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#105 1962 Belgian Grand Prix

2021-09-05 01:00

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#1962,

#105 1962 Belgian Grand Prix

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Il Gran Premio del Belgio si corre il 17 Giugno 1962 sul circuito di Spa-Francorchamps ed è uno degli eventi più attesi di questo campionato. La pista di Spa, infatti, mette alla prova i nuovi motori, che dovranno mantenere le marce più alte per un considerevole periodo di tempo. La Ferrari, che durante le prime due gare della stagione si è trovata in grave difficoltà a causa di un telaio non affidabile quanto quello delle case inglesi, è considerata la favorita sul circuito belga, pista che permette una media di velocità superiore ai 200 km/h, essendo in possesso di propulsori più potenti rispetto a Lotus e B.R.M.

 

L'organizzazione del Gran Premio, col fine di attirare più pubblico nella giornata di qualifiche, ha adottato lo stesso sistema di iscrizioni utilizzato a Monaco: il numero massimo di partecipanti è limitato a diciannove piloti, di cui sedici sono ufficialmente invitati dall'organizzazione stessa. Questo sistema però risulta fallimentare dopo che il numero di partecipanti al weekend di gara si riduce drasticamente pochi giorni prima del Gran Premio. Tra gli assenti si nota la Porsche, indietro con gli aggiornamenti della propria vettura a causa di alcuni scioperi dei lavoratori nella loro fabbrica, una Lola, dato che la squadra decide di iscrivere alla gara una sola vettura (quella di Surtees), Lewis e Marsh.

 

La Ferrari - che giunta con la squadra a Spa si vede rifiutare l'ingresso in albergo, se prima non fosse stato saldato il conto dell'anno precedente; sarà il direttore sportivo, Eugenio Dragoni, a sistemare il pagamento facendovi fronte personalmente - iscrive quattro vetture che utilizzano ancora il motore sei cilindri, lo stesso degli ultimi Gran Premi, ma tre delle quattro monoposto hanno nuove forcelle anteriori con pistoni di base facilmente regolabili, mentre la quarta, guidata da Rodriguez, utilizza una barra di rollio posteriore. Il nuovo motore, che la casa modenese promette da inizio Febbraio, non è ancora sceso in pista. Nemmeno Lotus e B.R.M. hanno apportato rilevanti modifiche alle proprie vetture o alle lineup, che quindi restano invariate rispetto a quelle di Monaco. 

 

Dopo la vittoria a Monte-Carlo, la Cooper porta a termine la sua seconda vettura motorizzata V8 Coventry-Climax con cambio Cooper a sei marce e la presenta a Spa-Francorchamps, ritenendo che la monoposto non abbia bisogno di ulteriori aggiornamenti per ottenere buoni risultati. La UDT-Laystall correrà con due Lotus 24: la prima, motorizzata V8 Coventry-Climax, sarà guidata da Ireland, mentre la seconda, con motore B.R.M., è destinata a Gregory. Il team Rob Walker, che iscrive Trintignant come proprio pilota, porta in pista una Lotus 24 con motore V8 Coventry-Climax totalmente ricostruita dopo l'incidente di Monaco, in cui erano stati danneggiati telaio e sospensioni, mentre Brabham parteciperà al Gran Premio con una Lotus-Climax V8, Siffert con una Lotus-Climax a quattro cilindri, Campbell-Jones con la vettura Emeryson-Climax a quattro cilindri e Beaufort a bordo della sua Porsche privata a quattro cilindri. All'ultimo momento il team Seidel iscrive una Lotus-B.R.M. V8 per Gurney, di Bonnier non c'è traccia. 

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La prima sessione di prove si apre il venerdì sera su una pista calda e asciutta. Il miglior tempo raggiungibile è di 4 minuti circa, con Phil Hill che l'anno passato ha registrato il miglior tempo di qualifica in 3’59”3, mentre in gara il miglior tempo è di Ginther, in 3’59”8. Il record della pista comunque resta invariato dal 1960, quando Brabham - a bordo di una Cooper-Climax da 2.5 litri - aveva completato un giro in 3’51”9. La Ferrari e la Lotus. sembrano trovarsi più loro agio su questo circuito rispetto alla B.R.M., che dopo pochi giri vede costretti i propri piloti a rientrare ai box; Graham Hill per un problema ai freni e Ginther per il sensore del carburante rotto.

 

Trevor Taylor percorre per la prima volta un giro di Spa-Francorchamps in 4’10” senza riscontrare difficoltà nell'adattarsi alla pista, mentre Maggs - per la prima volta a bordo della propria V8 Cooper - deve essere riportato ai box dai meccanici, dopo che la vettura si è spenta nel bel mezzo della pista. Anche Surtees si trova in difficoltà con il motore V8 Coventry-Climax, che stringe il pilota nella monoposto; Surtees fa in tempo a fermare la vettura a bordo pista e scendere, prima che degli spuntoni metallici escano su un lato della monoposto; Ireland, che percorre quel tratto di pista nello stesso istante, gli offre un passaggio fino ai box sulla parte posteriore della propria vettura. 

 

I giri ad alta velocità procurano molti problemi ai team, con la B.R.M. di Graham Hill che rientra ai box perdendo olio, e il motore di Clark che risulta danneggiato. Il primo pilota a registrare un tempo più basso dei 4’10” è Mairesse, con 4’03”5, per poi essere seguito da Graham Hill con un tempo di 4’03”, che però non sembra soddisfatto della propria vettura. Invero, nessuna squadra lo sembra e molte sono preoccupate per i propri motori.

 

La Ferrari, per acquisire più aerodinamicità, decide di smontare il rivestimento di plastica che ricopre i carburatori, insieme a quella che protegge il sistema di raffreddamento dei freni e dopo questi cambiamenti, Phil Hill si ritiene soddisfatto della propria vettura. La scelta del team di Maranello pare quella corretta da prendere, siccome Phil Hill, tornato in pista, registra un tempo di 3’59”8, e diventa il primo pilota a scendere sotto la soglia dei 4 minuti. Successivamente, l’americano è poi imitato da Taylor, con un tempi di 3’59”3.

 

A fine sessione nessun altro pilota riesce a scendere sotto i 4 minuti e il passo generale non si dimostra così veloce come lo si aspettava, ma la situazione potrebbe variare durante le prove di sabato pomeriggio. Il giorno seguente le condizioni di pista sono perfette, con una temperatura medio elevata e nessuna previsione di pioggia.

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Alle 3:00 pm i piloti scendono in pista, tranne Clark, in attesa dell'arrivo del nuovo motore per la sua monoposto. I team hanno lavorato tutta la notte tra venerdì e sabato, modificando le vetture dei piloti. La Ferrari ha sostituito i rivestimenti in plexiglas con una nuova copertura in lattice e la B.R.M. di Graham Hill presenta nuovi scarichi verticali. Dopo appena pochi minuti ha luogo il primo incidente del fine settimana: Phil Hill e Baghetti escono dai box Ferrari, ma i meccanici si accorgono di non aver fissato il cofano sulla vettura di Baghetti.

 

Baghetti, che venerdì aveva provato senza forzare, accontentandosi di prendere confidenza con questo velocissimo, difficile circuito, nuovo per lui, lascia i box della Ferrari deciso ad ottenere un tempo soddisfacente, tale da metterlo in condizione di partire in buona posizione. Dopo due o tre giri percorsi a velocità crescente, mentre si trova sul rettilineo precedente la strettissima curva che immette nella breve discesa dove è situato il traguardo, improvvisamente gli spettatori vedono il cofano della rossa Ferrari di Baghetti volar via dalla macchina, e questa sbandare verso sinistra, mettersi di traverso sulla strada, valicare il ciglio erboso laterale e avvicinarsi paurosamente a un basso muretto protettivo, qualche metro al di fuori della sede stradale.

 

Ma il pilota, dando prova di mirabile sangue freddo e di assoluta padronanza del mezzo meccanico, riesce all'ultimo istante a raddrizzare il bolide e finalmente a fermarsi. Baghetti, assolutamente incolume, balza fuori dal posto di guida, da un'occhiata alla sua Ferrari e si avvia a piedi verso i non distanti box. Si è poi saputo che la causa dell'incidente è da attribuire appunto al distacco del cofano, evidentemente non ben fissato, che, a quella velocità - probabilmente superiore ai 200 km/h - cambia di colpo l'assetto del veicolo, provocando la lunga sbandata.

 

I danni riportati dalla Ferrari del pilota italiano, subito localizzati nella sospensione anteriore, saranno riparati durante la notte, il direttone sportivo della Ferrari, Eugenio Dragoni, dichiara che domenica Baghetti sarà regolarmente alla partenza, mentre il pilota italiano, in un primo momento, ammette ai giornalisti che il suo primo pensiero è stato quello di una ruota staccata.

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Ripulita la pista dai detriti, la sessione di prove può ricominciare e a dominarla, almeno inizialmente è Graham Hill, che registra un tempo di 3’58”, con un assetto diverso da quello che la B.R.M. ha proposto venerdì, ma che ancora non soddisfa a pieno il pilota. Al contrario delle prove di Monte-Carlo, caratterizzate dal caos in pista e dai piloti che richiedevano di poter percorrere il più volte possibile la pista, quelle a Spa-Francorchamps sono molto più tranquille e diversi piloti rientrano ai box dopo aver completato pochi giri, lasciando il tracciato semi deserto. Trascorre quasi mezz'ora prima che le vetture tornino in pista, con Mairesse che percorre il tracciato in 3’59”8, risultando di un secondo più lento di McLaren.

 

A fine sessione, sono sei le vetture che hanno completato un giro in meno di 4 minuti, e quattro di queste sono riuscite a infrangere il record di gara dell'ultima edizione del Gran Premio del Belgio. La Ferrari, nonostante sembrasse essere la favorita su questo circuito, riesce a posizionarsi solo in seconda fila, mentre la B.R.M. di Graham Hill conquista la pole position, seguito da McLaren e da Taylor. Nella notte tra sabato e domenica, il nuovo motore viene montato sulla vettura di Clark, mentre la scatola del cambio di Taylor viene sostituita e la macchina di Baghetti riparata. La mattina dopo Gurney decide di non prendere parte al Gran Premio, dopo essersi lamentato per l'intero weekend delle pessime prestazioni della propria Lotus-B.R.M. V8. 

 

Domenica pomeriggio, su asfalto asciutto, le monoposto si posizionano sulla griglia di partenza e alle 2:30 pm ha inizio il Gran Premio del Belgio. Se l'avvio del Gran Premio di Monaco era stato confusionario, quello della corsa a Spa-Francorchamps si svolge senza alcun contatto tra le vetture. Superata l'Eau Rouge, la gara è guidata da Graham Hill, seguito da McLaren, Taylor e Mairesse.

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Inizia così un'accesa lotta per le prime posizioni: Graham Hill mantiene la prima posizione per il primo giro, ma presto viene sorpassato da Taylor. Il pilota della B.R.M. però non sembra intenzionato a cedere la leadership e presto supera Taylor. La classifica subisce un'ulteriore modifica quando, dopo aver frenato pesantemente al tornante La Source, il gruppo di testa è costretto ad effettuare una sosta ai box.

 

Tornati in pista, le posizioni dei piloti vedono Graham Hill sempre in testa, con Taylor in seconda posizione, McLaren in terza, Clark quarto e Mairesse quinto; il quintetto si presenta molto compatto e tutti i piloti lottano per la leadership. Dietro di loro si trovano Ireland, Phil Hill e Rodriguez, in una serrata battaglia per il sesto posto e poi, con diversi secondi di ritardo, si trovano Maggs, Gregory, Surtees, Ginther e Brabham.

 

Dopo tre giri Taylor riesce a conquistare la prima posizione, ma il quintetto è così vicino da scambiarsi le posizioni quasi ad ogni curva. Durante il quarto giro è Mairesse a guidare la gara, con Taylor, McLaren, Graham Hill e Clark alle spalle; durante il quinto giro torna ad essere di Taylor la leadership, poi Mairesse riesce a riprendere la prima posizione per due giri, mandando in confusione i giornalisti presenti al circuito.

 

All'ottavo passaggio, Clark guadagna tre posizioni, passando dal quinto posto a secondo, mentre Graham Hill si trova in difficoltà a causa di problemi al cambio, ma resta comunque in contatto col gruppo di testa. Al nono giro, Taylor viene superato da Clark, che conquista la prima posizione, senza riuscire a distaccarsi dai suoi inseguitori. I piloti della Lotus sembrano compiere un gioco di squadra e Taylor, piuttosto che mettere in pericolo la leadership di Clark, tenta di rallentare Mairesse, alle sue spalle. Approfittando della situazione, Clark cerca di guadagnare quanti più secondi possibili sui rivali, completando un giro di pista in 3’56”8.

 

Al sedicesimo giro, che segna la metà del Gran Premio del Belgio, la classifica vede Clark in prima posizione, seguito da Taylor, Mairesse, Graham Hill, McLaren, Rodriguez, Phil Hill, Maggs, Ginther, Surtees, Brabham, de Beaufort, Trintignant, Siffert e Bianchi. La classifica non subisce modifiche per alcuni giri, finché al ventesimo passaggio McLaren è costretto al ritiro da una perdita ingente d'olio. Con Clark a dieci secondi da Taylor e tutte le vetture distanziate di almeno tre secondi, l'unica battaglia ancora in atto è quella per il secondo posto, tra Taylor e Mairesse.

 

I due si scambiano le posizioni per quasi sei giri, facendo trattenere il fiato all'immenso pubblico schierato lungo i quattordici chilometri del velocissimo circuito di Francorchamps, e che naturalmente era tutto per il connazionale Willy Mairesse, quest'anno pilota-collaudatore della Ferrari. Ma la foga dei due corridori desta anche molte preoccupazioni tra gli esperti, che sembrano presentire quello che poco dopo dovrà succedere.

 

Dalle tribune, poco dopo il venticinquesimo passaggio di Clark, Taylor e Mairesse, si scorge improvvisamente una colonna di fumo alzarsi in lontananza, e subito dopo i commissari di percorso alzare la bandiera che significa ambulanza sulla pista. La verità non tarda ad essere conosciuta, e si rivela fortunatamente meno grave del temuto. L'incidente si verifica sul rettilineo di Blanchimont, dove le macchine procedono a una velocità superiore ai 220 km/h. La Lotus di Trevor Taylor ha compiuto un grande scarto sulla sinistra proprio mentre la Ferrari del belga sta spostandosi dalla stessa parte per effettuare il sorpasso.

 

Mairesse tenta di passare sulla destra, ma le ruote della sua macchina agganciano la vettura inglese, che fa un gran salto e si ferma contro un palo; la Ferrari sbanda dalla parte opposta e si rovescia, prendendo immediatamente fuoco. Subito accorrono verso il luogo dell'incidente autoambulanze, vigili del fuoco e commissari di gara. I due piloti giaciono esanimi fuori delle rispettive macchine (Mairesse ha perfino avuto la forza di abbandonare la sua Ferrari prima che le fiamme lo avvolgano), e senza indugio sono avviati all'ospedale civile di Francorchamps.

 

Lungo il tragitto Trevor Taylor si riprende, appare in stato di choc e non riesce a ricordare come l'incidente si sia verificato. I medici lo visitano attentamente e non gli riscontrano neppure una scalfittura. Invece Willy Mairesse presenta larghe ustioni alle gambe; le sue condizioni non destano preoccupazione.

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Con il ritiro di Mairesse e Taylor, la gara è praticamente conclusa e Clark non trova difficoltà nell'andare a vincere, davanti a Graham Hill e a Phil Hill, che batte il compagno di squadra Rodriguez per un solo decimo. Giungono al traguardo al quinto e sesto posto John Surtees e Jack Brabham. In origine si credeva che il circuito di Spa-Francorchamps, così veloce, ipoteticamente più favorevole alle superiori doti di potenza delle macchine italiane, avrebbe messo queste ultime in condizione di riequilibrare la situazione. E si contava soprattutto, su quelle doti di tenuta alla distanza che nelle Ferrari sono proverbiali, mentre non si poteva dire altrettanto delle nuove vetture d'oltre Manica. Invece è evidente che gli inglesi hanno migliorato anche in questa direzione, mentre si dovrà d'ora in poi non farsi troppe illusioni anche sulla differenza di potenza tra i motori Ferrari e quelli B.R.M. e Coventry-Climax.

 

Quanto meno, la Lotus, la B.R.M. e la Cooper riescono a sfruttare completamente i cavalli forniti dai loro motori, cosa che invece sembra costituire una delle difficoltà attuali delle monoposto modenesi. La situazione, pur non essendo critica per i colori italiani, desta insomma più di una preoccupazione. Le prove di campionato mondiale ancora in calendario sono numerose ma, se le cose non cambieranno, la supremazia delle macchine inglesi minaccia di non lasciare margini alle Ferrari. C'è soltanto da augurarsi che la Casa di Maranello riesca al più presto a mettere in campo le nuove macchine attualmente in preparazione.

 

Per fortuna, niente è compromesso per quanto riguarda la classifica mondiale, che vede al primo posto il tenace Graham Hill con 16 punti, seguito a sole due lunghezze dal Campione del Mondo Phil Hill, e a sette punti da McLaren e da Clark. La buonissima posizione dell'americano, capofila della Scuderia Ferrari, è dovuta alla sua regolarità di risultati nelle tre gare finora disputate, che sempre lo hanno visto piazzarsi al terzo posto o al secondo posto.

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Intanto, mentre perde terreno McLaren, avanza Jim Clark, un pilota che sembra seguire le orme di Stirling Moss. Il giovane pilota britannico è stato brillantissimo, dando una inequivocabile dimostrazione di classe. La Lotus deve a lui se la B.R.M.- probabilmente la macchina Formula 1 più a posto del momento - è uscita battuta. E sono molto significativi i due nuovi primati per l'attuale Formula 1 stabiliti da Clark: oltre 312 di media generale e 218.449 sul giro, con un guadagno netto rispettivamente di sei e quasi quattro chilometri-ora sulle medie stabilite l'anno scorso.

 

Degli altri piloti, mentre Baghetti è praticamente rimasto al palo per un guasto meccanico (ma forse è stato meglio così, dopo l'Incidente della vigilia che non può non aver scosso il morale del giovane corridore milanese), magnifico il comportamento di Trevor Taylor e di Willy Mairesse fino al momento della drammatica collisione che ha tolto di gara sia l'uno che l'altro. Mairesse e notoriamente a suo agio sui tracciati molto veloci, e per di più gareggiava davanti al suo pubblico. Su un circuito che conosce perfettamente. Taylor costituisce invece la rivelazione di quest'anno, ed è tipico corridore di scuola inglese. Senza, l'incidente, i due avrebbero probabilmente conquistato il secondo e il terzo posto.

 

Adesso, per tre settimane, le Formula, 1 riposeranno. Ma non riposeranno piloti e tecnici, chiamati sabato prossimo alla 24 Ore di Le Mane, la estenuante prova di resistenza per macchine sport e gran turismo. In questo settore, la Ferrari non conosce quest'anno rivali, e dovrebbe sanzionare sul circuito della Sarthe la sua superiorità, nonché la conquista del titolo mondiale marche.

 

Olivia Carbone

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