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#71 GP di Gran Bretagna 1958, la Ferrari conquista la vittoria a Silverstone grazie a Collins e Hawthorn

2021-04-17 01:00

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#71 GP di Gran Bretagna 1958, la Ferrari conquista la vittoria a Silverstone grazie a Collins e Hawthorn

La tragica scomparsa di Musso non ha fermato l'attività dell'automobilismo sportivo. Così è sempre stato e così continua ad essere, anche se può sembr

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La tragica scomparsa di Musso non ha fermato l'attività dell'automobilismo sportivo. Così è sempre stato e così continua ad essere, anche se può sembrare inumano continuare lasciando sulla via i migliori, caduti in nome di qualcosa che è arduo definire se ci si rifiuta di cadere nella retorica e nei luoghi comuni. Sabato 19 Luglio 1958 si avrà a Silverstone - con il Gran Premio d'Inghilterra - il settimo episodio del campionato mondiale conduttori: lotta per il massimo titolo automobilistico, che tuttavia quasi sempre ha importanza relativa rispetto al confronto di marche.


In particolare, dopo la scomparsa del povero Musso, unico pilota italiano di statura internazionale, in Italia la questione relativa alla graduatoria di campionato del mondo interessa soltanto di riflesso, nel senso che dei due conduttori tra cui sembra debba risolversi quest'anno la lotta per la successione a Fangio, cioè gli inglesi Moss e Hawthorn, quest'ultimo è al volante di una Ferrari, e se dovesse conquistare il titolo, automaticamente sarebbe la macchina italiana ad almeno dividerne il merito e la considerazione.


Stirling Moss e a sua volta prima guida della Vanwall, la macchina inglese di Formula 1 che dall'anno scorso è riuscita a raggiungere l'efficienza delle monoposto italiane e, più di una volta, a sconfiggerle. Dopo le incerte indicazioni stagionali dei primi Gran Premi, la situazione sembra essersi stabilizzata appunto nel duello tra le Ferrari e le Vanwall, anche se l'altra marca d'oltre Manica, la B.R.M., non ha ancora deposto le ambizioni che i grandi mezzi profusi nella sua realizzazione sembravano legittimare. Il circuito di Silverstone misura 4710 metri, è tracciato su un aeroporto abbandonato ed è considerato tra i più sicuri che esistano sia per il pubblico che per i corridori. Sul giro vi si possono raggiungere velocità medie di poco superiori ai 165 km/h.


E' proprio a Silverstone che la Vanwall realizzò due anni prima la sua prima vittoria sulle macchine italiane, ed a Silverstone la stessa vettura fece in passato tutte le prove di messa a punto. Non è un dettaglio trascurabile, che in un certo senso anche i bolidi da corsa avvertono l'influenza dell'ambiente. Lo schieramento delle forze si prospetta come segue: Hawthorn, Collins e Trips su Ferrari ; Moss, Brooks e Lewis-Evans su Vanwall; Behra e Schell su B.R.M.; Trintignant, Salvadori, Brabham e Burgess su Cooper; Bonnier, Gerini e Shelby su Maserati; Allison, Hill e Stacey su Lotus; Fairman e Bueb su Connaught, di proprietà di Bernie Ecclestone, che fin dal 1957 fa da manager a Lewis-Evans.


Sul circuito di Silverstone prosegue la sfida iridata tra Ferrari e Vanwall, tra Hawthorn e Moss, i due grandi protagonisti della stagione. Proprio dopo l'ultimo corsa, disputata a Reims, Hawthorn ha agganciato il rivale Moss in classifica Piloti, a quota 23 punti. La Ferrari è reduce dalle due ottime prestazioni del Gran Premio del Belgio e di Francia; in questi due appuntamenti la vettura italiana ha risposto con forza alla superiorità dei team inglesi, mostrando un ottimo livello di competitività rispetto alle prime gare stagionali.


D'altro canto, il pubblico inglese accoglie con sprizzante entusiasmo le scuderie connazionali, le quali hanno ricoperto un ruolo di grandi protagoniste finora: su ben cinque Gran Premi disputati, i primi due sono stati vinti dalla Cooper, il terzo e il quarto dalla Vanwall. Insomma, la competitività dei team inglesi non è certamente una casualità, e ben 120.000 persone riempiono gli spalti del circuito di Silverstone, pronte a sostenere scuderie e piloti inglesi.


Ciononostante, pochi giorni prima del Gran Premio, Mike Hawthorn parla con Peter Collins, relativamente al Campionato del Mondo di Formula 1, che il primo intende vincere a qualsiasi costo. E, a tal riguardo, chiede aiuto all'amico, dicendogli:


"Dobbiamo prendere il Campionato del Mondo seriamente, e se tu sei veramente mio amico, devi lasciare Louise a Monte Carlo quando corriamo".


Poiché convinto che la presenza della moglie stesse deconcentrando l'asso britannico; un pensiero condiviso da molti, compreso Enzo Ferrari. Comunque sia, stando alle previsioni degli esperti, in questa corsa la Ferrari non riuscirà a tenere il passo delle rivali dirette; tale stima trova una concreta corrispondenza dopo le qualifiche.


Poiché convinto di non poter far nulla a Silverstone per contrastare le Vanwall, prima della spedizione Enzo Ferrari parla con Tavoni, e gli indica che i piloti saranno liberi di correre, dato che le possibilità di vittoria sono molto basse. Motivo per cui Mike e Peter, domenica mattina, quando chiederanno al direttore sportivo come dovranno comportarsi otterranno come risposta che la Ferrari non è interessata al campionato.


Venerdì 18 Luglio 1958, al termine delle prove ufficiali, Stirling Moss è il più veloce, avendo registrato sul giro la media di 170.26 km/h, seguito dall'americano di Parigi Harry Schell, Roy Salvadori, Mike Hawthorn, Cliff Allison, Peter Collins, Jean Behra, Maurice Trintignant, Joakim Bonnier, Carroll Shelby, e Gerino Gerini. Le medie ottenute dai migliori sono elevatissime, infatti tanto Moss quanto Schell superano il record attuale del giro, ma i nuovi tempi non sono omologabili. In base ai risultati acquisiti nelle prove odierne, Moss, Schell, Salvadori e Hawthorn prenderanno il via della corsa in prima fila.


Tre vetture inglesi differenti e due piloti britannici occupano le prime tre posizioni in griglia di partenza, regalando una gioia immensa ai propri tifosi sulle tribune. Mike Hawthorn, quarto, insegue il rivale per il campionato Moss a un secondo dal tempo del pilota Vanwall, mentre Collins porta la sua Ferrari in sesta posizione, precedendo la Vanwall di Lewis-Evans. Le prime sette posizioni sono occupate da sei piloti inglesi e cinque team differenti, di cui quattro sono sono britannici: una statistica del genere non può non mandare in visibilio il popolo di Sua Maestà. Curiosamente, Bernie Ecclestone si qualifica diciannovesimo, ma lascerà la sua auto a Jack Fairman per disputare la corsa.


Un risultato come questo, allo stesso tempo, preoccupa la Scuderia Ferrari, consapevole che sul circuito di Silverstone non sarà complicato soltanto lottare contro la Vanwall, ma i tempi sul giri messi a segno durante le qualifiche sembrano presagire che sarà un'impresa ardua finire davanti anche a tutte le altre squadre inglesi.


I meccanici della Ferrari possono confidare soltanto in una prestazione stupefacente dei propri piloti, i quali infiammano fin da subito il Gran Premio di Gran Bretagna: Hawthorn è autore di una partenza mediocre, permettendo a Moss di scattare in testa alle venti macchine. Ma improvvisamente, dalla seconda fila Collins, su Ferrari, scatta con furia e nello spazio di poche centinaia di metri supera Moss.


Dai box si pensa, tuttavia, che le Ferrari non potrà sfruttare appieno le loro risorse di velocità ed avrebbero probabilmente accusato una certa usura dei freni; invece queste previsioni si dimostreranno completamente false, e Collins non avrà alcuna difficoltà a mantenere, almeno durante la prima parte della corsa, quando è inseguito disperatamente da Moss, quel vantaggio di due, tre e poi dieci secondi che si è assicurato già nei i primi quattro giri. Lewis-Evans fatica a tenere il passo dei primi tre, mentre Brooks e Schell perdono terreno.


Il trio Collins-Moss-Hawthorn è racchiuso in soli dieci secondi, e la situazione resta pressoché invariata per un quarto di gara. A lungo andare, Moss sembra realizzare che per riprendere Collins sia necessario imporre un ritmo infernale alla sua vettura: i due sono separati da sette secondi e il campione della Vanwall comincia a chiedere enormi sforzi alla propria vettura, portandola costantemente oltre il limite.


Al venticinquesimo giro la monoposto di Moss riscontra una noia al motore, derivata probabilmente dall'eccessivo stress meccanico a cui è stata sottoposta; il campione londinese è costretto al ritiro, dopo che Fairman nel corso del settimo giro (per un problema di accensione), Hill nel diciassettesimo (surriscaldamento), Stacey (surriscaldamento), Bueb (cambio) e Behra al diciannovesimo, e Allison (motore) al ventesimo si erano già fermati.


E' curioso ciò che succede a Jean Behra: il pilota francese, al volante di una B.R.M., investe una lepre che cerca di attraversare la strada, e probabilmente non si rende conto della velocità che queste monoposto possono realizzare. Lungo il rettifilo che la lepre vorrebbe attraversare, le macchine viaggiano a circa 250 km/h. Comunque, un osso della lepre, a quanto pare, si pianta in uno dei pneumatici della macchina di Jean Behra e provoca una diminuzione appena percettibile nella pressione del pneumatico. Questo fatto, spostando il peso della vettura, fa pensare al pilota che la macchina avesse un difetto alla sospensione. Jean Behra si ritira nel corso del ventesimo giro ed i meccanici impiegheranno molto tempo prima di rendersi conto che l'automobile, in realtà, è in condizioni meccaniche perfette.


Per i restanti cinquanta giri la Ferrari di Peter Collins procede in testa, indisturbata, senza che nessun pilota riesca ad impensierirla seriamente. Di fatto l'uscita di Moss materializza la clamorosa doppietta della Ferrari, preoccupato soltanto dalla rottura del motore di Trips nel corso del cinquantanovesimo giro.


Il Gran Premio di Gran Bretagna è così vinto da Peter Collins, al volante di una Ferrari, seguito dal suo compagno di scuderia Mike Hawthorn, che passa così in testa alla classifica del campionato del mondo con 30 punti. Stirling Moss, che era alla pari con lui con 24 punti all'inizio della corsa, e che al principio della stagione di quest'anno sembrava il probabile vincitore del campionato del mondo, come detto ha dovuto abbandonare la gara dopo aver compiuto appena un terzo dei settantacinque giri del percorso, perché la sua Vanwall mandava nuvole di fumo.

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La corsa in sé per sé regala poche emozioni; il duello per il terzo posto tra Salvadori e Lewis-Evans infiamma il finale di gara, e a prevalere è il pilota Cooper, il quale transita sul traguardo con soli due decimi di vantaggio sul pilota della Vanwall. Schell, quinto, conquista i due punti rimanenti da assegnare.

 

Collins ha guato sul circuito, di cui detiene il record, con precisione assoluta, quasi costantemente a tempo di record, tenendo gli avversari a rispettosa distanza. Questa vittoria porta Collins al terzo posto nella classifica del campionato del mondo con 14 punti, ed è ormai certo che quest'anno il campionato sarà vinto da un inglese. Tuttavia, nonostante lo svantaggio di oggi Moss potrebbe ancora raggiungere, durante i prossimi quattro Gran Premi che restano, il collega Hawthorn.

 

E' per altro curioso sapere che prima delal gara Collins chiede a Tavoni quali siano le disposizioni per la gara, e che da quest'ultimo ottiene come risposta:

 

"Dopo la morte di Musso non ci sono piani: ognuno faccia la propria gara".

 

Sicché Hawthorn e Collins si erano messi d'accordo su come procedere:

 

"Peter, nel suo solito e generoso modo di vivere, mi aveva detto che avrebbe fatto qualsiasi cosa avesse potuto fare per aiutarmi a vincere il Campionato del Mondo. La nostra idea era che lui sarebbe scattato in avanti cercando di fare rompere le Vanwall".

 

Ma le cose, come si evince, sono andate diversamente: adesso anche Collins pensa di poter tornare in corsa per vincere il titolo. Terminata la corsa, Mike Hawthorn parla con Romolo Tavoni.

 

"Romolo, oggi ho perso tre punti?"

 

Tavoni risponde:

 

"Certo che li hai persi".

 

Ma Mike insiste:

 

"No, mi riferivo al discorso fatto stamattina...al campionato".

 

Quindi, il direttore sportivo della Ferrari ribatte:

 

"Non possiamo farlo adesso che la gara è finita".

 

Quindi il pilota inglese conclude dicendo:

 

"Hai ragione".

 

Quanto al campionato relativo ai costruttori, dopo i primi sei Gran Premi dell'annata la Ferrari, la Vanwall e la Cooper si trovano con esattamente due vittorie ciascuna.

 

Dopo la gara, Peter e la sua famiglia tornano a casa accompagnati da Tony Brooks e dalla sua fidanzata italiana, Pina Resegotti. Ed è in questa circostanza che Peter cerca di convincere Tony a trasferirsi a Maranello, alla corte di Enzo Ferrari. Ma Brooks dice che non avrebbe potuto lasciare Tony Vandervell, poiché non sarebbe stato corretto...

 

Simone Pietro Zazza

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