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#108 1962 German Grand Prix

2021-09-02 01:00

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#108 1962 German Grand Prix

Il Gran Premio di Germania, che si disputa sul circuito del Nurburgring, coincide con un avvenimento tecnico di sicuro interesse, che riguarda diretta

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Il Gran Premio di Germania, che si disputa sul circuito del Nurburgring, coincide con un avvenimento tecnico di sicuro interesse, che riguarda direttamente le possibilità di riscossa delle Ferrari contro la prorompente superiorità finora dimostrata dalle monoposto inglesi di Formula 1, vincitrici di tutti i Grandi Premi disputati nella prima metà della stagione, e cioè a Zandvoort (B.R.M.), a Monaco (Cooper), a Francorchamps e ad Aintree (Lotus), con la sola parentesi rappresentata dalla Porsche a Rouen. Ma in Germania dovrebbe essere garantita la presenza di almeno un esemplare di una nuova Ferrari, che è stata notevolmente modificata nel telaio, nella carrozzeria (più sottile e penetrante) e nel motore. Il quale ultimo è sempre del tipo a sei cilindri a V, ma con quattro valvole per cilindro e ben dodici carburatori (o meglio, sei doppio corpo), in grado di raggiungere il fatidico traguardo dei 200 cavalli di potenza.

 

Con questa macchina, la Casa modenese gioca forse la sua ultima carta dell'anno (per il 1963 è in cantiere qualcosa di assolutamente inedito) per tentare di riagguantare quella supremazia che le è sfuggita di mano di fronte all'offensiva inglese. E la serietà dei propositi della Ferrari è confermata dalla presenza al Nurburgring della sua squadra ufficiale al completo, Phil Hill, Baghetti, Bandini e Ricardo Rodriguez, salvo l'assenza di Mairesse, ancora convalescente delle ferite riportate un mese e mezzo prima nel pauroso incidente al Gran Premio del Belgio.

 

L'impresa di battere le monoposto britanniche appare tuttavia molto ardua, considerando le caratteristiche del circuito del Nurburgring, dove l'agilità e la maneggevolezza sono fattori determinanti di successo. E queste qualità sono proprio le più vistose caratteristiche delle Lotus, le B.R.M, le Cooper e Lotus. C'è infine l'incognita delle Porsche, che corrono davanti al loro pubblico, e su un tracciato che ha molto contribuito alla messa a punto delle nuove 8 cilindri di Stoccarda. Con queste premesse, il Gran Premio di Germania si presenta di eccezionale interesse tecnico, un interesse che sembra soverchiare le stesse vicende per la scalata al titolo mondiale, piloti, che ha in Jim Clark - la grande rivelazione di quest'anno - in Graham Hill, Phil Hill, Surtees e McLaren gli uomini con maggiori possibilità di affermazione finale. Che è però naturalmente legata all’efficienza dei rispettivi mezzi meccanici, e il discorso vale soprattutto per il detentore del titolo Phil Hill, cui la Ferrari dovrebbe affidare la sua nuova monoposto. La corsa, si disputerà domenica 5 Agosto 1962 su quindici girl del circuito (di 22.810 metri), per complessivi 342.150 chilometri.

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La sesta gara del campionato 1962, come detto, si disputa sul circuito del Nurburgring, considerato da molti piloti uno delle piste più prestigiose. Il tracciato è difficile e ricco di curve e in pochi lo conoscono davvero, ma conquistare la vittoria al Nurburgring è per i piloti un grande sogno. Un altro fattore che rende la gara tedesca un'incognita è il meteo imprevedibile, tanto che spesso piove solo su una parte di pista.

 

Quest'anno, l'attenzione e le aspettative per questo Gran Premio sono maggiori rispetto agli anni passati, in quanto saranno schierate in griglia tre nuove vetture: la Ferrari, tornata in pista dopo aver saltato due Gran Premi a causa degli scioperi dei lavoratori italiani, presenta una monoposto più bassa e più leggera; Brabham riuscirà finalmente a correre con Jan monoposto targata a suo nome e, infine, gareggerà per la prima volta la GIBLY-B.R.M. ideata da Len Terry e prodotta dalla Gibly Engineering. La scuderia di Maranello schiererà in pista quattro piloti, Phil Hill al volante della vettura utilizzata ad Aintree, Baghetti a bordo di una monoposto con il motore a 120 gradi già utilizzata durante le prime gare della stagione, Rodriguez che guiderà una vettura ancora più datata dal motore V6 di 65 gradi, e infine Bandini, che viene messo alla guida della nuova macchina.

 

La Lotus iscrive invece due piloti, Clark e Taylor, il primo a bordo di una Lotus 25 e il secondo di una Lotus 24, come ad Aintree. Vengono poi le due Porsche di Gurney e Bonnier, con l’americano al volante di una vettura aggiornata, mentre nei box si scorge una terza monoposto di riserva. La B.R.M. infine presenta le stesse tre vetture utilizzate durante il fine settimana di Aintree, e i piloti iscritti risultano essere Graham Hill e Ginther. 

 

Il tempo a disposizione per le prove è insufficiente, data la difficoltà del tracciato e delle previsioni meteorologiche, con la prima sessione di venerdì di una durata di un'ora e mezza e la seconda, posta troppo ravvicinata alla prima, di un'ora e un quarto, mentre il sabato solo una sessione di prove è stata calendarizzata, anche questa con una durata di solo un'ora e un quarto. I piloti e i loro rispettivi team sperano che le vetture non riscontrino problemi e che non avvenga nessun tipo di incidente, o non ci sarebbe il tempo di riparare le monoposto in tempo per partecipare alla sessione successiva. 

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Venerdì 3 Agosto 1962 la sessione di prove ha inizio alle ore 11:00 am, ma la Brabham-Climax deve ancora essere ultimata e le quattro vetture iscritte dalla Ferrari sono appena arrivate al circuito, quindi nessuno tra i piloti a bordo di queste monoposto possono prendere parte all'inizio delle qualificazioni. Per ottenere un tempo valido, si deve compiere un percorso non semplice da memorizzare: iniziato il giro, bisogna passare dai box intorno al Sudkehre, o Curva Sud, poi andare dietro i box, attraversando un sottopassaggio per poi portare la vettura davanti ai cronometristi, alzando il braccio, passare nuovamente i box, percorrere di nuovo la Curva Sud e, dopo essere passati un'ultima volta dietro alla corsia dei box, avviarsi verso i boschi di Hatzenbach e i campi di Flugplatz, per completare un giro.

 

Nel caso i piloti scendano in pista solo per riscaldare le gomme o provare la vettura, possono liberamente circolare sul circuito di partenza, che si trova nei pressi della pit lane. Taylor, uno dei primi a tentare di registrare un tempo valido per la qualificazione, arriva fino alla Curva Sud, quando una valvola si rompe, causando la rottura del nuovo motore montato poche ore prima sulla monoposto. Il pilota è costretto a far ritorno ai box e a sostituire il proprio motore con uno già utilizzato ad Aintree da Clark.

 

Mediamente, per compiere un giro del tracciato, ci si impiega nove minuti e il miglior tempo mai registrato (seppur non valevole per il record della pista in quanto conquistato durante la sessione di prove) appartiene a Phil Hill, che nel 1961, a bordo della Ferrari, aveva completato un giro in 8’55”2, mentre il record della pista è stato stabilito dallo stesso pilota, nello stesso anno, con un tempo di 8’57”8.

 

Durante la mattinata di venerdì Graham Hill risulta il più veloce, con un tempo di 9’01”8, ma la sua monoposto risulta avere una perdita d'olio e il pilota è costretto a fermarsi ai box. Non in molti riescono a registrare buoni tempi, dovendo affrontare alcuni problemi con le sospensioni, che come ogni anno, tendono a rompersi o a non funzionare su questo circuito.

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Nel corso del pomeriggio, con temperature più alte e l'asfalto più caldo, più piloti iniziano a registrare ottimi tempi e la sessione di prove risulta interessante. La squadra più avvantaggiata sembra essere la Porsche, avendo testato spesso le proprie vetture si questo tracciato e conoscendone le difficoltà, ma anche Surtees ottiene ottimi risultati a bordo della Lola. Clark ottiene un tempo di 8’51"2, ma Gurney, che si trova in sintonia con la propria vettura, completa un giro in 8’47”2, mentre Graham Hill percorre un buon giro in 8’50”2.

 

I tempi registrarti, molto più bassi rispetto a quelli dell'anno passato, non sono inaspettati, poiché i motori e i telai utilizzati durante la stagione corrente hanno ricevuto importanti aggiornamenti. Mentre l'atmosfera si fa sempre più elettrizzata e le aspettative per il Gran Premio di Germania crescono, avviene un incidente per nulla necessario: la Porsche aveva acconsentito a montare una telecamera di un canale televisivo tedesco sulla vettura di Beaufort, per registrare alcune clip ad alta velocità; lo sesso progetto era stato avviato l'anno scorso sulla monoposto di Moss, ma si era rivelata un'idea fallimentare.

 

Mentre Beaufort completa a il proprio giro attorno alla pista, la telecamera cade dalla monoposto, per poi essere colpita da Graham Hill, che percorreva il tracciato a massima velocità; il contatto tra la telecamera e la monoposto di Hill rompe il radiatore dell'olio, facendo fuoriuscire una grande quantità d'olio sotto le ruote della B.R.M. La vettura di Hill finisce in testacoda e carambola nel sottobosco che circonda la pista, fino a schiantarsi duramente contro un albero, lasciando però il pilota fortunatamente illeso.

 

McLaren, che al momento dell'incidente non era distante da Hill, riesce a rallentare e si accosta a bordo del tracciato per accertarsi delle condizioni del collega, e dopo aver ricevuto un segno di rassicurazione da parte di Graham, risale sulla propria vettura e continua a percorrere il circuito. Non è così fortunato Maggs, che non riuscendo a scorgere l'olio che bagna l'asfalto lo attraversa a massima velocità, finendo in testacoda e impattando contro le barriere di sicurezza. Anche lui come Hill, esce illeso dalla monoposto. 

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Il giorno seguente, la sessione ha inizio con quindici minuti di ritardo, a causa di una forte pioggia che si abbatte sul circuito. In simili situazioni, il regolamento impone che le vetture si dispongano in fila fuori dai box, pronte alla partenza, per poi percorrere in gruppo il primo giro per asciugare la traiettoria principale e lasciare un minimo di aderenza sull'asfalto. Mentre i piloti corrono sul circuito di partenza, Jim Clark si avvia verso il vero e proprio tracciato per registrare un tempo da qualifica.

 

Tuttavia, i cronometristi non tengono il tempo del giro, in quanto il resto dei piloti non è ancora sceso in pista; lo fa però Chapman, che cronometra l'intero giro dalla corsia dei box. L'idea del team Lotus è quello di registrare un tempo irraggiungibile dagli avversari, non avendo traffico a rallentare Clark o detriti che possano danneggiare la vettura, ma durante il giro l'organizzazione posticipa l'inizio delle prove di quindici minuti e una fitta pioggia inizia a cadere. Nonostante ciò, Clark segue il piano ideato con Chapman e conclude il difficoltoso giro in 9’13”.

 

La sessione ha inizio alle 11:45 am, ma si rivela uno spreco di tempo, in quanto la pioggia impedisce di registrare buoni tempi e in pochi cercano di migliorare le proprie prestazioni; sarà quindi Gurney a partire dalla prima posizione, seguito da Graham Hill, Clark e Surtees. Terminate le prove, la pioggia cessa di cadere e la pista si asciuga velocemente, giusto in tempo affinché Hermann Lang possa percorrere un giro del tracciato a bordo di una Mercedes-Benz datata 1939, lasciando meravigliati tutti i presenti. 

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L'ottima prestazione della Porsche porta al Nurburgring 360.000 spettatori tedeschi, che sperano di vedere affermarsi il team di Stoccarda sulla pista di casa. Il via del Gran Premio è programmato per le ore 2:00 pm, ma nel momento in cui le vetture si dispongono sulla griglia di partenza, un pesante nubifragio ha inizio e la gara viene posticipata di un'ora. Alle ore 3:15 pm la situazione sembra essere migliorata e la gara può avere inizio.

 

I piloti cercano di mantenere se stessi e la loro attrezzatura asciutti il ​​più a lungo possibile e Clark è così impegnato a cercare di impedire che gli occhiali si appannino che si dimentica di accendere il carburatore e avviare il motore, e proprio mentre viene sventolata la bandiera del via, rimane fermo sulla propria casella, aspettando che i carburatori inizino a funzionare. Nel frattempo Gurney difende abilmente la prima posizione su Graham Hill, con Surtees in terza posizione e Phil Hill in quarta.

 

Clark non è l'unico a vivere un momento di difficoltà, poiché anche Taylor, infatti si trova in un’infelice situazione, con il proprio motore che non gira in modo corretto e spesso non su tutti gli otto cilindri, fino ad arrivare a metà giro, quando improvvisamente il motore torna a funzionare a pieno regime e coglie il pilota di sorpresa, tanto da fargli perdere il controllo della monoposto, che sbatte contro un albero. 

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Le condizioni generali della pista, dopo un solo giro, sono pessime, con il tracciato bagnato solo a tratti e pesanti banchi di nebbia che disturbano alcune curve e rendono la corsa molto pericolosa. A causa della situazione meteorologica avversa i piloti sono costretti a prestare massima attenzione mentre percorrono il circuito, e questo rende i tempi molto più alti, tanto che il miglior tempo registrato durante il primo giro appartiene a Gurney, in 10’42”9.

 

Durante il secondo giro Graham Hill si trova molto vicino a Gurney, ma tentare il sorpasso significherebbe rischiare di scivolare sull'asfalto bagnato, perciò il pilota della B.R.M. preferisce mantenere una solida seconda posizione, almeno per il momento. Chi invece non indugia prima di compiere un sorpasso è Clark, che in soli due giri ha superato diciassette vetture e al momento si trova in nona posizione. Al taglio del terzo giro Graham Hill riesce a conquistare la prima posizione, rendendo il pubblico sugli spalti improvvisamente silenzioso, e tentando di allontanarsi il più possibile da Gurney.

 

La sfortuna però fa in modo che Hill non riesca a guadagnare un importante distacco dal suo diretto inseguitore, e appena dopo il sorpasso sulla Porsche, l'estintore montato sulla B.R.M. si sgancia dal proprio appoggio e inizia a rotolare sul fondo della vettura, mettendo in difficoltà il pilota nei punti di frenata. Così, Hill e Gurney sono nuovamente in lotta per la prima posizione è al duello si unisce anche la Lola di Surtees, mentre McLaren, che si trova quarto, corre una gara solitaria. Graham Hill completa il suo terzo giro in 10’12”2, registrando il tempo più veloce della gara, ma non sembra soddisfatto del risultato, sapendo che sull'asfalto asciutto impiegherebbe un minuto e venti secondi in meno per completare un giro. 

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Durante il quinto giro la batteria della vettura di Gurney si allenta e il pilota è costretto ad abbassarsi per ripararla, permettendo a Surtees di sorpassato e guadagnare la seconda posizione. Alla fine del sesto giro la situazione sembra essersi stabilizzata, con Graham Hill al comando con tre secondi di vantaggio su Surtees, che a sua volta vanta sette secondi di vantaggio su Gurney, mentre McLaren si trova addirittura a diciassette secondi dalla Porsche, seguito a sette secondi da un Clark che sta attuando una fantastica rimonta.

 

L'equilibrio raggiunto però non riesce a preservarsi, perché durante il giro successivo i primi tre classificati si avvicinano l'uno all'altro, facendo pensare che la lotta per la vittoria del Gran Premio sarà accesa ancora per parecchi giri, se non fino all'ultima curva. Dopo nove giri, Clark sale in quarta posizione e inizia ad avvicinarsi al trio in testa, che nel frattempo lotta accanitamente. La battaglia tra i primi tre piloti della classifica è sempre più accesa, con le vetture che più di una volta si toccano tra loro e percorrono gran parte della pista fiancheggiate, ma in conclusione, le posizioni di arrivo sembrano già decise, in quanto le condizioni di pista non permettono ai piloti di compiere sorpassi senza esporsi a un grande pericolo.

 

La guida di Graham Hill si rivela ancora una volta brillante e lucida anche sotto pressione e il pilota della B.R.M. riesce a mantenere la leadership senza commettere errori, i quali avrebbero probabilmente permesso a Surtees di sorpassarlo. Dopo più di due ore mezza, Hill taglia il traguardo e vince il Gran Premio di Germania, seguito da Surtees e Gurney, Clark e McLaren.

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Vincendo il Gran Premio di Germania al volante di una B.R.M., Graham Hill consolida la sua posizione di leader della classifica valevole per il campionato mondiale conduttori, mentre Surtees e Dan Gurney, rispettivamente alla guida di una Lola e di una Porsche, tagliando il traguardo quasi contemporaneamente al vincitore, dimostrano che il Nurburgring è un circuito adatto alle macchine piccole e maneggevoli.

 

Ben settanta minuti hanno dovuto attendere i venticinque concorrenti prima che il direttore di corsa autorizzasse il via: infatti un violento acquazzone sembrava rendere impraticabile il già accidentato e difficile percorso, mentre vasti banchi di fitta nebbia gravavano sulle alture e sugli avvallamenti lungo i quali si snoda la pista.

 

Per Graham Hill si tratta del secondo successo ottenuto quest'anno. Dopo la sesta prova lo scozzese Jlm Clark conserva ancora il secondo posto con un distacco, come detto, di sette punti, nonostante abbia totalizzato tre vittorie. Malgrado l'asfalto viscido, per le pessime condizioni del tempo, la B.R.M. di Graham Hill si è rivelata la più maneggevole e la più veloce su un tracciato tormentato da curve e da impegnativi dislivelli. In sostanza il Gran Premio di Germania è stato il trionfo delle vetture inglesi che occupano le posizioni d'onore, fatta eccezione per la terza piazza di Gurney al volante della tedesca Porsche.

 

La Ferrari torna a vivere un periodo di crisi in cui il titolo mondiale non è nient'altro che un pallido miraggio, con Phil Hill che non raccoglie punti da ormai tre gare e le squadre inglesi in netto vantaggio: per il team di Maranello il migliore è stato Rodriguez, mentre Bandini è uscito fuori strada e Phil Hill è stato costretto al ritiro per noie meccaniche. Una bellissima corsa è stata quella disputata da John Surtees giunto secondo con la prestigiosa Lola. Al termine della corsa la pioggia non smette di battere sul circuito fino a tarda sera, mentre i meccanici abbandonano con le vetture il Nurburgring, per dirigersi negli alberghi e poi, il giorno dopo, ripartire in preparazione del Gran Premio d'Italia.

 

Nel corso della serata, in compagnia del gruppo di inglesi, tra cui Colin Chapman, Graham Hill e Bruce McLaren, l’ingegner Mauro Forghieri si imbarca su un DC3 non pressurizzato, pilotato da un eroe della battaglia di Inghilterra, John Cobbs, in direzione Gran Bretagna. Scopo del viaggio è atterrare all’aeroporto di Gatwick, dopo le 2 am di lunedì 6 Agosto 1962, per incontrarsi con il colonnello Ronnie Hoare. Rientrati a Londra, i due hanno soltanto il tempo per fare una doccia e per effettuare la colazione, prima di mettersi in macchina in direzione di Brands Hatch, dove Forghieri avrebbe dovuto vedere in azione Mike Parkes - un ingegnere del Gruppo Rootes - per conto di Enzo Ferrari, allo scopo di ingaggiare il pilota-collaudatore.

 

Forghieri e Hoare partono, ma spesso dei fermano per permettere al colonnello - parente della Regina Elisabetta, e persona di fiducia per Ferrari nel mercato britannico - di bere un gin tonic. I due giungono al circuito nel corso del pomeriggio. Mike è presente con una Ferrari GTO e una sport 246 SP. Da quel primo incontro nascerà un’amicizia duratura tra l’ingegner Mauro Forghieri e Mike Parkes, che diventerà collaudatore e pilota della Ferrari, dopo che l’ingegnere modenese riferisce positivamente a Enzo Ferrari.

 

Olivia Carbone

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