendere in prestito la quarta auto del Team Lotus, una Type 25 con motore Climax e cambio ZF, e la dipinge frettolosamente di blu scuro/verde, i colori del team Parnell. Amon utilizzerà questa macchina, mentre una Type 25 con motore BRM e cambio Hewland sarà guidata da Hailwood.

 

Le BRM V8 del Centro-Sud vengono utilizzate da Baghetti e Maggs; Siffert, fresco della sua vittoria a Enna, e Anderson, con le loro Brabham private, completano il gruppo dei partecipanti. L’unico non presente a Zeltweg è Trintignant con la sua BRM V8. Originariamente solo diciotto della lista di ventuno dovevano essere autorizzati a partire, ma questo viene cambiato più tardi, sicché tutti i venti corridori sono ora autorizzati a partire.

[resizer.in]-61b481c855808.jpeg
Una serie di incidenti sconvolge le prove del venerdì. La Cooper di Phil Hill manda all’aria una serie di balle di paglia, si capovolge, rompendo una parte della sospensione anteriore destra, e si incendia. Il pilota riesce per fortuna a balzare fuori dalla vettura, completamente avvolta dalle fiamme, senza riportare alcun danno. Bandini è disturbato da una perdita d’olio davanti al motore che non può essere riparata ai box. Ginther perde una ruota e ferisce un ragazzo. Clark rompe lo sterzo durante i primi due giri e molti rompono le sospensioni a causa del fondo sconnesso. Surtees si destreggia con le due Ferrari V8, e Graham Hill soffriva di torcicollo dopo l'incidente di Snetterton e indossava un supporto per il mento, mentre Gurney era in ottima forma e sembrava divertirsi a inseguire Suttees ogni volta che poteva.

 

La Lotus 33 di Clark rimane dietro i box per una riparazione alla molla del cavo dell’acceleratore; per effettuare la riparazione, i meccanici della Lotus utilizzano l'impianto di saldatura del team BRM. Nel mentre, sulla BRM di Ginther i meccanici cambiano la barra antirollio anteriore. La superficie di calcestruzzo del circuito trasmette ai piloti e alle vetture urti e vibrazioni ad alta frequenza, soprattutto al tornante, ma nonostante ciò Surtees, Gurney, Ginther e Graham Hill sono coinvolti in una stretta battaglia tra di loro per un certo tempo. A parte il fatto che il circuito è completamente piatto e piuttosto noioso, le ondulazioni non rendendo felice nessuno, e la malinconia continua a scendere quando prima Clark rompe il braccio sinistro dello sterzo e poi Ginther perde la ruota anteriore sinistra, che si stacca intorno ai fori dei tacchetti.

 

Gli ampi spazi aperti del campo d'aviazione incoraggiano i piloti ad andare oltre il limite e ad essere disordinati in modo sciatto, sicché parecchi piloti sono coinvolti in innocui testacoda, alcuni deliberatamente per trovare il limite, altri per caso. Graham Hill è autore di un gran numero di giri, ed è infatti a lui che viene accreditato il tempo più veloce, ma dato che il timer elettronico a raggi non funziona, e si utilizzano orologi a mano, gli organizzatori non avrebbero garantito i tempi indicati. Graham Hill, nonostante il torcicollo causato dall’incidente a Snetterton, risulta infine il più veloce, seguito a meno di 0.3 secondi da Surtees e a 0.037 secondi da Clark. La prima fila è completata da Gurney, mentre dietro si posizioneranno Ginther Bandini e Brabham.

 

Durante le prove inoltre vengono commessi degli errori grossolani dai cronometristi, dunque, per non creare motivi di reclamo, vengono ammessi in gara tutti e venti i piloti iscritti. Tutte le auto vengono riparate entro l’ora di pranzo di domenica, giornata della gara, mentre vi è panico in Ferrari in quanto nella V8 scelta da Surtees vi è un ugello iniettore rotto all’interno del blocco cilindri. Mentre l’auto viene riparata, l’altra V8 è già pronta, anche se Surtees non è entusiasta di guidarla dato che questa non ha dei buoni freni; alla fine, in ogni caso, entrambe le auto vengono trasportate sulla griglia di partenza.

 

Prima della sessione di prove successivo, che si svolgono durante il pomeriggio di sabato 22 Agosto 1964, vi sarà molto lavoro per i meccanici e molte parti saranno esaminate da vicino per vedere se sono presenti segni di crepe. Mentre la Lotus monta nuovi bracci dello sterzo sulla macchina di Clark e i nuovi alberi di trasmissione sulla macchina di Spence, il team Cooper mette a posto la sua vecchia macchina del 1963 per Phil Hill. Dopo la corsa dal paddock alla zona dei box, segue una leggera pausa; mentre i meccanici ancora si organizzano, è Bandini il primo a partire, seguito da quasi tutti gli altri concorrenti, sicché e i primi quattro minuti di prove si trasformano in un pandemonio, con l'intero circuito pieno di macchine.

 

Clark circola lentamente, correndo con un nuovo cambio e tenendosi fuori dalla traiettoria ideale. L’attività in pista è incredibile: sembra che nessuno abbia intenzione di fermarsi, fin tanto che alcune gocce di pioggia cominciano a cadere sul circuito. Una dopo l'altra le auto rientrano ai box, ad eccezione delle due Cooper, ma dopo poco la pioggia cessa di cadere e tutti i concorrenti tornano nuovamente in pista.

 

Surtees compie un gran numero di giri su entrambe le Ferrari V8 e Bandini sembra competitivo a bordo della sua 6 cilindri, mentre Graham Hill è veloce come sempre. Clark finisce di sistemare il suo nuovo cambio e comincia ad alzare il ritmo, ma non compieo molti giri veloci prima che lo sterzo inizi a comportarsi in maniera anomala, costringendo lo scozzese a rientrare ai box. Un altro braccio dello sterzo si è rotto, nello stesso modo di prima, sul pezzo che è effettivamente dentro il portamozzo. Anche Gurney riscontra lo stesso problema, quando il montante sinistro della sospensione anteriore si rompe in due parti e la Brabham scivola sul lato della pista. Nel frattempo le BRM resistono bene alle condizioni difficili del circuito, e non importa quanto duramente Graham Hill stia provando. Anche sulla vettura di Amon si rompe di un braccio dello sterzo, come sulla macchina di Clark, mentre Bonnier fa buon uso della nuova combinazione di parti che il Team Walker ha messo insieme, guidando la Brabham-Climax abbastanza forte.

 

Mentre le prove giungono al termine, la pioggia torna a cadere sul circuito. Nel corso della serata i meccanici saranno impegnati nelle varie riparazioni, perché il Team Lotus non ha più bracci dello sterzo da poter utilizzare in sostituzione di quelli rotti, nuove parti Brabham sono in arrivo dall’Inghilterra, e più in generate tutti i meccanici ispezionano le loro auto per trovare allentamenti o crepe. Il Team Lotus ripara le sue auto usando parti dell'auto di riserva e parti della vecchia Lotus 24 che BRP aveva con sé come ricambio, trasformando la Lotus 33 di Clark in un misto di Lotus 24 e 25, avendo utilizzato avantreno e sterzo, mentre sulla Lotus 33 di Spence viene montato un forte braccio di sterzo del 1963 a sinistra e un braccio più leggero del 1964 a destra. Entrambe le auto mantengono i nuovi alberi di trasmissione. L'auto presa in prestito da Amon viene invece dotata dei montanti e dei bracci dello sterzo della Lotus 24 di Revson, che il team Parnell ha con sé.

[resizer.in]-61b499971dc1d.jpeg

Domenica 25 Agosto 1964 si dà il via al Gran Premio d’Austria. Tutte le auto vengono riparate nel corso della notte, e sistemate entro l'ora di pranzo. Sorge però il panico tra i meccanici Ferrari quando si scopre che un ugello dell'iniettore si è rotto nel blocco cilindri del V8 che Surtees ha deciso di utilizzare in gara. Mentre pinze lunghe e sottili, magneti e dita magre lavorano tra il meccanismo di iniezione Bosch sull'auto danneggiata, l'altro V8 viene preparato, ma Surtees non è contento perché la seconda auto ha dei freni poco funzionali.

 

Nel frattempo Phil Hill continua ad avere la Cooper del 1963 e tutti gli altri concorrenti utilizzano le stesse vetture condotte nel corso delle prove. La Lotus monta serbatoi di carburante di scorta, dato che la gara si svolgerà sulla distanza di 105 giri del circuito di 3.2 chilometri. A pochi minuti dalla partenza la pioggia minaccia di cadere; ciononostante dal cielo non cade una goccia d’acqua, e verso le ore 1:00 pm si svolge la oramai consueta corsa dei trasportatori di auto private e auto da corsa dal paddock ai box.

 

Per fortuna, la Ferrari V8 viene riparata in tempo, ma per sicurezza entrambe le auto vengono portate sulla griglia di partenza; ne consegue un momento di caos, causato dal fatto che le auto da corsa dovevano andare direttamente alla griglia fittizia invece della solita pratica che prevede prima la sosta ai box, mentre i piloti raccolgono caschi e occhiali e i meccanici si occupano dei lavori dell'ultimo minuto. Giunti in griglia di partenza, sulla BRP di Trevor Taylor smette di caricarsi l’alternatore, a causa di una cinghia di trasmissione che scivola (ma l’acqua di un estintore risolverà il problema di scivolamento), e l'auto di Ireland produce una pozza d'acqua sotto la vettura, poiché il serbatoio era colmo.

 

A un minuto dalla fine tutti i motori sono in funzione e le venti vetture si spostano sulla griglia di partenza vera e propria. Alla partenza, le due Ferrari di Surtees e Bandini e la Brabham di Gurney sono le più veloci, mentre Graham Hill fa slittare le ruote, temporeggiando mentre gli avversari passano. Clark invece a causa di un ritardo si ritrova immerso nel grosso dei concorrenti: non è riuscito a far entrare la prima marcia al via, così ha tentato di partire in seconda. Gurney transita in testa al primo passaggio, con Surtees alle sue spalle. Nel frattempo, la maggior parte dei concorrenti è partita, così Clark decide di dare un boot-full e di prendere il via in seconda marcia. Gurney e Surtees sono in testa, seguiti dalla Ferrari V6 di Bandini, al terzo posto.

[resizer.in]-61b5dbc50c210.jpeg

Alla fine del giro Graham Hill è all'undicesimo posto e Clark al dodicesimo, ma in una situazione ancora peggiore è Jack Brabham, la cui nuova auto sta avendo problemi di alimentazione e si ferma ai box alla fine del primo giro, mentre sulla vettura di Baghetti si presenta un guasto alle candele; ma il pilota italiano attenderà quattro giri prima di fermarsi ai box per montate delle nuove candele.

 

Surtees prende il comando al secondo giro, e anche se Gurney è partito con gomme nuove con il proposito di non spingere al massimo fin dall’inizio, in questi primi minuti di gara cambia idea e decide di rimanere vicino al pilota britannico. In breve tempo, Surtees e Gurney riescono ad allontanarsi dal resto del gruppo, con l'eccezione di Clark, che passa Graham Hill al secondo giro, Phil Hill al terzo, Siffert al quarto, e raggiunge un gruppo di corridori al quinto giro, composto da Ginther, McLaren, Bonnier e Ireland. I quattro sono impegnati in una grande battaglia, ma Clark li passa con facilità, iniziando da Ireland nel corso del sesto giro, e i rimanenti concorrenti nei due giri successivi.

 

Nel frattempo Chris Amon riscontra non poche difficoltà nel guidare la sua Lotus-Climax V8 presa in prestito, ed incorre perfino in un'escursione sull'erba al tornante; nel corso del settimo giro il motore della sua vettura si rompe, costringendo il neozelandese a fermarsi lungo il circuito. Anche il motore della BRM di Graham Hill si spegne sul rettilineo nel corso del quinto giro; il pilota britannico è così costretto a tornare ai box, dove si scopre che la trasmissione dello spinterogeno si è tranciata. I ritiri non termina certo qu’: nel corso dell’ottavo giro, mentre Surtees sta frenando per effettuare il tornante, una nuvola di polvere e una pioggia di scintille divampa dalla vettura del pilota britannico, poiché la sospensione posteriore crolla e la Ferrari raschia la sua parte inferiore lungo il cemento. Questo episodio lascia Gurney comodamente in testa e determinato a proseguire a bassa andatura, per non rompere la sua Brabham. Ma Clark è risalito fino al terzo posto, e nel giro successivo passa Bandini e conquista il secondo posto. Ora lo scozzese è a circa 13 secondi dalla Brabham di Gurney.

 

Nel frattempo, McLaren allontana la sua Cooper dal gruppo con cui è stato fino a questo momento in lotta, lasciando Bonnier, Ginther e Ireland ancora in stretta compagnia. Dietro di loro si avvicina Siffert, ma questo’ultimo viene presto superato da Spence, mentre in fondo al campo si forma un gruppetto di concorrenti che comprende Rindt (Brabham-BRM V8), Phil Hill (Cooper-Climax V8), Millwood (Lotus-BRM V8), Anderson (Brabham-Climax V8) e Maggs (BRM V8), mentre Taylor (BRP-BRM V8) è più staccato. Poco poco, però, Anderson rallenta e perde posizioni e pochi giri più tardi Hailwood si avvicina a Phil Hill alla fine del rettilineo principale.

 

I due giungono appaiati alla curva che svolta a destra al termine del rettilineo, ma mentre Hailwood incorre un testacoda e prosegue, Hill è costretto ad utilizzare la via di fuga, scivolando sull’erba; quando il pilota americano riuscirà a rimettersi in pista, dovrà riprendere l’azione in fondo al gruppo, in compagnia di Anderson. In testa Gurney tiene d'occhio Clark mentre si passano l'un l'altro in direzioni opposte sulla pista. Nei giri successivi la Lotus del pilota scozzese guadagna sulla Brabham del pilota americano, sicché il divario scende a 10 secondi nel corso del ventitreesimo giro.

[resizer.in]-61b5c956a91b8.jpeg
Gurney sta per doppiare Taylor, ma nella BRP si rompe il bullone di serraglio della sospensione posteriore inferiore ed il pilota compie un veloce testacoda. Taylor, per fortuna, ne esce illeso. Il fatto curioso è che questo accade proprio mentre si sposta e fa cenno a Gurney di passare, il che porta lo statunitense a pensare che questo fosse uno strano metodo per spostarsi dalla traiettoria ideale, per farsi doppiare. Poco prima anche Siffert si era fermato lungo il percorso poiché i freni della sua vettura hanno smesso di funzionare e si era girato, colpendo una balla di paglia e danneggiando una sospensione anteriore e un disco del freno. Nonostante il circuito sia proibitivo per le vetture, Clark continua a ridurre il vantaggio di Gurney, portando il distacco a 8.5 secondi nel corso del ventisettesimo giro. Al terzo e quarto posto seguono Bandini (Ferrari V6) e McLaren (Cooper-Climax V8), ma il quinto posto è ancora conteso tra Ginther, Spence, Bonnier e Ireland, mentre il resto dei corridori è ormai doppiato.

 

Le cattive condizioni del fondo e lo sforzo a cui è stata sottoposta la vettura causano però la rottura della trasmissione della Lotus di Clark, che rientra ai box perdendo pezzi lungo il circuito e si ritira al quarantunesimo giro. In realtà, fin dal trentaquattresimo giro lo scozzese si era reso conto che quest’organo meccanico si stava iniziando a rompere, e per questo aveva iniziato a rallentare. Qualche giro dopo, la stessa sorte tocca a Gurney, il quale dapprima si piega in avanti per scrutare la sua sospensione anteriore, il giro successivo continua a guardare l'altro lato della macchina, andando abbastanza lentamente, e nel corso del quarantaseiesimo giro si dirige ai box per controllare la ruota anteriore. Ma i meccanici non trovano nulla e il pilota americano riparte. Tuttavia non riuscirà a completare il giro, poiché un braccio anteriore si sta lentamente staccando dal telaio.

 

Anche il motore BRM di Ireland pare ora dare segni di cedimento; non a caso, il pilota inglese perde lentamente contatto con Ginther, Spence e Bonnier. E poco dopo anche Spence inizia a rallentare, poiché ha la sensazione che sul retro della sua auto qualcosa si sta per rompere. Il pilota britannico gira il tornante, ma un gran botto lo costringe a fermarsi sul bordo dell’erba nel corso del quarantunesimo giro: anche sulla sua vettura si rompe l’albero motore. Allo stesso tempo McLaren entra lentamente ai box poiché il suo motore suona male nel corso del quarantatreesimo giro, e dopo aver compiuto un'altra tornata a ritmo lento si ritira prima che il motore si danneggi eccessivamente.

[resizer.in]-61b5db8a04411.jpeg

Così all'improvviso, al termine del quarantottesimo giro l'ordine è completamente cambiato, con Bandini in testa, seguito da Ginther, Bonnier e Ireland, ma anche la BRP del pilota britannico presenta qualche problema e si ferma al suo box per vedere se è possibile ripararla. Tuttavia, sul motore si è rotta una punteria. Un problema non di poco conto. Ciononostante, Ireland decide di proseguire la corsa, sperando di poter raccogliere qualche punto al termine della corsa. Anche Brabham continua la sua corsa, così come Baghetti, pur essendo entrambi molto attardati, mentre Rindt rientra in gara dopo essere stato a lungo ai box per controllare i freni. Perfino Surtees si ferma nuovamente ai box per riparare alcuni problemi alla sua Ferrari e, dopo aver raccolto un cric, alcune chiavi e dei ricambi, riesce a ovviare al danno. A quasi metà gara sono rimaste in pista solo otto auto, con Bandini, Ginther e Bonnier sullo stesso giro, e Ireland, Hailwood, Anderson, Phil Hill e Maggs a un giro; Brabham, Rindt e Baghetti sono molto indietro.

 

Quando Ginther è a quindici secondi di distanza da Bandini, e sembra che la BRM possa raggiungere la Ferrari, Bandini accelera ulteriormente, mantenendo il distacco a tredici secondi. Ireland va lento e Hailwood lo passa guadagnandosi la quarta posizione. Successivamente fa lo stesso Anderson che si posiziona quinto, mentre Brabham procede bene dopo il precedente testacoda. Phil Hill ha dei problemi nel mantenere il suo settimo posto con la vecchia Cooper, fino a quando al cinquantanovesimo giro va fuori pista e colpisce il muro di balle di paglia. Crollano le sospensioni posteriori e il motore si incendia, mentre il pilota fuoriesce velocemente lasciando la vettura avvolta da fiamme e una densa nube di fumo.

 

Anche Hailwood ha dei problemi e, dopo un giro percorso lentamente per testare le sospensioni posteriori, si ferma ai box per far riaggiustare un puntone: questo gli crea uno svantaggio rispetto agli avversari. Anderson al sessantesimo giro viene doppiato da Bandini e Ginther e, mentre Bonnier si accinge a fare altrettanto, l’auto di Rob Walker si inceppa costringendolo ad abbassare il numero massimo di giri al minuto. All’ottantaquattresimo giro, il motore dell’auto di Bonnier inizia a non funzionare come dovrebbe e Anderson lo sorpassa compiendo un giro completo. Bonnier va sempre più lento e, prima del termine della gara, viene sorpassato anche da Maggs e Ireland.

[resizer.in]-61b5dab47f0bd.jpeg
Le prime posizioni rimangono invariate, con Ginther che non riesce a raggiungere Bandini e un distacco che si attesta sui dodici secondi; questo, unito alle buone condizioni della Ferrari, dà la massima tranquillità al pilota italiano. Infatti, non appena Ginther recupera qualche secondo, Bandini ristabilisce subito le distanze, dando prova di controllare la situazione. La gara non ha più storia, dunque Bandini con la sua V6 vola fino al traguardo, concludendo la sua galoppata di 336 chilometri alla media di 159.650 km/h. È la seconda vittoria di fila per la Ferrari, il cui pilota ha sovvertito ogni pronostico e migliorato persino il record della corsa stabilito l’anno precedente dell’australiano Brabham. La vittoria della Ferrari, dopo quella in Germania, dimostra l’alto grado di affidabilità delle vetture di Maranello.

 

La brillante affermazione del pilota della Ferrari, dopo il terzo posto conquistato sul circuito del Nurburgring il 2 Agosto 1964, è salutata con grande entusiasmo dai 50.000 spettatori e da molti italiani, anche perché si tratta della prima vittoria, dopo tre anni, di un pilota italiano in una prova di campionato mondiale di Formula 1. Anderson si guadagna il terzo posto; un ottimo risultato, se si pensa che i semiassi della sua auto si sono spaccati e i giunti in gomma si sono rotti. Tony Maggs giunge quarto al traguardo con la sua BRM, seguito da Innes Ireland e da Jo Bonnier, che chiude al sesto posto e conquista l'ultimo punto a disposizione. In definitiva, questa è stata sicuramente una gara particolare che non ha soddisfatto numerosi piloti. In effetti nessuno aveva pareri favorevoli su questo circuito, differente da qualsiasi altro attuale europeo.

 

Nessuno vede di buon occhio la superficie che rompe il telaio delle vetture, dato che questo genere di cose era scomparso dalla maggior parte delle gare europee molti anni prima. La contesa per il titolo continua a vedere Graham Hill e Jim Clark in testa alla classifica, fermi entrambi a 32 e 30 punti, essendosi entrambi ritirati dalla corsa. Segue John Surtees a 19, anch'egli ritirato, quindi Ginther a 17 e Bandini, che con questa vittoria sale a 15 punti. E' invece più aperta la lotta per il campionato costruttori, dove la BRM comanda la classifica con 36 punti, seguita dalla Lotus, a 34 punti, e la Ferrari a 28 punti.

 

Nicoletta Zuppardo

Contact us

 

Nitidepopeia

 

​©​ 2022 Osservatore Sportivo

About us

 

Store

 

​Network

Team

 

Cookie Policy

 

Privacy Policy

Create Website with flazio.com | Free and Easy Website Builder