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#107 1962 Great Britain Grand Prix

2021-09-03 01:00

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#107 1962 Great Britain Grand Prix

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Il Gran Premio di Gran Bretagna si disputa sabato 21 Luglio 1962 e avrà luogo sul circuito di Aintree per il secondo anno di seguito, nonostante gli accordi stipulati col circuito di Silverstone impongano che il Gran Premio britannico debba essere disputato alternativamente su entrambi i circuiti. In Italia gli scioperi dei lavoratori non paiono placarsi, e la Ferrari riesce a presentare una sola vettura, per Phil Hill, con la speranza di raccogliere qualche punto nella classifica conduttori.

 

Le Porsche di Bonnier e Gurney non hanno subito modifiche, se non per i nuovi ammortizzatori Koni. Graham Hill e Ginther correranno con una B.R.M. che non è stata maggiormente modificata e presenta due telai differenziati per i piloti. McLaren e Maggs si presentano al circuito con due monoposto V8 Cooper-Climax identiche, mentre Clark e Taylor useranno le monoposto utilizzate in Francia. Il team Bowmaker prenderà parte al Gran Premio con le due solite Lola-Climax V8, ma nei box si trova anche una vettura totalmente nuova di riserva. Brabham invece correrà ancora con la Lotus-Climax V8, in quanto la F1 Brabham-Climax V8 deve ancora essere completata. La UDT-Laystall, che in Francia si era lamentata del motore B.R.M., decide di iscrivere alla competizione due vetture Lotus-Climax V8.

 

La prima sessione di allenamenti ha inizio nel primo pomeriggio di giovedì 19 Luglio 1962, con una pista calda e asciutta ma disturbata da un forte vento che impedisce ai piloti di registrare tempi veloci. Ad Aprile Clark aveva stabilito il nuovo record della pista in 1’54” a bordo di una Lotus 24 e date le condizioni meteorologiche, le speranze di migliorare questo tempo sono ben poche. In molti hanno problemi col proprio motore, tra cui Graham Hill, a cui esplode durante un giro lanciato ed è costretto a tornare ai box; c'è scontento anche in Lotus, perché, nonostante una pista che vede il team inglese come favorito, Clark non risulta il pilota col tempo più veloce.

 

La colpa è dei cronometristi, che utilizzano ancora cronometri a un quinto di secondo di divisione, il che rende la registrazione dei tempi molto imprecisa e vede la classifica ricca di pari meriti. Dopo una lunga pausa, durante le quale si svolge una sfilata di Berline, le prove ricominciano con meno vento e con tempi più veloci. Lo stesso Clark registra lo stesso tempo che qualche mese prima gli aveva permesso di stabilire il record della pista. Il pilota scozzese non ha molti rivali, siccome Graham Hill si trova a dover fare da spettatore alla sessione mentre aspetta che i meccanici riparino la sua vettura, la Lola di Surtees si spegne improvvisamente e viene abbandonata dal pilota a bordo pista, e Phil Hill si lamenta dell'assetto della propria monoposto. La Porsche di Gurney è l'unica preoccupazione di Clark, ma anche questa non riesce ad eguagliare il tempo di 1’54”0 e si classifica in seconda posizione. 

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La sessione di prove di venerdì ha inizio subito dopo l'ora di pranzo, su una pista calda e asciutta e fortunatamente non più disturbata dal vento, che però potrebbe alzarsi durante le prove. Clark è fermo ai box della Lotus con alcuni problemi di perdita dell’olio, mentre Graham Hill, sceso in pista con un nuovo motore, è costretto a fermarsi dopo poco per una perdita d’olio. Presa in prestito la Lotus di Shelly, torna in pista per cercare di registrare un tempo di qualifica discreto. A guidare la classifica è Surtees, con un tempo di 1’54”2, seguito da Ireland con 1’54”4 e McLaren con 1’54”6 secondi.

 

Durante l'ultima ora di prove, Ireland decide di non correre, soddisfatto del proprio risultato e ben pochi riescono a migliorare i proprio tempi. L'impresa è resa più difficile da un improvviso scroscio di pioggia, che costringe i piloti a rientrare nei propri box e, nella maggior parte dei casi, a scendere dalle proprie vetture, considerando la qualifica terminata. Clark conquista così la pole position, con Surtees in seconda posizione e Ireland in terza. Stupisce Graham Hill, che stranamente si trova solo in seconda fila, mentre Phil Hill è relegato addirittura in quinta fila.

 

Il record del giro sulla pista di Aintree è dunque eguagliato e battuto da Jim Clark, su Lotus Climax. L'allevatore di pecore della fattoria scozzese di Duns e, in campo sportivo, recente vincitore del Gran Premio del Belgio, ha girato a 152.46 km/h di media nella prima giornata di prove, abbassando poi di 0.4 secondi il primato, portandolo a 1'53" 6 alla media 153 km/h. Naturalmente Jim, che oltretutto ha il vantaggio di gareggiare a poca distanza da casa, è uno dei favoriti per il Gran Premio di Gran Bretagna, quinta prova di Campionato Mondiale conduttori, che avrà luogo sabato 21 Luglio 1962.

 

Nel corso delle nelle prove quasi tutti i piloti si sono battuti a fondo cercando di assicurarsi una buona posizione al via: Roy Salvadori, l'anziano corridore della Lola-Climax, tradito dalla irruenza, ha corso un grosso rischio: all'uscita dalla curva di Tatt, quasi davanti alle tribune, la macchina per un attimo è sfuggita al controllo del conduttore dando l'impressione di dover urtare contro lo spigolo delle tribune stesse. Salvadori ha raddrizzato la vettura con un colpo di volante, perdendone poi il controllo, per cui con una lunga sbandata la Lola è uscita di strada. Per fortuna accanto alla sede di gara dei corridori automobilistici vi è la pista dove si corre ogni anno il famoso premio ippico Grand National; il pilota britannico è riuscito a fermare subito la sua vettura e, proseguendo poi sul prato, è rientrato ai box. Nonostante questa paurosa avventura, Salvadori ha ripreso la serie delle prove, riuscendo ad effettuare un giro nell'identico tempo del campione del mondo Phil Hill.

 

Quest'ultimo, com'è noto, guida l'unica Ferrari che gareggerà ad Aintree. È forse la prima volta che l'industria modenese è rappresentata con un unico mezzo nel Gran Premio di Gran Bretagna, che nelle prove svoltesi nel dopoguerra ha visto sette volte consecutivamente le vetture italiane affermarsi, rispettivamente con Luigi Villoresi nel 1948 e poi con De Graffenried, quindi con Farina, Gonzalez, Ascari, ancora Ascari e ancora Gonzalez. In gara Phil Hill avrà un compito molto duro poiché le macchine avversarie si sono dimostrate, in queste due giornate di prove, più veloci: i tecnici della Ferrari, che sono guidati dall'ingegner Mauro Forgheri, hanno lavorato a fondo per sistemare delle noie alla scatola del cambio di nuovo tipo, montata recentemente sul bolide rosso italiano.

 

Nelle prove odierne alle spalle di Clark hanno ottenuto ottimi piazzamenti l’ex asso del motociclismo John Surtees, Ireland e McLaren. Le Porsche, che si sono presentate a Liverpool dopo la sorprendente affermazione nel Gran Premio di Rouen, non hanno fatto molto in prova: l'americano Gurney, che è stato il migliore fra i conduttori delle vetture tedesche, dovrà accontentarsi di partire in terza fila.

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Durante la mattinata di sabato 21 Luglio 1962 l'asfalto della pista viene bagnato dalla pioggia, ma un'ora prima dell'inizio del Gran Premio risulta già asciutta. Ireland si trova in difficoltà prima che la gara abbia inizio, avendo rotto il selettore del cambio durante le prove libere e non potendo sostituirlo in tempo per la corsa; deve così partire senza la seconda e la terza marcia.

 

Allo scoccare delle ore 2:20 pm la bandiera della partenza viene abbassata ed i ventuno piloti partecipanti alla corsa scattano dalle loro piazzole; il ventunesimo pilota è Ireland, che ha difficoltà ad ingranare le marce e che quando riesce a partire si trova in ultima posizione. Nel frattempo Clark prende il comando e dopo i primi giri riesce ad allontanarsi da Surtees, contro ogni previsione, siccome il pubblico si aspettava di assistere a una gara combattuta fin da subito, e al tredicesimo passaggio vanta quattro secondi di vantaggio. Al terzo posto si trovano Gurney, McLaren, Brabham, Graham Hill, che riscontra qualche problema meccanico non identificato e Gregory, con Ireland fermo ai box per riparare la scatola del cambio.

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Dopo appena otto giri di gara Phil Hill vede sfumare anche le più remote possibilità di laurearsi Campione del Mondo per la seconda volta in questa stagione, trovandosi tredicesimo e avendo alle spalle numerose performance fallimentari. Mentre la gara non regala grandi sorpassi o colpi di scena, Trevor Taylor  è protagonista di un tragicomico incidente: un tubo del carburatore gli cade sul grembo e il pilota, attraversata la pit lane fino ai propri box, lo consegna ad un meccanico, chiedendo da dove venga e preparandosi a ripartire per continuare la corsa, come se nulla di rilevante sia accaduto. Dopo aver sostituito il tubo, Taylor può riprendere il Gran Premio, trovandosi però ora in diciottesima posizione, lontano dai suoi rivali.

 

Se non per lui e pochi altri piloti doppiati e prossimi al ritiro, la classifica si divide in piccoli gruppi: Clark in prima posizione a quasi cinque secondi da Surtees, che a sua volta corre una gara solitaria; McLaren conquista la terza posizione su Gurney, ma il pilota della Porsche rimane comunque una minaccia reale, seguito da Brabham, Graham Hill e Gregory; a qualche secondo di distanza si trova un altro gruppo, guidato da Maggs che ha sorpassato da poco Bonnier.

 

La lotta per la prima posizione non ha speranza di riaccendersi, con Clark in ottima forma, a bordo di una Lotus priva di difetti e irraggiungibile. Se le battaglie tra piloti scarseggiano, non si può dire lo stesso di quelle tra la vettura e il proprio pilota, dato il traffico che si registra nella corsia del box: al giro 26 Bonnier rientra ai box per chiedere consigli alla propria squadra riguardo un problema al cambio, per poi ritirarsi dopo un giro; al giro 28 la vettura di Salvadori si spegne ed è costretto a tornare ai box per sostituirla; anche Gurney perde posizioni rapidamente a causa del malfunzionamento del cambio, che condiziona la sua gara. 

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Al giro 37 di 75 la classifica vede Clark in prima posizione con quattordici secondi di vantaggio su Surtees, seguito da McLaren a quasi trenta secondi di ritardo, Graham Hill e Brabham. Gurney, nonostante il guasto alla vettura, è in sesta posizione, mentre dietro di lui si trovano Maggs e Gregory; i restanti piloti sono stati già tutti doppiati. Si registra un nuovo ritiro, quello di Phil Hill, durante il quarantaseiesimo giro, causato da problemi all'accensione. 

 

Clark vince il Gran Premio d'Inghilterra, senza che accadano colpi di scena, scavalcando Phil Hill in classifica conduttori e diventando il principale avversario di Graham Hill, che mantiene la prima posizione di un solo punto. La corsa ha dimostrato la grande superiorità delle case inglesi su quelle italiane e sulla Porsche, ma non si è dimostrata all'altezza delle aspettative, che vedevano Graham Hill lottare per la vittoria e un Gran Premio combattuto fino all'ultima curva. 

 

Al termine della gara la F.I.A. annuncia l'anticipazione del Gran Premio d'Italia, che verrà disputato il 16 Settembre, mentre La Oulton Park Gold Cup si correrà il 1° Settembre; le motivazioni di questi cambiamenti sono vaghi e confusi. Tuttavia prima del Gran Premio d'Italia deve essere disputata un'altra corsa, quella del Gran Premio di Germania, che si terrà il 5 Agosto 1962 e che risulterà un punto di snodo fondamentale per la lotta al titolo iridato.

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Sabato alle ore 2:10 pm, quando i bolidi ad Aintree stanno prendendo il via, in una fattoria scozzese a poca distanza da Edimburgo, una signora anziana spegne il televisore. Tra i milioni di appassionati di motorismo abitanti in Inghilterra, la mamma di Jim Ciarle è forse l'unica a non gioire minuto per minuto del clamoroso successo del suo campione, l'unico pilota, nell'attuale stagione che abbia vinto due prove di Campionato Mondiale.

 

La signora Helen e il suo marito Jimmy trepidano per la sorte di questo loro figlio venuto al mondo ventisei anni fa, dopo quattro sorelle, ma mentre il padre si è arreso alla passione di Jim, la mamma non cede. Vorrebbe che il suo ragazzo continuasse a fare soltanto l'allevatore di bestiame o, piuttosto, sfruttasse il titolo di studio ottenuto non molto tempo fa nell'elegante collegio di Loretta. Jim non se ne dà per inteso, ed è oggi il più forte e il più silenzioso pilota del momento. Il vincitore del Gran Premio di Gran Bretagna scende dalla sua vettura dopo la trionfale fuga sorridente e taciturno. Ascolta, sull'attenti, il tradizionale inno della regina, il lungo discorso di un'autorità, e si allontana dal circuito, quasi cercando di evitare le interviste.

 

"Sapevo che la corsa sarebbe stata mia e ho forzato fin dai primi metri per assicurarmi la posizione di testa. Avevo fiducia nella macchina".

 

Poi Jim scompare mentre i suoi tifosi scozzesi gridano il suo nome. È invece una giovane ammiratrice del vincitore a dare di questo pilota un quadro vivace ed interessante. Si chiama Michaelle Burns Greig, ha diciannove anni, e sogna di diventare essa pure guidatrice di auto da competizione. Per ora si accontenta di gareggiare nelle corse per piccole cilindrate, con la macchina personale regalatale dal padre. Porta lo stemma delle Ferrari ad un'asola della camicetta e sa tutto sui piloti di ogni nazione. Michaelle, comunque, conosce bene soprattutto Jim, perché è quella che gli americani direbbero la ragazza della porta accanto. Abita, cioè, la fattoria vicina a quella del campione.

 

"Lui sta a Edington Maines, io al Mount St. Michael, a quindici chilometri da Duns, un villaggio a ottanta chilometri da Edinburgo".

 

Jim e Michaelle non sono né fidanzati né altro. Non potrebbero assolutamente dar luogo ad alcun romanzo a fumetti, non raro anche negli ambienti sportivi. Sono semplicemente dei vicini di casa, vanno assieme a ballare, qualche volta al cinema a Duns, e soprattutto parlano molto di motori e di automobili.

 

"Quando non si prepara alle corse Jim va a caccia o pratica lo sci nautico, oppure tifa per una delle due squadre calcistiche dei Edimburgo. Soprattutto, però, egli lavora nella fattoria che si è comprato con i guadagni da corridore. Guida i trattori e le macchine per il taglio del grano, alzandosi molto presto il mattino come ogni coltivatore e, in particolare, si dedica all'allevamento delle pecore e delle mucche".

 

Questa è la vita di Jim Clark, un pilota che sta diventando famoso in tutto il mondo, pur essendo venuto alle competizioni dopo avere compiuto i venturi anni e incominciando naturalmente con gare di poca importanza. Nella sua carriera ha avuto, soltanto un momento tristissimo lo scorso anno a Monza, quando la sua vettura sfiorò l'auto di Trips prima che questa venisse proiettata verso la folla e ne scaturisse la tragedia che ben si ricorda. Dopo quel giorno Jim Clark è stato per lungo tempo più silenzioso che mai, ma evitava di rimanere solo, quasi volesse cercare almeno nella vicinanza degli amici una distrazione. Ora si è attenuato il dolore di questo episodio. Jim Clark sia salendo ben in alto nella scala dei valori mondiali.

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Gli inglesi lo considerano l'erede provvisorio di Moss, in attesa che il pilota britannico guarisca dalle ferite e torni alle corse. Sia detto per inciso, l'asso britannico numero uno, dopo di avere addirittura accennato a un passo di twist in una trasmissione televisiva registrata che presto sarà messa in onda, parte pochi giorni prima per dirigersi in aereo per Nassau, salendo la scaletta per imbarcarsi senza l'aiuto delle stampelle. Si fermerà nelle Bahamas per circa un mese, praticando lo sci d'acqua e guidando una piccola vettura. Ha ancora un leggero bendaggio alle gambe, tuttavia migliora rapidamente.

 

"Spero di poter riprendere l'attività agonistica il 18 Agosto a Goodwood, sulla medesima pista dove ho subito il pauroso incidente per cui sono tuttora fermo come pilota. O, al più tardi, a Monza, nel Gran Premio d'Italia che si correrà ai primi di Settembre".

 

Mentre il grande Moss è indisponibile, Clark continua la tradizione della supremazia britannica in campo motoristico. Nella prova di Aintree, in una splendida giornata di sole, turbata però dal vento piuttosto forte, lo scozzese ha trionfato davanti a 100.000 persone. Il bruno agricoltore della Scozia è balzato in testa al via e non è più stato raggiunto.

 

Il suo è stato un lungo ed avvincente duello con Surtees. L’ex Campione del Mondo di motociclismo, che per l'ottimo tempo di qualificazione aveva pure potuto scattare dalla prima linea dei partenti, si è impegnato a inseguire il rivale con la tenacia di un poliziotto. La Lotus verde pallido di Clark e la Lola verde scuro di Surtees sono passate e ripassate davanti alle tribune separate soltanto da pochi metri: tuttavia Surtees non ha mai potuto ridurre quella piccola distanza. Anzi, verso il finale, visto che non è riuscito a raggiungere Clark, Surtees ha rallentato per garantirsi il meritatissimo piazzamento d'onore.

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In questo duello a 150 km/h avrebbe potuto trovare posto anche Ireland, ma l'inglese è stato tradito dalla sorte addirittura prima della corsa vera e propria. Nel giro concesso per riscaldare il motore e per andare a prendere posto nello stallo di partenza, Ireland ha rotto la scatola del cambio. Se n'è accorto quando mancavano quarantacinque secondi al segnale ed i motori rombavano con un frastuono assordante. Ha alzato il braccio nel segno caratteristico dei piloti che vogliono indicare ai compagni di fare attenzione ai tamponamenti.

 

Quando è stata abbassata la bandiera, venti vetture sono scattate, la ventunesima, quella di Ireland, è stata spinta a mano ai box, dove i meccanici sono riusciti alla meglio a rimettere in efficienza due marce lunghe, la quarta e la quinta. Con queste sole a disposizione, Ireland è riuscito a ripartire ed a classificarsi, sia pure tra gli ultimi. Si pensi a quanto vengono usate la prima e la seconda anche come freno, e si avrà idea della coraggiosa prova del corridore.

 

Oltre alla velocissima coppia di testa, hanno fatto una gara di risalto Dan Gurney (Porsche), Graham Hill (B.R.M.), McLaren (Cooper), e Brabham (Lotus), il quale ha rinunciato a far esordire la macchina Formula 1 che porta il suo nome, preferendo invece la già collaudata Lotus. Il quartetto di rincalzo ha dato vita agli episodi più combattuti, specialmente fin tanto che è rimasto nel gruppo Dan Gurney.

 

Le Porsche, nonostante l'imprevisto successo ottenuto a Rouen proprio da Gurney, non sono ancora in perfetta efficienza (l'altra vettura della scuderia, quella pilotata da Bonnier, si è ritirata al ventisettesimo giro per la rottura della trasmissione). Bruce McLaren, Graham Hill e Brabham finiscono nell'ordine. Questo permette a Graham Hill di ottenere nella classifica dei conduttori valevole per il campionato mondiale, tre punti, che aggiunti ai sedici già in suo possesso, lo lasciano al comando della graduatoria davanti a Clark e agli altri: per gli italiani la gara di Aintree è stato un gran soffrire.

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C'era una sola vettura rossa in corsa, la Ferrari di Phil Hill. Ma il Campione del Mondo in carica non è apparso competitivo neppure durante la prove. In corsa la sua macchina, più larga delle profilate Formula 1 inglesi, ha sentito maggiormente l'azione disturbatrice del vento. Phil Hill ha continuato a perdere dai due ai cinque secondi per giro nei confronti dei rivali, e al quarantasettesimo passaggio, per noie alla distribuzione, è stato costretto ad abbandonare.

 

Delusione non imprevista, questa, ma pur sempre delusione, che appare tanto più amara se confrontata ai precedenti del Gran Premio do Gran Bretagna. Nelle quattordici edizioni svoltesi dopo il conflitto mondiale, ben dieci sono state vinte da vetture italiane e sette dalle Ferrari. I nomi di Villoresi, Farina, e Ascari due volte, figurano nell'albo d'oro della prova.

 

Sabato si è vista una macchina in gara solo per metà dei giri e niente altro. Le vetture inglesi Lotus, Lola e Cooper oggi sono nettamente più forti delle tedesche e delle italiane. Il cammino della ripresa italiana appare lungo, anche se si parla di una nuova Ferrari che verrà approntata per Monza, mentre la Serenissima sta elaborando una Formula 1 per la prossima stagione.

 

Olivia Carbone

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