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#1034 2020 Sakhir Grand Prix

2021-04-08 01:00

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#1034 2020 Sakhir Grand Prix

Lunedì 30 Novembre 2020 Romain Grosjean, attraverso un video pubblicato su Instagram, rassicura tutti sulle sue condizioni di salute dopo il tremendo

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Lunedì 30 Novembre 2020 Romain Grosjean, attraverso un video pubblicato su Instagram, rassicura tutti sulle sue condizioni di salute dopo il tremendo incidente che l'ha visto protagonista nel Gran Premio del Bahrein:

 

"Ciao a tutti, volevo solo dirvi che io sto bene, più o meno bene! Grazie mille per i messaggi. Ero contrario all'Halo qualche anno fa, ma credo che sia la cosa migliore che è stata introdotta in Formula 1. Senza Halo non sarei qui a parlarvi. Ringrazio i medici, quelli al circuito e quelli in ospedale. Spero di poter tornare presto a scrivere per aggiornarvi".

 

Grosjean, che nel prossimo Gran Premio sarà sostituito da Fittipaldi, trascorre una notte serena in ospedale. Nel frattempo sua moglie gli ha voluto scrivere una lettera su Twitter. Queste le parole di Marion Jollès:

 

"Sei un supereroe. Ovviamente non sono riuscita a dormire stanotte. E a essere onesta, non so neanche cosa scrivere. So solo che farlo mi fa stare bene. Mi ha sempre aiutato. Comunque, non voglio mentire e ammetto che non trovo facilmente le parole. Questa è una cosa che lo farà sorridere, dato che sa quanto sono loquace. Non sapevo neanche quale foto pubblicare. Alla fine ho scelto, un po' stupidamente, quella in cui entrambi indossiamo la maglietta del titolo in GP2. Anche se avrei preferito che ci fosse la scritta supereroe invece di campione, dato che è così che ho spiegato ai nostri figli l'inspiegabile. Ho parlato di uno scudo dell'amore che lo ha protetto. Dico grazie ai nostri figli, che lo hanno spinto fuori dal fuoco. Non c'è voluto un miracolo, ne sono serviti diversi".

 

Le immagini dello spaventoso incidente che ha visto protagonista il pilota della Haas nelle prime curve del Gran Premio del Bahrain di Formula 1 hanno fatto il giro del mondo. La monoposto si è letteralmente spaccata in due prendendo fuoco al momento dell’impatto con le barriere. Quella che avrebbe potuto essere una tragedia è finita in una fuga miracolosa quando si è visto Grosjean uscire dalle fiamme, saltare la barriera e, aiutato da medici e steward, salire su un’ambulanza per ricevere le cure mediche.

 

Nel 1974 il pilota austriaco Helmuth Koinigg subì un incidente simile nel Gran Premio degli Stati Uniti a Watkins Glen. Koinigg non è stato fortunato come Grosjean ed è morto sul colpo. Quello che ha fatto la differenza in Bahrain è stato un dispositivo di sicurezza chiamato halo, che consiste in una barra curva posta a protezione della testa del pilota. Dalla stagione 2018, la FIA ha reso l’halo obbligatorio in ogni vettura di Formula 1 e il valore del sistema ora sembra chiaro nonostante le critiche iniziali.

 

"Ho visto la morte in faccia, senza l'Halo non sarei qui. Vedermi avvolto completamente dalle fiamme mi ha fatto pensare all'incidente di Niki Lauda, non volevo avere le sue stesse conseguenze. Ho pensato ai miei figli e ai miei genitori, non volevo lasciarli. L'unica cosa che potevo fare era uscire dalla macchina".

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Martedì 1 Dicembre 2020, esattamente due giorni dopo il terribile incidente che lo ha visto coinvolto al via del Gp del Bahrain e che per pochissimo poteva costargli molto caro, Romain Grosjean confessa in un'intervista rilasciata a TF1 e riportata da L'Equipe:

 

"Non so se sia stato un miracolo, se esista o meno questa parola, di sicuro non era il mio momento, mi sono sembrati lunghissimi quei venti secondi. Mio figlio piccolo, Simon che ha cinque anni, dice che ho un potere magico, uno scudo d'amore che mi ha protetto e mi ha permesso di salvarmi. Sacha ne ha sette ed è più razionale, cerca di capire cosa sia successo. Avevo più paura per i miei cari, per i miei figli che sono ovviamente la mia più grande fonte di orgoglio ed energia, che per me". 

 

A mente più lucida, il pilota francese ripercorre quegli attimi vissuti tra la vita e la morte:

 

"Ho visto la mia visiera tutta arancione, vedevo le fiamme sul lato sinistro dell'auto. Ho messo le mani sul fuoco e poi ho sentito che qualcuno mi stava tirando la tuta, quindi ho capito che ero fuori. Per me venir fuori da quelle fiamme è stato quasi come una seconda nascita, un momento che segnerà per sempre la mia vita. Evidentemente non era ancora arrivato il mio momento, Jules Bianchi non mi voleva ancora con lui lassù. Non ho mai perso conoscenza, mi sono tolto subito le cinture, subito dopo mi sono accorto che il volante non c'era, forse si era staccato nell’impatto".

 

Passata la paura, Grosjean riesce anche a scherzare sulle bruciature riportate nell'impatto:

 

"Ho le mani di Topolino, ma per il resto sta andando tutto bene".

 

Il ritorno in pista può attendere, anche perché:

 

"Ci sarà da fare un po' di lavoro psicologico perché ho davvero visto la morte in faccia. Credo che neanche a Hollywood potrebbero riprendere quelle immagini, è stato il più grande incidente che abbia mai visto in vita mia, con l'auto che ha preso fuoco ed è esplosa. Adesso in me c'è la sensazione di essere felice di essere vivo, di vedere le cose in modo diverso. Ma sento anche la necessità di tornare in macchina, se possibile ad Abu Dhabi, per concludere la mia storia con la Formula 1 in una maniera diversa da questa".

 

Intanto il pilota francese ringrazia per i messaggi di affetto:

 

"Ci sono molte persone che mi hanno dimostrato il loro amore in questi giorni, manifestazioni che mi hanno toccato molto e che mi fanno venire le lacrime agli occhi".

 

E parlando del suo futuro ammette di non aver nessuna intenzione di smettere:

 

"Tornare in fretta è importante anche per il mio futuro: devo dimostrare ai team interessati a me di essere ancora in grado di guidare".

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Il giorno successivo Romain torna a raccontare quei ventotto secondi in cui è passato dalla morte alla vita:

 

"A me sono sembrati molti di più, almeno un minuto e mezzo. Io un eroe? No i medici che salvano le vite lo sono. Se torno in macchina ad Abu Dhabi la settimana prossima? Vorrei, magari per chiudere la carriera passando un traguardo meno drammatico di quello di domenica scorsa. Ma se non mi riesce, ne avrò altri da attraversare nella vita. Se torno in auto so che i miei familiari pensano che lo faccio per egoismo. Il fatto è che non è importante quello che mi è successo e quello che ho attraversato, visto che è il mio lavoro, ma se c'è una cosa che mi fa male, che mi fa piangere, è far soffrire loro".  

 

Cosa passa nella mente di un uomo imprigionato nelle lamiere e avvolto nel fuoco?

 

"Di non finire come Niki Lauda, il mio pilota preferito. Eppure per un momento mi sono sentito così rilassato, così in pace con me stesso, che ho pensato di poter morire. La morte l'ho vista e gli ho dato un nome: Benoit, non chiedetemi perché, ma avevo bisogno di darle un nome. Perché subito dopo ho pensato: non posso morire oggi, per questo ho provato a uscire, sono sopravvissuto pensando ai miei figli che non meritavano di perdere il loro papà".

 

Le mani fasciate per le bruciature subite, leggermente zoppicante, Romain racconta - sorridente - questi frangenti in videoconferenza dal Bahrain, dove poco dopo il pilota della Haas torna nel paddock per farsi vedere e ringraziare tutto lo staff della federazione che lo ha aiutato e i colleghi per dare prova della sua sopravvivenza:

 

”Quando la macchina si è fermata, ho aperto gli occhi e mi sono subito slacciato la cintura di sicurezza. La cosa che non ricordavo è cosa ho fatto con il volante perché non ricordo di averlo tolto. La squadra mi ha detto di no, lo sterzo era entrato tra le gambe, si è rotto ed è scivolato giù. Non dovevo preoccuparmene, quindi ho provato a saltare fuori. Ma sentivo che qualcosa mi toccava la testa, così mi sono seduto di nuovo in macchina e il mio primo pensiero è stato: aspetterò, qualcuno arriverà ad aiutarmi". 

 

Ma Romain, rimasto cosciente, non si accorge subito che attorno c'è il fuoco e lui è avvolto nelle fiamme. La visiera e il casco hanno retto, ma le pellicole della visiera si sono sciolte.

 

"Vedevo del rosso ma pensavo al tramonto o alle luci della pista. Ma poi girando la testa a sinistra e destra vedo il fuoco. Allora capisco che non posso aspettare. Mi muovo, ma mi sento bloccato, mi risiedo sul sedile e il mio corpo inizia a rilassarsi. È stato il momento meno piacevole, mi sentivo in pace con me stesso e ho pensato che stavo per morire. Mi sono chiesto: sarà doloroso? Da dove inizierà il dolore? È li che mi sono scosso, non so perché ma ho girato il casco a sinistra, sono salito e ho provato a girare la spalla che infatti è uscita dall'Halo. Ma avevo il piede sinistro bloccato sotto il pedale. Ho tirato più forte, il piede è venuto via e la scarpa è rimasta lì dentro. I miei guanti sono normalmente rossi ma mi accorgo che, soprattutto quello sinistro, cambiano colore, iniziano a sciogliersi e a diventare neri. Sento il dolore sulle mani, ma sono fuori. Salgo sulle barriere e sento il medico Ian Robert che mi tira la tuta. Capisco che c'è qualcuno e che sono salvo. Anche se penso di essere avvolto in una palla di fuoco come in un video che la federazione ci ha fatto vedere in un test. Mi tolgo subito i guanti perché temo che la pelle si stia sciogliendo e che si attacchi ai guanti. Dico di avere le mani bruciate e un piede rotto, il dolore era forte".

 

Tutti vedono quelle immagini, mandate a ripetizioni sugli schermi. Romain ci pensa alle telecamere, tanto che rifiuta di andare subito sulla barella, vuole camminare sostenuto dai soccorritori per avvisare il mondo, e specialmente i suoi familiari, che è salvo.

 

"Credo che dal punto di vista medico non sia stata la decisione ideale, ma hanno capito che per me è stato fondamentale. Avevo bisogno di mandare un altro messaggio forte. L'insistenza dei replay? Non sono contro, è servito a testimoniare che ero sopravvissuto e poi la Formula 1 ha le sue esigenze, anche quella di far vedere che quello che accade non è un fake, non è immaginazione, il mio incidente era sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Questa è la storia completa dei ventotto secondi. Come potete capire, a me sono sembrati molti di più, con tutti i pensieri che avevo. Il corpo recupererà. Io ho una soglia del dolore molto alta, non l'ho detto a nessuno ma quest'anno mi sono rotto il braccio destro scivolando a casa sul pavimento della cucina. Mentalmente, vengo seguito da una psicologa già da otto anni e anche in questi giorni stiamo parlando per agire in fretta ed evitare le tipiche conseguenze post traumatiche, flashback e cose del genere. Quanto a tornare a correre, non sarà la gara di Abu Dhabi a cambiarmi la vita ma il fatto che sia in grado di vivere il resto della mia vita in modo normale".

 

Parlando di sua moglie Marion, andata la notte dell'incidente ad Abu Dhabi, e i tre figli, il pilota francese ammette:

 

"Solo quando è arrivata e mi ha abbracciato ha capito che ero davvero vivo. I miei figli mi mandano messaggi tutti i giorni: il maggiore, Sasha, era preoccupato che rimanessi tutto bruciato, Simon ha spiegato ai suoi compagni di scuola tutta la dinamica dell'incidente, Camille è ancora piccola e mi manda baci. Per loro sono un supereroe. Ma non è così, l'Halo, la protezione cui ero contrario, mi ha salvato e gliel'ho detto al presidente Jean Todt, solo gli stupidi non cambiano idea. Ne abbiamo parlato anche con i colleghi che mi sono venuti a trovare in ospedale già domenica notte, Kevin Magnussen, Sebastian Vettel, Alex Albon, Esteban Ocon. E poi in quel momento mi ha guidato un istinto di sopravvivenza e un modo di agire matematico. Mi ha salvato il fatto di essere rimasto lucido, senza panico, ed è un insegnamento che mi porterò dietro per il resto della mia vita e che vorrei rimanesse come lezione per il futuro, sono pronto ad aiutare la federazione e chiunque altro per migliorare questo aspetto per la sicurezza come molti altri, per esempio nel fare guanti che lascino agilità alle mani ma che siano più resistenti. Ma quanto all'estrazione dall'abitacolo, io sono il re, spero che mi esenteranno dai test in futuro".

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Romain non ha un sedile per la prossima stagione, ma per ora non si preoccupa di questo:

 

"Non ho ancora deciso cosa farò, si era parlato di IndyCar, ma vediamo come va. Se non tornerò mai più in macchina, vorrà dire che andrò in bici, faro kite surfing, starò con i miei figli. Una vita normale non la faccio da quando sono ragazzo".

 

L’incidente di Romain Grosjean, che ha tenuto con il fiato sospeso gli appassionati di Formula 1 di tutto il mondo, induce l’organizzazione del circus ad aumentare le misure di sicurezza già in vista del nuovo appuntamento stagionale in programma sul circuito di Sakhir. Due file di pneumatici saranno poste a protezione dell’area dove, poco dopo la partenza, si è schiantata la Haas del pilota francese. La serie di pneumatici a bordo pista verrà estesa anche alla curva 9, dalla quale saranno rimossi i cordoli. La configurazione del tracciato, come previsto, sarà diversa rispetto a quella di domenica scorsa: il giro sarà lungo 3.5 chilometri anziché i 5.4 del Gran Premio del Bahrain con solo undici curve da percorrere e tempi di qualificazione ridotti a circa 55 secondi. La FIA ha già annunciato l’apertura di un’indagine sull’incidente ma non arriverà a una conclusione prima di sei o otto settimane. Le critiche, però, non mancano, tra cui quelle di Sebastian Vettel:

 

"È positivo che le auto siano più sicure rispetto al passato, ma il guard-rail non dovrebbe rompersi e l’auto non dovrebbe prendere fuoco in quel modo".

 

E Daniel Ricciardo, che non ha gradito la spettacolarizzazione televisiva dell’incidente:

 

"Voglio esprimere il mio disgusto e la mia delusione per la Formula 1. Il modo in cui l’incidente di Grosjean è stato trasmesso più e più volte, i replay più e più volte, è stato completamente irrispettoso e sconsiderato per la sua famiglia. Per me, questo è intrattenimento e stanno giocando con le nostre emozioni".

 

Pochi giorni più tardi, esattamente domenica 6 Dicembre 2020, Romain Grosjean deciderà di non correre ad Abu Dhabi l’ultimo Gran Premio stagionale:

 

"Mi sono preso del tempo per discutere con i medici. Per la mia sicurezza ho deciso di non prendere il rischio di correre ad Abu Dhabi. E’ stata una decisione difficile, ma è stata anche la miglior per il mio futuro. Non so ancora dove correrò, ma voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno mandato fatto sentire il loro affetto. E’ stato incredibile vedere tutto questo supporto durante questi giorni complicati".

 

Per il pilota francese la carriera in Formula 1 si potrebbe quindi concludere così. Sembra infatti molto difficile che possa essere al via di un ulteriore Gran Premio. Per questo motivo Romain chiede pubblicamente a tutti i team la possibilità di fargli disputare una sessione di test così da chiudere degnamente la sua avventura nella massima categoria.

 

"Non voglio rischiare di perdere la mobilità dell'indice e del pollice sinistro per il resto della mia vita solo per correre ad Abu Dhabi. Sarebbe una bella storia chiudere la mia esperienza in Formula 1 la prossima settimana, ma se non sarà possibile chiamerò ogni singolo team per vedere se qualcuno potrà darmi la possibilità di effettuare un test privato a gennaio, o anche dopo, così da poter tornare in macchina e potermi godere dieci o quindici giri".

 

La prima squadra che risponde all’appello di Grosjean è Toto Wolff, che dichiara:

 

"Se ci sarà consentito, e nessuno dei team con i quali ha corso vorrà dargli questa opportunità, ci piacerebbe realizzare questo suo desiderio".

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Nel frattempo, passata la paura per quanto accaduto al pilota francese, martedì 1 Dicembre 2020 il team Haas annuncia ufficialmente l'ingaggio del russo Nikita Mazepin. Il ventunenne pilota nato a Mosca, attualmente terzo in classifica nel campionato di Formula 2 (corre con la scuderia Hitech Grand Prix) che si concluderà questo fine settimana in Bahrain, è il primo dei due sostituti del francese Romain Grosjean e del danese Kevin Magnussen, i cui contratti non sono stati rinnovati per il 2021.

 

"E' un sogno che si avvera. Apprezzo molto la fiducia riposta in me da Gene Haas, Gunther Steiner e tutto il team. Stanno dando un'opportunità a un giovane pilota e per questo li ringrazio. Non vedo l'ora di iniziare la nostra collaborazione, dentro e fuori dalla pista, e di continuare a dimostrare le mie capacità dopo una stagione forte in Formula 2. Il team attenderà il mio feedback per perfezionare il loro pacchetto per il 2021. Mi assumerò la responsabilità e non vedo l'ora di cominciare".

 

Il giovane pilota russo, secondo classificato in GP3 nel 2018 dietro al compianto Anthoine Hubert, è stato in Formula 2 per due stagioni, ricoprendo anche il ruolo di pilota di sviluppo per la Force India e svolgendo i test per la Mercedes lo scorso anno. Mazepin, che ha cominciato al volante dei kart all'età di sette anni vincendo il campionato russo nel 2010 e arrivando secondo nel mondiale FIA di categoria nel 2014, gode inoltre di una grande fortuna finanziaria grazie al patrimonio del padre, e questo ha sicuramente inciso sulla sua nomina, visto che Haas - come le altre scuderie minori del circus iridato a quattro ruote - è costantemente alla ricerca di liquidità e partner. Inoltre la Haas conferma che nel Gran Premio di Sakhir il pilota di riserva, il brasiliano Pietro Fittipaldi, prenderà il posto dell'infortunato Romain Grosjean. Spiega il team principal Gunther Steiner:

 

"E' stato deciso che la cosa migliore per Romain era saltare almeno una gara, la scelta di mettere Pietro Fittipaldi sulla macchina è stata abbastanza facile. Ha familiarità con noi essendo stato con la squadra nelle ultime due stagioni come collaudatore e pilota di riserva. È la cosa giusta da fare ed è ovviamente una buona opportunità per lui".

 

Pietro Fittipaldi è il nipote del due volte Campione del Mondo Emerson e farà il suo debutto in Formula 1.

 

"Soprattutto sono contento che Romain sia sano e salvo. Siamo tutti molto felici che le sue ferite siano relativamente minori dopo un incidente così grave. Ovviamente, non è una serie di circostanze ideali per avere la mia prima opportunità di competere in Formula 1, ma sono estremamente grato a Gene Haas e Gunther Steiner per la loro fiducia nel mettermi al volante questo fine settimana".

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Questo annuncio non desta sorpresa, poiché era prevedibile la scelta del team, desiderosa di completare il budget necessario per correre nelle successive stagioni; tuttavia, ciò che stupisce è la scelta di non annunciare prima l’ingaggio di Mick Schumacher, ritenuto universalmente dai fan il tema più importante. Ma sarà sufficiente attendere un solo giorno. Infatti, il giorno successivo viene reso noto che Mick Schumacher, ventunenne figlio del sette volte Campione del Mondo Michael, debutterà nel 2021 in Formula 1 al volante della seconda Haas. Pilota nell'orbita della Ferrari Driver Academy, Schumacher ha conquistato in carriera il titolo europeo in Formula 3 nel 2018 ed è a un passo dal Mondiale di Formula 2. Schumacher avrà già modo di prendere confidenza con la sua nuova squadra in occasione delle prime libere del Gran Premio di Abu Dhabi del 13 Dicembre 2020 prima di partecipare ai test in programma  il 15 Dicembre 2020 sullo stesso circuito di Yas Marina.

 

"La prospettiva di essere sulla griglia di partenza di Formula 1 il prossimo anno mi rende incredibilmente felice, sono semplicemente senza parole. Ringrazio la Haas, la Ferrari e la Ferrari Driver Academy per la fiducia riposta in me e ringrazio anche i miei genitori: so che devo loro tutto. Ho sempre creduto che avrei realizzato il mio sogno di correre in Formula 1".

 

Mick era stato chiamato dall'Alfa Romeo Racing per disputare le prime prove libere del Gran Premio dell'Eifel lo scorso Ottobre al Nurburgring, ma il maltempo aveva causato la cancellazione della sessione. Uno Schumacher torna dunque in Formula 1 a nove anni di distanza dal Gran Premio del Brasile 2012, ultima gara iridata di Michael. Il tedesco e il russo arrivano così a rinnovare del tutto la coppia di piloti della squadra statunitense che nelle scorse settimane aveva già chiarito la fine del rapporto con Romain Grosjean e Kevin Magnussen.

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Contemporaneamente, l’elenco dei grandi campioni colpiti dal Covid-19 si allunga: lunedì 30 Novembre 2020 anche Lewis Hamilton deve fermarsi. Il campione del mondo risulta positivo a un test effettuato il giorno stesso:

 

"Ho sintomi lievi. Io e il team abbiamo preso tutte le precauzioni possibili".

 

A riferirlo pubblicamente è la FIA attraverso il proprio canale Twitter, poi confermato anche dalla Mercedes: 

 

"Ci rammarica annunciare che Lewis Hamilton è risultato positivo al Covid-19 e non potrà partecipare al Gran Premio di Sakhir di questo fine settimana. Lewis è stato testato tre volte la scorsa settimana e ha restituito ogni volta un risultato negativo, l'ultimo dei quali è stato domenica pomeriggio al Bahrain International Circuit come parte del programma di test standard del fine settimana di gara. Tuttavia si è svegliato lunedì mattina con sintomi lievi ed è stato informato allo stesso tempo che un contatto prima dell'arrivo in Bahrain era successivamente risultato positivo. Lewis ha quindi fatto un ulteriore test che ha restituito un risultato positivo. Lewis si sta ora isolando in conformità con i protocolli Covid-19 e le linee guida delle autorità sanitarie pubbliche in Bahrain. A parte i sintomi lievi, è altrimenti in forma e sta bene, e l'intera squadra gli invia i suoi migliori auguri per una rapida guarigione".

 

L’attesa per conoscere il suo sostituto termina mercoledì 2 Dicembre 2020, poiché viene confermato che sarà George Russell, pilota della Williams, a sostituire Lewis Hamilton al volante della Mercedes in occasione del Gran Premio di Sakhir, in Bahrain. Russell sarà il quinto pilota a correre per la Mercedes dal 2010 a oggi e il terzo britannico di sempre a rappresentare la casa tedesca dopo Stirling Moss e Hamilton. Per il ventiduenne di King's Lynn sarà anche una sorta di ritorno a casa essendo entrato nel 2017 nel programma giovani della Mercedes, dove ha vinto anche le GP3 Series da rookie. Commenta il team principal della Mercedes, Toto Wolff:

 

"Ringraziamo la Williams per la sua collaborazione. Non sarà un compito semplice per George passare dalla Williams alla W11, ma è pronto per la gara e ha una conoscenza dettagliata degli pneumatici 2020 e di come si comportano su questa generazione di monoposto. Quest'anno ha fatto grandi cose alla Williams, giocando un ruolo chiave nella loro risalita in griglia di partenza. Sono fiducioso che porterà solidità al fianco di Valtteri, per il quale sarà un riferimento esigente. È anche un piccolo traguardo per il nostro programma junior, che arriva a contribuire al lavoro del team. Vogliamo fare tutti i punti possibili in questo fine settimana".

 

Russell sarà rimpiazzato sulla Williams, a sua volta, da un altro britannico, Jack Aitken. Il venticinquenne londinese, pilota di riserva della scuderia di Grove, è al debutto in Formula 1 anche se ha già avuto modo di confrontarsi con la FW43 in occasione delle prime libere del Gran Premio di Stiria. In Formula 2 quest'anno ha ottenuto due podi e in altre otto gare è andato a punti.

 

"Non sarà per niente facile. In Williams conosco la macchina, gli ingegneri e i meccanici da due anni. Però darò il mio meglio, ci potete sicuramente contare. Anche perché significa molto per me che la Mercedes mi abbia dato questa possibilità, poi ci hanno messo tanto impegno per portarmi in gara e lo apprezzo tanto. Hanno realizzato tute e caschi in ventiquattro ore. Nonostante quanto sia accaduto, non sento nessuna pressione, devo solo pensare a godermela. Non guido la Mercedes da due anni, insomma Toto e il team non hanno tante aspettative. D’altronde non si può affatto giudicare un pilota da un solo fine settimana, in più c’è Valtteri che in questi anni ha messo tanta pressione a Lewis. Sono state quarantotto ore piuttosto intense, devo dire. Toto Wolff mi ha chiamato martedì alle 2:00 am e mi ha detto: Ti vogliamo in pista con noi, il tutto mentre ero nel bagno dell’albergo. Ho ricevuto 64 messaggi quel giorno".

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La grande occasione di George Russell si chiama Sakhir. Sulla pista del Bahrein, ridotta a un ovale, il ventiduenne inglese cambierà momentaneamente team, correndo con la squadra Campione del Mondo. Mai meglio che undicesimo in gara nei due anni in Formula 1, Russell ha comunque un record invidiabile: nelle trentasei qualifiche affrontate, ha sempre fatto meglio dei suoi compagni di scuderia Kubica e Latifi, a testimonianza del talento di guida, su cui Toto Wolff scommette da anni. Come detto, a rimpiazzarlo sarà Jack Aitken, che sceglie il numero 89, utilizzato per l'ultima volta dall'americano Al Herman nella 500 Miglia di Indianapolis 1959, all'epoca valida come prova per il mondiale:

 

"Sono assolutamente al settimo cielo. Avrò l’opportunità di fare il mio debutto con la Williams e sono estremamente felice che anche George abbia la sua possibilità di gareggiare nel team Mercedes. Da quando sono arrivato alla Williams all’inizio di quest’anno mi sono sentito davvero a casa, quindi avere la mia possibilità di aiutare la squadra a cercare di raggiungere il traguardo dei punti è estremamente soddisfacente. Farò tutto il possibile per prepararmi nei prossimi giorni, ma sinceramente mi sento come se fossi pronto già dallo scorso marzo. Voglio anche augurare ogni bene a Lewis per la sua guarigione e in bocca al lupo a George che avrà la possibilità di guidare la Mercedes questo fine settimana".

 

In qualità di team principal della Williams, Simon Roberts aggiungerà:

 

"Siamo entusiasti di dare a un altro talento britannico insieme a George, Jack Aitken, l’opportunità di fare il suo debutto in Formula 1. Jack si è unito alla Williams all’inizio di questa stagione e, nonostante le restrizioni del Covid-19 è diventato rapidamente un membro molto apprezzato della squadra. Non vediamo l’ora di vederlo lavorare sulla base della sua precedente esperienza di guida della vettura, per vedere cosa può fare in una situazione di qualifica e gara".

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Gli annunci dei team in questo periodo non sono però giunti al termine: tornato nell'estate del 2019 a Maranello dopo una breve consulenza in Alfa Romeo, Simone Resta parte un'altra volta. L'ingegnere faentino, cinquantenne, responsabile dell'area telaio (sue le buonissime Ferrari 2017 e 2018), dal 1° Gennaio 2021 sarà il nuovo direttore tecnico della Haas, il team cliente della Ferrari col quale nel prossimo Mondiale esordirà in Formula 1 Mick Schumacher. Una mossa che prende molti di sorpresa, dopo che nel Luglio scorso era stata riorganizzata l'area tecnica della Gestione Sportiva per rimediare a una stagione complicata e a un progetto vettura mal funzionante (ma sul quale Resta non ha avuto responsabilità).

 

La nuova riorganizzazione dipende dalla necessità di sfruttare al meglio le risorse interne oltre che di risparmiare, dal momento che dal prossimo anno entrerà in vigore il budget cap, il tetto massimo di spesa (145 milioni) concesso alle squadre. Resta infatti rimarrà un dipendente della Ferrari in prestito al team americano (dal quale verrà pagato), il che significa che il patrimonio delle sue conoscenze non verrà disperso. Quello di Resta è solo uno ma non l'ultimo dei movimenti all'interno della riorganizzazione Ferrari che sta pensando a un rafforzamento con nuovi innesti, magari da altre squadre, per affiancare adesso Enrico Cardile che assumerà la responsabilità dell'area telaio al posto di Resta col compito di gestire e coordinare le risorse tecniche e umane direttamente legate allo sviluppo della prestazione e alla progettazione della vettura.

 

Il resto dell'organigramma definito l'estate scorsa con una visione verticale (a ognuno le proprie e riconoscibili responsabilità), al momento rimane il medesimo: a capo della power unit c'è Enrico Gualtieri mentre il direttore sportivo e responsabile dell'attività in pista è il francese Laurent Mekies. Nel comunicato diffuso da Maranello, il team principal Mattia Binotto spiega:

 

"La struttura di un team come la Scuderia Ferrari si evolve in modo veloce, anticipando i cambiamenti. A partire dal 2021, con l'introduzione dei nuovi regolamenti, vengono poste davanti a tutti noi delle sfide nuove, che vanno affrontate con pragmatismo e apertura, come del resto avevamo iniziato a fare con le modifiche organizzative annunciate alcuni mesi fa. È per questo che crediamo che la relazione storica che abbiamo con Haas sin da prima del suo arrivo in Formula 1 costituisca per entrambe le parti la base per sfruttare ogni possibile sinergia, coerentemente con quanto definito dai regolamenti FIA".

 

Il passaggio di Resta in Haas sottolinea anche l'impegno della Ferrari sul progetto legato a Mick Schumacher, destinato un giorno a salire su di una vettura prodotta a Maranello:

 

"Simone avrà un ruolo rilevante all'interno di un team che ha ribadito il suo impegno a lungo termine in Formula 1 e che, anche con l'arrivo di un pilota della Ferrari Driver Academy, Mick Schumacher ha rafforzato un rapporto già molto stretto con la Scuderia".

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In previsione del Gran Premio di Sakhir la Pirelli offre la scelta tra gomme di mescola C2, C3 e C4, la stessa tipologia di gomme utilizzata nel precedente Gran Premio del Bahrein, in quanto viene utilizzato lo stesso tracciato, ma su una diversa configurazione. Il Gran Premio, come detto, si corre su una configurazione del circuito di Manama chiamata Outer Circuit, mai utilizzata prima d'ora dalla Formula 1, caratterizzata da 11 curve e una lunghezza di 3.543 metri. L'ultima volta che la massima categoria ha utilizzato una configurazione diversa accadde nel 2010, in occasione della prima prova della stagione, il Gran Premio del Bahrein, quando, per onorare i 60 anni della categoria, fu utilizzata un'altra configurazione della pista, chiamata Endurance Circuit, caratterizzata da 24 curve e una lunghezza di 6.299 metri, la più lunga tra tutte le configurazioni utilizzabili del circuito di Manama. Nella storia della Formula 1, diventa il primo tracciato ad ospitare Gran Premi validi per il campionato mondiale su tre configurazioni diverse.

 

La gara si disputerà su 87 giri, in notturna, per superare la distanza minima di gara di 305 chilometri stabilita dal regolamento. Era dal Gran Premio d'Australia 1995 (81 giri) che una corsa non superava gli 80 giri di durata. Secondo le simulazioni effettuate, il tempo di percorrenza sul giro previsto è inferiore ai 55 secondi. Il tempo della pole position (58"79) stabilito da Niki Lauda su Ferrari sul circuito di Digione durante il Gran Premio di Francia 1974, ad oggi record mondiale, potrebbe pertanto essere battuto. La FIA stabilisce il primo intermedio posizionato 290 metri prima della quarta curva, mentre il secondo 10 metri dopo la nona curva. Lo speed trap, ovvero il punto in cui viene rilevata la velocità massima, è posizionato 158 metri prima della prima curva, come nella configurazione classica. Sono inoltre previste due zone in cui potrà essere utilizzato il DRS: la prima zona è stabilita sul rettilineo dei box, con punto per la determinazione del distacco fra piloti posto prima della curva 10; la seconda zona nel tratto compreso tra le curve 3 e 4, con detection point fissato prima della prima curva. Queste sono anche due delle tre zone DRS utilizzate nella configurazione classica del circuito, chiamata Grand Prix Circuit. Infine, la Federazione stabilisce l'uscita dell'ottava curva come parte del tracciato da far rispettare ai piloti i limiti di esso, causa annullamento del tempo sul giro.

 

Per questo Gran Premio la Federazione Internazionale dell'Automobile indica l'ex pilota di Formula 1 Mika Salo come commissario aggiunto per la gara. Il finlandese ha già svolto in passato tale funzione, l'ultima nella gara precedente, sempre in Bahrein.

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Venerdì 4 Dicembre 2020 George Russell, all'esordio sulla Mercedes, segna il miglior tempo nella FP1, ottenendo anche il tempo più basso sul giro della storia per un Gran Premio valido per il campionato mondiale di Formula 1. Il britannico, che ha delle difficoltà ad adattarsi alla vettura lasciata da Lewis Hamilton, per la sua maggiore altezza, compie ben 49 giri sul corto tracciato di Manama, precedendo Max Verstappen, staccato di meno di due decimi di secondo, mentre terzo si classifica il compagno di team di quest'ultimo, Alexander Albon, autore tra l’altro di un testacoda. Valtteri Bottas, l'altro pilota della scuderia tedesca, chiude col quarto tempo, finalizzando il suo lavoro maggiormente sulla ricerca della stabilità per la gara. Al quinto e sesto posto si piazzano le due AlphaTauri, anche se, sulla vettura di Pierre Gasly, cede uno degli specchietti retrovisori, tanto da costringere il francese a rientrare ai box, bloccando con una mano lo specchietto danneggiato.

 

Russell si conferma il più rapido anche nelle FP2, con un tempo leggermente superiore a quello fatto segnare nella FP1. Anche in questo caso il pilota britannico precede Verstappen, mentre si posiziona al terzo posto Sergio Pérez. In realtà il miglior tempo sarebbe stato segnato dall'altro pilota della Mercedes, Bottas, ma quest’ultimo si è visto cancellare la prestazione dopo aver tagliato i limiti della pista alla curva 8. Al termine della sessione è così classificato solo all'undicesimo posto.

 

Pierre Gasly, dopo il problema allo specchietto nella sessione precedente, viene colpito da un sasso a una mano, mentre Carlos Sainz Jr. È vittima di problemi col cambio della sua McLaren. L'altro pilota della scuderia inglese, Lando Norris, riesce a completare solo pochi giri, in quanto il fondo della vettura risulta danneggiato da un'escursione di pista. Problemi tecnici si verificano anche per le Ferrari. Charles Leclerc completa solo due giri, a causa della rottura di un semiasse, mentre Sebastian Vettel non ha un buon equilibrio con la vettura, tanto da essere autore di diversi testacoda. Nonostante l’eccellente prestazione dei due piloti della Mercedes, il team primcipal Toto Wolff dà dimostrazione di non essere soddisfatto dei risultati ottenuti:

 

"I long run non erano buoni. Non eravamo da nessuna parte, non siamo soddisfatti. Metà dei giri di Valtteri sono stati cancellati a causa dei limiti della pista e anche George, rispetto a Verstappen e Albon, non era buono abbastanza".

 

Ma spende dolci parole per George Russell:

 

"Bisogna lodare George, era il suo primo giorno. Oggi ha fatto un ottimo lavoro".

 

E difende Valtteri Bottas, che chiude questa giornata con l’undicesimo tempo complessivo nelle PL2. Non certo il risultato previsto. Il team principal, però, nega che il finlandese possa trovarsi sotto pressione a causa della velocità mostrata da George Russell:

 

"Pressione? No, per niente. Il suo giro più veloce sulle morbide è stato cancellato a causa dei track limits, ma era un’uscita così lieve che non ha tratto vantaggio, e quel giro è stato tre decimi più veloce di quello di George".

 

Quindi smentisce la voce che vorrebbe proporre un ballottaggio tra Bottas e Russell nella stagione 2021:

 

"L’ho sentita, ma non è vera. Non c’è nessun ballottaggio tra George e Valtteri, è anche insensato chiamarlo così: non si possono trarre giudizi da una o due gare, non emerge nessun dato significativo. Se in questo weekend George fa bene, è un’indicazione che un giorno sarà su una buona macchina. E, si spera, che gareggerà per le vittorie e i Mondiali. Ma questa è una prospettiva lontana, lui lo sa: deve solo svolgere un buon lavoro senza commettere errori. Non c’è nessun ballottaggio, abbiamo totale fiducia in Bottas. La formazione-piloti del 2022 non dipenderà certo dalla performance di George su un ovale in Bahrain e nel finale di stagione ad Abu Dhabi".

 

Da parte sua, George Russell commenta queste prime prove ammettendo che il layout della pista è tutt’altro che semplice:

 

"La pista è complicata, non semplice. Saremo tutti vicini in qualifica, in gara poi sarà una carneficina. Saranno due giornate complicate. In Mercedes mi sono trovato bene, lavoro con i migliori. Sto imparando tutto quello che posso, in macchina e fuori. Ho fatto dei buoni tempi oggi ma non credo fossero una vera rappresentazione della situazione. Le FP2 non sono state buone per me, soprattutto con tanto carico di carburante. Ci sarà tanto lavoro da fare. Devo trovarmi più a mio agio con la macchina, fare qualche aggiustamento, migliorare l’assetto e penso che domani sarà storia diversa".

 

Anche Valtteri Bottas ammette che la prima giornata di prove non è stata eccezionale, e non ha riservato grandi gioie:

 

"Per me è stata una giornata difficile, nel primo giro delle FP1 ho rotto il fondo della macchina quando sono andato oltre il cordolo in curva 8 e mancava un grosso pezzo. Quindi il resto delle FP1 è stato un po’ sprecato. È stato difficile mandare le soft in temperatura: nel mio giro di apertura ho iniziato il giro e non avevo aderenza. Credo che i pneumatici fossero sotto la finestra di temperatura e poi nel giro successivo si sono surriscaldati in modo massiccio. C’è ancora del lavoro da fare su questo punto. Le gomme medie sembravano migliori. Il problema principale è quello di riuscire a mettere insieme l’equilibrio durante il giro in alcune curve sono in difficoltà con l’anteriore e in alcune curve con il posteriore. Ma non siamo molto lontani [dal trovare l’equilibrio], come dimostra il mio tempo. Le FP2 invece sono andate abbastanza bene, avevo fatto un giro abbastanza decente, ma me l’hanno cancellato. Non proprio la giornata migliore, ma almeno il ritmo nei long run è stato costante. C’è ancora del lavoro da fare per rimettersi in sesto, la F2 è stata un esempio di quanto possa diventare incasinata la qualifica, quindi dobbiamo gestire il gap dalle altre macchine".

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Prima della FP3 del sabato i meccanici della Haas sono costretti a sostituire varie componenti della power unit della vettura di Pietro Fittipaldi. Per questo motivo il pilota brasiliano viene penalizzato di ben quindici posizioni sulla griglia di partenza. Al termine delle FP3, che si svolgono sabato mattina prima delle qualifiche, sale al primo posto Max Verstappen, che ottiene la miglior prestazione assoluta grazie all’utilizzo delle gomme Soft. L'olandese della Red Bull precede Valtteri Bottas, che coglie il suo tempo nella prima fase della sessione, quando la pista non è ancora perfettamente gommata.

 

Gasly, terzo, conferma il buon feeling della AlphaTauri con il tracciato. Chiude solo col settimo tempo Russell, il migliore del venerdì, ma la poca lunghezza della pista fa sì che i distacchi tra i piloti siano molto limitati, tanto che Sebastian Vettel, quindicesimo, è a meno di 0.8 secondi dal tempo segnato da Verstappen. La sessione del tedesco viene interrotta in anticipo da un problema causato dalla power unit, che costringe la scuderia italiana a sostituire questa componente. Potendo utilizzare un'unità già usata, il tedesco non subisce penalizzazioni in griglia di partenza.

 

Nonostante i dubbi sulla possibilità che la pista così corta possa produrre dei problemi di traffico, nei primi minuti della Q1 solo Haas, Williams e Alfa Romeo inviano i piloti sul tracciato. Il primo a comandare la lista dei tempi è Kevin Magnussen, battuto in seguito da Carlos Sainz Jr.. Lo spagnolo ottiene il tempo con gomme Hard, prima di essere, a sua volta, battuto da Pierre Gasly, che monta, invece, gomme Medium. Si alternano al comando Charles Leclerc e Daniil Kvjat, prima dell'arrivo di Valtteri Bottas (anche lui su gomme Medium), che ferma i cronometri con il tempo di 54"607, meno di due decimi meglio del tempo dell'altro pilota della Mercedes, George Russell.

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Il tempo del finlandese è migliorato da Sergio Pérez, di ben 340 millesimi. Il messicano monta però gomme Soft. Lance Stroll, sull'altra Racing Point, batte il tempo di Russell, ma non quello di Bottas. Lando Norris, che è scalato fino al quinto posto, vede il suo tempo annullato, per aver superato i limiti del tracciato. Recuperano posizioni le Red Bull, con Alexander Albon che sale terzo, e Max Verstappen che, con 54"037, è primo.

 

Daniel Ricciardo strappa il terzo tempo, mentre Pérez si conferma competitivo, salendo al secondo posto. Gli ultimi minuti della sessione rivedono in pista tutti i piloti. Le Mercedes optano ora per gomme Medium. Nel frattempo Gasly rimonta secondo, mentre Kevin Magnussen è nono. Bottas scende sotto i 54 secondi, strappando il primo posto, mentre Russell, terzo, è staccato di 256 millesimi dal tempo del suo compagno di team. Solo negli ultimi secondi Albon strappa la qualificazione alla seconda fase. Vengono eliminati i due piloti della Haas, i due della Williams e Kimi Räikkönen. Diciotto piloti su venti sono comunque dentro il secondo dal tempo migliore di sessione.

 

In Q2 Carlos Sainz Jr. fissa il primo tempo, battuto presto da Leclerc. Con l'arrivo delle Mercedes, che usano gomme Medium, la classifica viene rivoluzionata: Bottas fissa il tempo migliore in 53"803, con Russell di soli 0.016 secondi più lento del finlandese. Risulta più staccato Verstappen, a oltre 0.2 secondi, ma che si piazza davanti al duo della Scuderia AlphaTauri. In seguito il tempo di Pierre Gasly è annullato dai commissari. Il primato di Bottas viene incrinato da Pérez, che chiude con 53"787, mentre Lance Stroll si piazza quarto, staccato di 0.053 secondi. Albon sale sesto, giusto alle spalle di Verstappen. Risale anche Sainz Jr., terzo. Leclerc, che nel primo tentativo aveva usato gomme medie, chiude sesto, montando ancora questo tipo di mescole.

 

Per l'ultimo giro lanciato sia le Mercedes che il monegasco decidono di affrontare la pista con le gomme Soft. Lando Norris, alla ricerca del tempo per la Q3, abortisce il suo giro; Stroll non si migliora, mentre Gasly sale sesto, battuto dalla Renault di Ricciardo. Ocon è poi ottavo, Kvjat settimo. Il più veloce di sessione è però Max Verstappen, con gomme Soft (53"647). Non passano alla fase finale delle qualifiche Esteban Ocon, Albon, Sebastian Vettel, Antonio Giovinazzi e Lando Norris.

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In Q3 vanno subito al comando le due Mercedes: Valtteri Bottas ottiene il tempo di 53"760, con 0.212 secondi di margine su George Russell. Poco dopo scala primo Max Verstappen, con 53"591, davanti per soli 0.022 secondi a Charles Leclerc. Il monegasco, non avendo a disposizione nessun treno di gomme Soft nuovo, di fatto termina la Q3 con questo primo tentativo. Anche Daniel Ricciardo chiude con un ottimo tempo, a soli 0.008 secondi dal tempo di Russell. Le due Racing Point sono vicine: Pérez è quarto, a 0.207 secondi da Verstappen, mentre è solo ottavo Lance Stroll.

 

Col secondo tentativo Bottas riconferma la velocità delle Mercedes, scalando in pole position provvisoria, con 53"377. Anche l'altro pilota della scuderia anglo-tedesca, George Russell, migliora e completa la seconda fila. Vista la rapidità con cui viene completato un giro, i piloti provano per un terzo giro rapido, ma la situazione non cambia, anche se Max Verstappen lima la sua distanza da Bottas a 0.056 secondi.

 

Valtteri Bottas coglie la sua sedicesima pole position, mentre George Russell, secondo, ottiene la sua migliore prestazione in qualifica in carriera. Il tempo della pole position (53"377) rappresenta il tempo più rapido della storia della Formula 1 stabilito in una sessione di qualifica, avendo infranto il tempo record di 58"79 stabilito da Niki Lauda su Ferrari sul circuito di Digione durante il Gran Premio di Francia del 1974. Al termine delle qualifiche Valtteri Bottas non dà l’idea di essere estremamente felice di correre su questo layout di circuito:

 

"Sicuramente è stata una sessione particolare. Io però mi sono concentrato sul mio lavoro. Non volevo sprecare energie altrove. Alla fine ci sono riuscito. A livello di strategie abbiamo fatto un ottimo lavoro. Essere in pole è positivo, sono felice. Non sono state le mie migliori qualifiche. Ma l’obiettivo è stato centrato. Come sarà la gara è un po’ un’incognita. Sono contento di essere in pole perché non penso ci sarà tanto spazio per superare. Vedremo. Speriamo che sia gara divertente. Sembra la pista di Topolino, è corta e tortuosa e con un asfalto sconnesso. Vediamo".

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È invece felice George Russell, che ottiene uno straordinario secondo posto in qualifica:

 

"Sessione intensa, weekend intenso. Ho dovuto abituarmi a tutto. Mi sentivo alienato all’inizio. Serve uno stile di guida completamente diverso. Ho dovuto disimparare quello che avevo imparato alla Williams e re-imparare tutto da zero per farla andare veloce. Ho provato alcune cose nelle PL3 che non sono andate bene, ma dopo i pasticci che avevo fatto ero già contento di essere nel Q3. Sono contento. Ultimo giro lo potevo fare meglio. Sono andato vicino alla pole, 26 millesimi. Me lo avessero detto settimana scorsa non ci avrei creduto. Sono enormemente felice di dove sono. Valtteri ha dato filo da torcere a Lewis in qualifica negli anni. A livello statistico sono molto vicini. Sappiamo quanto sia forte e grande Lewis, quindi poter arrivare così’ vicino a Valtteri con così poco tempo mi rende soddisfatto. Domani sarà gara lunga e complicata, guarderò in avanti. In qualifica sono più a mio agio, puoi dare tutto in breve tempo. In gara serve più finezza, forse non ho ancora l’esperienza. Ma vedremo cosa riuscirò a fare".

 

È senza dubbio colpito il team principal della Mercedes, Toto Wolff, che risponde alle domande dei giornalisti dicendo:

 

"Siamo colpiti, ma non sorpresi".

 

Toto Wolff riconosce tutto il valore del ragazzo che ha all’età di sedici anni si presentò nel suo ufficio di Brackley, presentandosi come possibile futuro pilota della Mercedes:

 

"Aveva un abito nero con cravatta nera ed aveva con sé una presentazione power point con la quale mi spiegò i motivi per cui avrebbe dovuto essere un pilota Mercedes".

 

Sei anni dopo Russell è riuscito a salire sulla Mercedes, anche se l’abitacolo non è stato così accogliente come ci si aspettava:


"È troppo piccolo per lui, non è a suo agio. Il volante non ha nulla in comune con quello che ha utilizzato fino allo scorso weekend ed anche i comandi della frizione sono troppo piccoli per le sue dita".

 

Davanti ad una occasione così importante, Russell (altro un 1.85 metri) mette da parte ogni fastidio fisico, che però si presenta quando rientra in Hotel:

 

"L’altra notte (tra venerdì e sabato) ho dovuto mettere degli impacchi di ghiaccio sulle spalle, sulle ginocchia e sulle dita dei piedi. Ma stringo i denti, ne vale la pena".

 

Prima delle qualifiche Russell inizia ad avvertire una certa tensione: dopo l’exploit di venerdì, in cui si era confermato leader in FP1 e FP2, nel corso della sessione di FP3 termina solo al settimo posto. Così Wolff e James Vowles (il responsabile delle strategie Mercedes) decidono di pranzare con il loro giovane pilota per tranquillizzarlo.


"Credo che in quel momento fosse importante spiegare quali fossero le nostre aspettative e gli abbiamo detto che ci aspettavamo una top-5, e questo credo che lo abbia rassicurato molto".

 

Una rassicurazione che senza dubbio ha ottenuto il suo risultato:

 

"Sono incazzato per aver perso la pole ma nessuno nel team aveva grandi aspettative su di me, quindi alla fine ho guidato rilassato e farò così anche in gara. Nel giro di lancio ho guardato troppo lo specchietto retrovisore per controllare Max che era alle mie spalle e quando mi sono preparato per lanciarmi Valtteri era già partito. Avrei dovuto essere due secondi più vicino alla sua monoposto, e già prima della staccata della curva 1 ero 0.040 sopra il tempo di riferimento".

 

Nel corso delle qualifiche Valtteri Bottas non ha voluto sfruttare la scia che George Russell avrebbe dovuto dargli. A tal riguardo, Toto Wolff sottolinea:


"Sarebbe stato così anche se ci fosse stato Lewis, in questo weekend toccava a Valtteri".

 

Per Russell ora sarà soprattutto importante passare regolarmente la prima curva in partenza, anche per non innervosire Lewis Hamilton, che nel frattempo scrive a George, chiedendogli scherzosamente di riportare ai box l’auto senza danni:

 

"Mi ha mandato un messaggio con una richiesta molto precisa, ovvero di riportare la monoposto ai box tutta intera…".

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È altrettanto soddisfatto Max Verstappen, che sente di avere un’ottima occasione in vista di una gara che potrebbe vederlo protagonista:

 

"Noi abbiamo fatto buona qualifica. Giro è breve e con poche curve. Sono felice del terzo posto, ho cercato di stare il più vicino possibile alla vetta. Sono arrivato più vicino del solito, anche se dipende anche dal tracciato. Domani partiremo con gomma diversa e vediamo come andrà per noi. Non abbiamo nulla da perdere, cercheremo di divertirci. Vedremo quale sarà risultato. Attaccare Valtteri? Quando sarà possibile lo farò. Dipenderà molto dalla partenza, ma c’è anche gestione del traffico. Non sarà semplice".

 

Ed è altrettanto straordinario il lavoro svolto da Charles Leclerc, che con la sua Ferrari SF1000 conquista un eccezionale quarto posto:

 

"Un pilota non dice mai di avere fatto un giro perfetto, però diciamo che ho fatto tutto quello che volevo in questo giro. Sono contentissimo perché ieri non abbiamo fatto le FP2 e le FP1 non è che fossero andate molto bene, volevo ancora migliorare la mia guida, in FP3 anche però in qualifica... ho un quaderno dove scrivo tutti gli obiettivi, e devo dire che posso essere soddisfatto perché in quel giro ho messo tutto quello che mi ero scritto. E partiamo quarti, una cosa sulla quale non avrei sicuramente scommesso. Seb aveva provato con meno carico ieri ma non eravamo molto sicuri. L’ho testato nelle FP3 anche io ma onestamente c'era davvero poca differenza tra i due assetti, non è che mi sia trovato meglio o peggio, credo che ho semplicemente guidato meglio in uno dei due giri. Per la gara credo sia la scelta giusta, ma restiamo con i piedi per terra. Purtroppo quando partiamo così avanti c'è sempre tanta speranza, e anche io sono il primo ad averla ma tante volte quest'anno in qualifica abbiamo fatto un lavoro migliore rispetto al nostro reale livello, e poi in gara siamo tornati alla realtà, quindi vediamo domani però comunque oggi è una buona giornata, dunque voglio crederci".

 

I complimenti al pilota monegasco giungono anche da parte del team principal della Ferrari, Mattia Binotto:

 

"Una bellissima qualifica di Charles, il quarto posto è frutto del suo straordinario talento, considerato anche il fatto che aveva praticamente saltato tutta la seconda sessione di prove libere. Ci rimane solamente un piccolo rammarico per non aver centrato il passaggio in Q2 con le gomme medie che ci avrebbe messo in un’ottima posizione per la gara, ma Charles sa di avere fatto tutto il possibile. I complimenti vanno a tutta la squadra in pista, perché è stato fatto un ottimo lavoro sia nella sostituzione rapidissima della PU di Sebastian, effettuata per motivi precauzionali dopo la sessione FP3, che nella preparazione e nell’esecuzione del programma di una sessione di qualifica molto complicata da interpretare. Domani in gara cercheremo come sempre di portare a casa il massimo dei punti possibile: non sarà facile perché i valori in campo sono molto ravvicinati ma se faremo tutto alla perfezione allora potremo toglierci qualche soddisfazione".

 

È di tutt'altro umore per il suo compagno Sebastian Vettel, che scatterà soltanto tredicesimo alla sua penultima gara con la Ferrari:

 

"In generale avevo buone sensazioni, non so cosa sia andato storto, i ragazzi sono stati bravissimi a cambiare il motore così rapidamente, che chiaramente non è l'ideale. Perdevamo parecchio in rettilineo, forse più per il traffico che per altro, però comunque è stato uno svantaggio, e poi nel settore centrale faticavo a trovare il passo. Oggi è andata meglio di ieri, quando avevamo provato qualcosa che non ha funzionato, sapevamo già stamattina che sarebbe andata meglio. La chiave domani saranno cercare di evitare il traffico e saper gestire le gomme".

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Domenica 6 Dicembre 2020 tra i primi dieci della griglia di partenza solo le due Mercedes utilizzano gomme Medium; gli altri piloti optano per gomme Soft. Le aspettative per questo Gran Premio, nonostante la mancanza di Lewis Hamilton e il campionato già chiuso a suo favore, sono alte: i fans aspettano con ansia di poter vedere la prestazione di George Russell con la Mercedes, dopo tanti Gran Premi disputati con la modesta Williams. A seguito delle prove, così come delle qualifiche, non c’è nessuno che pensi che George non possa vincere il Gran Premio di Sakhir.

 

E infatti al via George Russell è autore di un'ottima partenza, tanto da portarsi subito in testa. Parte meno bene Valtteri Bottas, che viene attaccato da Max Verstappen e Sergio Pérez. Sul terzetto arriva anche Charles Leclerc, che impatta sulla vettura del messicano, alla quarta curva. Il monegasco esce fuori pista, accompagnato da Verstappen: entrambi sono costretti all'abbandono, mentre il messicano effettua subito una sosta, rientrando in gara diciottesimo. La direzione di gara decide di fare entrare in pista la safety car.

 

"Quando faccio un errore lo dico, sono onesto nell'analizzare queste situazioni. Ho riguardato il video. Ero sulla destra di Max, ma un più po' indietro. Non mi aspettavo arrivasse Perez, pensavo stesse più esterno nella sua traiettoria. Non sto certo dicendo che è colpa sua, ma sono stato sorpreso e pensavo che stesse all'interno. Ho provato a frenare ma ci siamo toccati. Il chiarimento con Verstappen? Non era arrabbiato Max, gli ho chiesto se c'era stato un contatto tra di noi. Lui mi ha detto che ha provato a evitare Perez ed è andato lungo". 

 

Da parte sua, Max Verstappen commenta così quanto accaduto:

 

"Non sono arrabbiato, ma così è frustrante. E' un peccato ritirarsi così presto in una gara in cui potevamo fra bene. Nelle prime due curve tutti erano aggressivi ed io ho solo provato ed evitare incidenti, ma alla curva 4 Charles è stato troppo ottimista. Per me è un grande pilota, lo rispetto tanto, ma in quella situazione ha un po' esagerato. Non credo le Mercedes siano partite in modo fantastico, io ho anche frenato per evitare un contatto, Checo poi ha preso la mia scia sull'esterno prima del pasticcio di curva 4".

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La gara riprende al sesto giro, sempre con Russell che comanda l’andatura davanti a Bottas e Carlos Sainz Jr.; seguono poi Daniel Ricciardo, Daniil Kvjat, Lance Stroll, Pierre Gasly, ed Esteban Ocon. Alla ripartenza Sainz Jr. passa subito Bottas, che però è capace di riprendersi la seconda posizione. Nei giri seguenti Russell riesce ad aumentare il suo margine sul compagno di scuderia, portandolo, al dodicesimo giro, a un secondo e mezzo. La classifica rimane congelata nelle prime posizioni, mentre Sergio Pérez risale rapidamente e, al ventiduesimo giro, è già nono, dopo il pit stop di Lando Norris, e un sorpasso su Alexander Albon. Sainz Jr. si ferma al ventinovesimo giro, così come Ricciardo e Pierre Gasly.

 

Al trentesimo passaggio è il turno per l'altra Renault, quella di Ocon. La classifica vede sempre al comando George Russell, che precede il compagno di team Bottas, poi Lance Stroll, Ocon, Pérez, Albon, Sainz Jr., Kvjat, Ricciardo e Gasly. Ocon, già al quarantaduesimo giro, si ferma per la seconda volta, optando per le mescole Hard.

 

Al quarantatreesimo giro si ferma Stroll, seguito, nei due giri successivi, dalle due Mercedes, prima Russell e poi Bottas. Russell, nel suo primo giro dopo il pit stop soffre di un problema di potenza, che viene presto però risolto. Dopo la sosta il margine tra le due Mercedes si è ampliato a oltre otto secondi, sempre a favore di George Russell. Alle spalle di Bottas c'è Sainz Jr., seguito da Kvjat, Ricciardo e Ocon. Il russo dell'AlphaTauri attende il cinquantatreesimo giro per effettuare la sua sosta. Poco dopo Nicholas Latifi deve parcheggiare la sua Williams a bordo del tracciato. Ciò costringe la direzione di gara a decidere di imporre il regime di virtual safety car. Sfruttano il momento, per una nuova sosta, Sebastian Vettel, Ocon e Pérez. Tuttavia, la sosta del pilota della Ferrari è penalizzata dalla difficoltà nel montare la ruota anteriore sinistra.

 

La gara riprende nella sua piena valenza sportiva, con George Russell che conduce con un gap di 5.2 secondi su Bottas; dietro Sergio Pérez passa sia Stroll che Ocon, portandosi in terza posizione. Una nuova interruzione della gara si verifica al sessantatreesimo giro, quando Jack Aitken va in testacoda all'ultima curva, colpisce le barriere, e perde l'alettone anteriore, proprio in traiettoria. Il pilota porta la sua Williams ai box, ma la direzione di gara è costretta ancora ad inviare in pista la safety car, per la seconda volta, al fine di permettere la rimozione dell'alettone.

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In questa fase le Mercedes vengono richiamate ai box, ma si crea un momento di confusione: sulla vettura di Russell vengono montate le gomme destinate a Bottas che, arrivato ai box, prima deve attendere che i meccanici terminino il cambio gomme sull'altra monoposto, poi si trova con una gomma che non riesce a essere fissata. Infine i meccanici rimontano le gomme appena tolte dalla vettura. Russell, per evitare una penalizzazione, viene richiamato ai box, al fine di montare il set di gomme previsto.

 

La classifica vede ora al comando Sergio Pérez, che è davanti a Esteban Ocon, poi Lance Stroll, che precede le due Mercedes, con Bottas ora davanti a Russell; seguono poi Carlos Sainz Jr. e Daniel Ricciardo. Alla ripartenza Stroll rischia di tamponare Ocon. Nei primi giri successivi alla ripartenza Bottas, in crisi con la temperatura degli pneumatici dopo il lungo pit stop, non riesce ad essere incisivo: George Russell ne approfitta e, sfruttando le gomme nuove a sua disposizione, recupera presto la seconda posizione, passando lo stesso Bottas, Stroll e Ocon.

 

Il britannico arriva fino a due secondi di ritardo da Pérez, quando viene fermato da una foratura che lo costringe a una nuova sosta. Rientra in gara fuori dalla zona dei punti, che però recupera con una serie di sorpassi, negli ultimi giri. Il britannico conquista anche il punto addizionale grazie al suo primo giro veloce in carriera. Il tempo del giro veloce registrato (55"404) rappresenta il record assoluto del giro più veloce stabilito in gara nella storia della Formula 1, battendo il tempo di un minuto stabilito da Jody Scheckter su Tyrrell nel Gran Premio di Francia 1974. Ma non basta: George è soltanto nono al traguardo. Il giovane pilota britannico, tagliato il traguardo, scoppia in lacrime, mentre il team principal della Mercedes, Toto Wolff, si scusa con lui:

 

"George, mi dispiace. Hai fatto una gara assolutamente brillante".

 

Sergio Pérez conquista la sua prima vittoria nel campionato mondiale di Formula 1, al suo centonovantesimo Gran Premio. È il centodecimo pilota diverso a vincere una gara iridata, ed è la prima vittoria per un pilota messicano, da quella ottenuta al Gran Premio del Belgio 1970 da Pedro Rodríguez su B.R.M. Completano il podio Esteban Ocon, al suo primo podio in carriera, e l'altro pilota della Racing Point, Lance Stroll. Questo rappresenta anche il primo successo per la Racing Point, come costruttore: era dal Gran Premio d'Australia 2013 che una scuderia, con licenza britannica, non riusciva a vincere. L’ultima fu la Lotus, con al volante Kimi Räikkönen.

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"Sono senza parole. Spero di non stare sognando. Ho sognato per tanti anni di vivere questo momento. 10 anni di carriera, ed è incredibile. Non so cosa dire. Dopo il primo giro la gara era persa per me, ma non ho voluto mollare. Ho rimontato, ho cercato di fare il meglio che potevo. Quest’anno la stagione non è stata fortunata per noi, però finalmente oggi la ruota è girata. Ho avuto grandi meriti, Mercedes ha avuto problemi alla fine, ma abbiamo fatto una grande gara. Rimonta? Ho commesso un errore dietro la Safety Car. Ho avuto un bloccaggio brutto e quindi vibrazioni durante i primi giri. Però sono riuscito a recuperare nel secondo stint, non so come. Ho detto al team che la macchina sembrava una limousine. Davvero semplice da guidare senza vibrazioni. Avevamo passo fantastico. Credo che abbiamo letto abbastanza bene la gara oggi. 2021? Innanzitutto io sono in pace con me stesso. Quello che succederà non è nelle mie mani. So che io voglio continuare e se non sarò in griglia quest’anno ci sarò sicuramente nel 2022".

 

Se Sergio Perez è al settimo cielo, altrettanto si può dire per Sebastian Ocon, che riesce a conquistare un importantissimo secondo posto:

 

"Non ho parole. Ho pianto sul traguardo. Ecco quanto sono emozionato. E’ stata una stagione difficile per noi. Non sempre il lavoro ha pagato ma noi abbiamo continuato a spingere e a lavorare con grande motivazione. Ottenere questo risultato è stato molto importante. Quando c’è meno gente che crede in te è ancora più importante per te stesso. Oggi alla fine il duro lavoro ha ripagato. Daniel è stato un punto di riferimento fantastico. La sua stagione, la seconda nel team, è stata molto positiva. Ma penso di essere progredito anche io, sono riuscito ad avvicinarmi e alla fine ho ottenuto questo podio che è davvero straordinario".

 

È invece deluso Lance Stroll, che sale nuovamente sul podio ma con la consapevolezza che oggi avrebbe potuto seriamente vincere:

 

"Gara fantastica per il team. Io sono deluso perché penso che avrei anche potuto vincere. C’è stato un problema al pit stop e Esteban mi ha superato in quel momento. Pensavo di avere il passo, visto anche quello che ha fatto Sergio. Non sono riuscito a superare Esteban alla fine ma sono contento per il team. E’ il nostro primo doppio podio, è quello di cui avevamo bisogno questo weekend anche per il nostro campionato. Curva 4? Ho sbagliato qualche calcolo e non sono riuscito a difendermi da Sergio. Sono contento per lui , è stato un grande pilota per il team, ha atteso tanto questa vittoria".

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Come lui, anche uno sconfortato George Russell è comprensibilmente deluso per l’esito della gara:

 

"Sono stato felice, sono orgoglioso e sono incredibilmente deluso. Ci sono state gare in cui vittorie mi sono state portate via, ma che accada due volte in una sola gara è qualcosa di incredibile. Non so cosa dire. A volte purtroppo le gare sono così. Soddisfatto di me? Ditelo voi. Sono arrivato a questo weekend non sapendo come sarei andato. So di cosa sono capace, ma arrivando all’ultimo momento è sempre difficile. Però arrivare così vicino alla pole e poi essere in testa alla gara significa che avevamo tutto sotto controllo. Ovviamente sono felice e fiero di questo".

 

Su Twitter, poi, il giovane pilota britannico aggiungerà le congratulazioni a Perez: 

 

"Nessuno meritava una vittoria più di lui".

 

Toto Wolff, analizzando quanto accaduto durante il pit stop che ha impedito a George Russell di vincere la gara, dirà:

 

"Prima di tutto il podio, è bello vedere un podio rinfrescato come quello di oggi. Sono contento che lì a festeggiare ci sia anche Esteban Ocon, mentre su Checo [Perez] possiamo dire solo che ha avuto un ritmo incredibile. Oggi abbiamo fatto una cazzata colossale. Semplicemente una delle squadre che si occupa delle gomme non ha sentito la chiamata, ci deve essere stato un guasto alla radio nel garage e quando Russell è arrivato non sapevano del cambio. Per questo abbiamo montato un set di pneumatici sbagliato. In realtà era una sosta di sicurezza. Il passo con le Hard era buono e saremmo potuti restare fuori, ma in ogni caso la scelta di rientrare era quella giusta in quel momento. Penso che abbiamo fatto un buon lavoro, ma si è verificato un guasto tecnico. Non è stato un errore umano. L’abbiamo verificato subito dopo e non funzionava, non sappiamo il perché, ma queste cose possono succedere e dobbiamo imparare da questo. Vedere Russell guidare è stato molto emozionante. Gli ho già parlato. Se sei alla tua prima gara con la Mercedes e avresti dovuto vincerla per aver guidato in maniera monumentale, non c’è più niente che tu possa dire. Non è l’ultima possibilità che avrà per vincere una gara. Oggi è solo l’inizio: è nata una nuova stella. Lewis è il punto di riferimento assoluto, nessuno è come lui. Lo dicono i numeri. Oggi, però, George ha dimostrato che la nuova generazione sta arrivando al suo livello. Solo il cielo è il loro limite. Penso che dobbiamo vedere come si riprenderà Lewis in questi giorni. La cosa più importante è che sta bene. Si sentiva un po’ meglio oggi: se il test sarà negativo, riavrà la sua macchina e guiderà in modo brillante, Se invece il tampone sarà positivo, George resterà con noi".

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Infine Wolff concede una battuta sulla gara di Valtteri Bottas, tutt’altro che positiva: 

 

"Devo parlare con lui e con la sua squadra, ma di certo oggi non ha brillato".

 

Da parte sua, Valtteri ammette:

 

"È stata una giornata davvero negativa per noi. La mia partenza non è stata grandiosa, ho avuto del pattinamento e dunque un avvio non perfetto. George ha avuto una buona partenza e grazie a questo ha potuto controllare la gara. L’inizio del mio secondo stint sembrava promettente, avevo un buon passo e avevo iniziato a recuperare su George. Senza la Safety Car penso che avremmo avuto una bella battaglia verso la fine della corsa. Quando abbiamo effettuato il pit stop in regime di Safety Car, c’è stata un po’ di confusione con le gomme e la mia gara è terminata lì. Non sono sicuro di ciò che è accaduto, ma alla fine sono uscito dalla sosta con lo stesso set di vecchie Hard che montavo in precedenza. Ovviamente non è stato un pit ideale, perché ho perso posizioni e non ho avuto gomme nuove, e questo ha reso la ripartenza davvero difficoltosa, dato che ho perso altre posizioni. È sempre semplice criticare a posteriori, ma come squadra siamo un blocco unico e in queste situazioni il team è sempre perfetto. Analizzeremo internamente la situazione e vedremo cosa si potrà imparare da questo. George ha fatto un grande lavoro ed è stato solamente sfortunato perché avrebbe potuto vincere. Globalmente è stata una giornata difficile per il team, ma torneremo in pista tra pochi giorni e darò tutto per finire bene la stagione".

 

Altrettanto deluso per la prestazione odierna è Sebastian Vettel, che ammette:

 

"È meglio non parlare della mia gara, preferisco così. Ho avuto difficoltà a tenere il passo gara, mi sono difeso e basta. La velocità non era affatto buona, anzi era pessima. Non ha funzionato nulla oggi ma non sono arrabbiato col mio team per i miei due pit-stop lenti. Mi dispiace per i ragazzi che alla fine si prenderanno tutta la colpa. Faccio tante congratulazioni a Perez, sono felice per lui ma allo stesso modo sono triste per Russell. Penso che fino al momento del pit-stop abbia fatto una grandissima gara, poi non so cosa sia successo e perché è andata così con il nono posto".

 

Ma il team principal della Ferrari, Mattia Binotto, guardando l’intero progetto che si estende anche al di fuori della Formula 1, esclama:

 

"La gara di Leclerc è finita dopo quattro curve, credo che la penalizzazione in vista della prossima gara di Abu Dhabi metta fine a qualsiasi discussione. Spiace che Sebastian non abbia conquistato neppure un punto in una gara così rocambolesca. Faccio i complimenti a Perez per la vittoria. Oggi è una splendida giornata per la Ferrari Driver Academy. Non solo Mick Schumacher si è laureato campione di Formula 2, ma anche Callum Ilott è arrivato secondo e Robert Shwartzman quarto. Inoltre Gianluca Petecof ha trionfato in Formula Regional ed i nostri ragazzi hanno vinto 20 delle 91 corse disputate nelle varie categorie. Questi numeri fantastici testimoniano l’ottimo lavoro che abbiamo svolto".

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Ed è forse meglio così, dato che al termine della gara, Charles Leclerc viene convocato dai commissari sportivi per aver causato un incidente alla quarta curva del tracciato nel corso del primo giro, che ha coinvolto sia Sergio Pérez che Max Verstappen, con quest'ultimo costretto al ritiro, insieme a Leclerc. Il pilota monegasco della Ferrari viene penalizzato di tre posizioni sulla griglia di partenza del successivo Gran Premio di Abu Dhabi. Leclerc si vede sottratto anche due punti sulla Superlicenza.

 

Anche la Mercedes viene convocata dai commissari in quanto, durante un pit stop di George Russell, i meccanici hanno montato una delle gomme del set previsto per l'altro pilota della Mercedes, Valtteri Bottas, infrangendo il regolamento sportivo. I meccanici di Russell non avevano ricevuto il messaggio dell'ingresso ai box del proprio pilota. A Bottas è stato montato conseguentemente un pneumatico del set di Russell, ma il team se n'è accorto prima di rimetterlo in pista, ricambiando nuovamente le gomme del finlandese. Russell è rientrato dopo un giro per correggere l'errore, mentre Bottas si è trovato sulle stesse gomme con cui era entrato ai box. La FIA, considerato che entrambi i piloti sono stati penalizzati e non avvantaggiati dall’irregolarità, decide semplicemente di multare di 20.000 euro il team, nonostante un'infrazione del genere possa essere anche punita con la squalifica.

 

Siamo oramai quasi giunti al termine del campionato, ma certo il Gran Premio di Sakhir non è un stato un evento per cuori deboli. Senza il campione iridato Lewis Hamilton, fermato dalla positività al Covid-19, sembrava doversi concretizzare la favola di George Russell e invece, alla fine, a trionfare nel modo più rocambolesco e inaspettato è stato Sergio Perez. Costretto a rientrare ai box al primo giro per un contatto causato da Leclerc e tornato in pista diciottesimo, il messicano si è reso protagonista di una rimonta clamorosa centrando a trent’anni la sua prima vittoria in carriera. Forse il modo migliore con la quale lasciarsi con il team che lo ha accolto e accudito per anni.

 

Anthony Quartey

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