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#110 1962 United States Grand Prix

2021-08-31 01:00

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#110 1962 United States Grand Prix

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La Formula 1 lascia l'Europa per trasferirsi negli Stati Uniti, il 7 Ottobre 1962, sul circuito di Watkins Glen, confermato come luogo ospitante del quarto Gran Premio degli Stati Uniti dopo il successo delle precedenti edizioni. La corsa al titolo, che sembrava essersi conclusa dopo il Gran Premio in Germania, potrebbe ora essere riaperta grazie alla regola degli scarti: se Clark riuscirà a vincere questo Gran Premio e la gara in Sud Africa, conquisterà il titolo iridato, mentre a Graham Hill serve una sola vittoria per diventare Campione del Mondo.

 

Come nella stagione 1961, la Ferrari non si presenta a Watkins, usando come giustificazione uno sciopero scoppiato tra i suoi dipendenti che avrebbe impedito l’assemblaggio delle vetture in tempo per il Gran Premio. Ancora una volta, quindi, Phil Hill si trova impossibilitato dal correre la propria gara di casa e inoltre iniziano a circolare voci che Enzo Ferrari desideri licenziarlo al termine della stagione. Gli altri team sono tutti presenti al circuito. La B.R.M. iscrive alla corsa tre vetture, due guidate da Graham Hill e Ginther, mentre e la terza, usata dal pilota americano durante il Gran Premio d’Italia, verrà tenuta ai box in caso di emergenza. Il Team Lotus porta in pista due mono scocche di tipo 25 per Clark e Taylor, le stesse usate a Monza tre settimane prima; così anche la Porsche porta in pista le vetture utilizzate durante il Gran Premio d’Italia e le assegna a Gurney e Bonnier. Salvadori e Surtees si trovano, come sempre, a bordo di due Lola, mentre Ireland e Gregory correranno con la UDT-Laystall.

 

Il circuito si trova tra le colline e nei pressi di un lago, elementi che rendono il clima poco prevedibile e instabile, soprattutto durante l’autunno. E infatti, a tal proposito, venerdì mattina la pista viene bagnata da abbondante pioggia, ma alle 1:00 pm - orario dell’inizio della prima sessione di prove - l’asfalto è quasi totalmente asciutto. Il record della pista è stato registrato durante l’ultima edizione del Gran Premio, nel 1961, con un tempo di 1’18”2, mentre il giro di qualificazione più veloce è di 1’17”; la sensazione è che entrambi i record saranno molto difficili da battere.

 

I piloti della B.R.M. sono i primi a scendere in pista, con Ginther che corre su questo tracciato per la prima volta, mentre Graham Hill è più esperto. Entrambi registrano un tempo di 1’23”, mentre la Lotus di Clark percorre un giro completo in 1’25”. Dopo un’ora di prove i tempi cominciano ad avvicinarsi al 1’20”, e Gregory riesce a registrare un tempo di 1’17”9 prima che il suo motore B.R.M. abbia un calo di potenza. La durata delle prove è di quattro ore e i meccanici decidono di cominciare ad apportare le prime modifiche all’assetto mentre la sessione è ancora in corso, in modo che i piloti abbiano la possibilità di adattarsi meglio e più velocemente alla pista.

 

La strategia sembra essere quella corretta, e nella seconda metà della sessione i tempi cominciano ad abbassarsi velocemente, poiché i piloti iniziano a trovare confidenza con il tracciato. Ginther e Graham Hill registrano un tempo di 1’17”, ma Gurney si dimostra più veloce, in 1’16”9. Tutti e tre però vengono superati da Clark con 1’15”8, che lo porta non solo a conquistare la pole position provvisoria, ma anche a stabilire il nuovo record della pista durante le qualifiche.

 

Mentre la fine della sessione si avvicina, Surtees decide di rientrare in pista per provare a migliorare la propria prestazione, ma si trova protagonista di uno spaventoso incidente: a causa della rottura dello sterzo perde il controllo della vettura e carambola fuori dalla pista, ed impatta contro un albero; a monoposto è distrutta, ma il pilota ne esce fortunatamente illeso e si avvia a piedi verso i box. Si conclude in questo modo la prima sessione di prove e Clark si trova in prima posizione, seguito da Ginther e Graham Hill.

 

Sabato 6 Ottobre 1962 una forte pioggia batte sul circuito proprio quando le prove devono avere inizio e per circa un’ora nessuno osa scendere in pista. Solo dopo che la pioggia è lievemente diminuita le due B.R.M., insieme a Clark, escono dai box per testare le proprie vetture sul bagnato. Hill riesce a completare un giro in 1’26”5, mentre Clark è più in difficoltà, non avendo una vettura particolarmente veloce sul bagnato, e registra un tempo di 1’31”2. La pioggia non sembra aver intenzione di cessare e più piloti decidono di tentare di scendere in pista, cominciando però ad andare in testacoda nel corridoio di uscita dei pit, rendendo l’entrata e l’uscita ai box molto caotica.

 

In pochi riescono a migliorare le loro prestazioni e domenica pomeriggio sarà Clark a partire dalla prima casella, seguito da Ginther e Graham Hill. Al contrario del giorno precedente, domenica mattina la pista si presenta asciutta, anche se sopra il circuito aleggiano nuvole minacciose, e le probabilità di precipitazioni durante lo svolgimento del Gran Premio sono alte. Nonostante il clima non sia dei migliori, quasi 45.000 spettatori sono attesi sulle gradinate di Watkins, molti dei quali provenienti dal Canada. 

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Con l'assenza della Ferrari e di alcuni piloti non qualificati, la griglia di partenza è composta da diciotto piloti, che nel primo pomeriggio si schierano in griglia di partenza. Ricevuto il via dal mossiere, i piloti sfrecciano in avanti in modo ordinato, e raggiunta la prima curva è Clark a mantenere la prima posizione, con Graham Hill alle sue spalle. McLaren, che ha guadagnato la terza posizione nei confronti di Ginther, per mantenere un contatto con i primi due classificati sfrutta la potenza del proprio motore al massimo, dando vita ad alcuni problemi che disturberanno la sua guida per tutta la durata della corsa.

 

Al termine del primo giro le prime due posizioni risultano invariate, mentre McLaren scivola indietro nella classifica e viene sorpassato da Ginther, Brabham e Gurney; a seguito di questo gruppo di testa si trovano Bonnier, Taylor, Ireland e Gregory, mentre un terzo e ultimo gruppo è composto da Mayer, Schroeder, Surtees, Sharp, Trintignant e Beaufort. Presto Clark e Hill guadagnano un discreto vantaggio su Ginther, che viene presto superato da Gurney, e la lotta per la vittoria ha presto inizio.

 

Durante il dodicesimo giro una serie di doppiaggi mette in difficoltà Clark, e Hill riesce prima a raggiungerlo, poi a sorpassarlo; nel frattempo il gruppo in lotta per la terza posizione si fa più compatto e ora l’ordine vede Ginther al terzo posto, seguito da Gurney, Brabham e McLaren. Al giro 19 Clark registra un tempo di 1’15”4, raggiungendo Hill e prendendosi nuovamente la prima posizione, che manterrà fino al termine della gara.

 

La lotta per il terzo posto perde un pilota al giro 30, quando Ginther rientra ai box ed è costretto al ritiro a causa di una perdita d’olio. Gurney eredita la terza posizione, seguito a breve distanza da McLaren. Dopo il ritiro di Ginther seguono quindici giri senza che avvenga un sorpasso, ma in compenso Clark riesce a conquistare un vantaggio di quasi undici secondi su Hill, mentre McLaren si avvicina pericolosamente a Gurney e lo supera durante il cinquantasettesimo giro.

 

La Porsche del quarto classificato inizia a dare alcuni problemi al pilota, e dopo appena otto giri viene sorpassata anche da Brabham, scendendo così in quinta posizione. Durante il settantesimo giro Clark si trova a diciassette secondi di vantaggio su Hill, e stabilisce il nuovo record della pista in 1’15”0, allontanandosi ancora di più da Graham Hill.

 

La Lotus vince così il Gran Premio degli Stati Uniti, aprendo la lotta per il titolo quando manca una sola corsa da disputare. Il risultato ottenuto da Clark rende il Gran Premio del Sudafrica un'incognita: se Hill dovesse vincere, o posizionarsi davanti a Clark, sarebbe eletto Campione del Mondo, ma se Clark dovesse conquistare la prima posizione sarebbe lui a laurearsi vincitore del campionato corrente. La resa dei conti avrà luogo sul circuito di East London il 29 Dicembre 1962, tra più di due mesi, e decreterà il vincitore della tredicesima stagione di Formula 1.

 

Olivia Carbone

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