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2021-04-20 01:00

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#68 500 Miglia di Indianapolis 1958, i team europei disertano l'appuntamento e corrono la 1000 Chilometri del Nurburgring

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Sul difficile, insidioso circuito del Nurburgring, tracciato da una mano capricciosa attraverso le boscose colline dell'Eifel, si correrà domenica 31 Maggio 1958 la 1000 Chilometri per vetture della categoria sport. E' questa la quarta prova stagionale per il campionato mondiale marche, la cui graduatoria vede al comando la Ferrari con 24 punti, seguita dalla Porsche con 14.

 

Ma praticamente la questione del massimo titolo è ormai risolta a favore della Ferrari, cui è sufficiente o una vittoria o anche soltanto un buon piazzamento per mettersi al sicuro da sorprese nelle rimanenti due prove (24 Ore di Le Mans e Tourist Trophy).

 

Non è dunque tale aspetto della corsa di Adenau a rivestire il maggiore interesse. E' piuttosto il nuovo episodio della lotta tra italiani e inglesi, o meglio tra tecnica italiana e tecnica inglese, a conferire alla 1000 Chilometri un elevato livello agonistico. Da un paio d'anni i costruttori specializzati d'oltre Manica stanno muovendo un attacco metodico alla supremazia delle macchine italiane, e con risultati allarmanti.

 

La sola marca italiana che ancora affronta validamente la più pesante situazione - la Ferrari - deve difendersi su due fronti: in quello della Formula 1 ha perso un certo terreno - se pur non è affatto il caso di parlare di resa; migliore la situazione nelle gare di categoria sport, dove le tre precedenti prove valevoli per il titolo mondiale sono state altrettanti trionfi per le macchine modenesi.

 

Al Nurburgring, contro le quattro Ferrari ufficiali delle coppie Musso-Munaron, Collins-Hawthorn, Gendebien-Hill e Trips-Seidel, le marche inglesi Jaguar e Aston Martin hanno spedito fior di macchine e di piloti. Specialmente temibile appare l'Aston Martin, che quest'anno ha seriamente impegnato le vetture italiane a Sebring, e nella recente Targa Florio ha battuto il nuovo record sul giro, dimostrandosi però altrettanto veloci e maneggevoli quanto piuttosto fragili. Da notare anche che l'Aston Martin ha vinto l'anno scorso proprio qui al Nurburgring a media primato con l'equipaggio Brooks-Cunningham.

 

Meno pericolose sembrano le Jaguar, la cui velocità superiore in senso assoluto è soltanto relativamente importante su un tracciato tanto sinuoso come questo. Né dovrebbero aversi sorprese dalle Porsche e dalle Borgward, macchine tedesche di ottime doti ma svantaggiate dal troppo gravoso handicap di cilindrata (1500 centimetri cubici contro il limite di 3000 centimetri cubici delle vetture italiane e inglesi). Il confronto - e lo dimostrano anche i tempi delle prove ufficiali - sarà dunque un duello tra Ferrari e Aston Martin. Quest'ultima allineerà tre macchine, rispettivamente pilotate da Moss-Brabham, Brooks-Lewis-Evans e da Salvadori in coppia con un conduttore che fino ad oggi non è ancora stato designato dal direttore sportivo del team britannico ed ex corridore Reginald Parnell.

 

La massacrante distanza su cui la corsa si disputerà (quarantaquattro giri del circuito di 22.810 metri, pari a 1003.640 chilometri), nei pronostici degli esperti accorda un certo favore alle macchine italiane, di cui è proverbiale la robustezza, e che vantano collaudatissime doti di potenza e agilità. Le previsioni potrebbero subire un rude colpo soltanto se le Aston Martin dimostrassero di aver superato la loro congenita mancanza di tenuta, cosa tutt'altro che da escludere.

 

Nelle prove di sabato 30 Maggio 1958, Collins risulta il più veloce (9'45"3), ma soltanto di tre decimi di secondo rispetto a Moss (9'45"6): l'equilibrio tra le due macchine è dunque evidentissimo. A seguire, Musso-Munaron (Ferrari) segnano un tempo di 9'45"8, Trips-Seidel (Ferrari) un tempo di 9'50"5, Brooks-Levis-Evans (Aston Martin) un tempo di 9'52"2, e Behra-Schell (Porsche) un tempo di 10'03".

 

Domenica 31 Maggio 1958, approfittando del bel tempo, sin dalle prime ore della mattinata decine di migliaia di persone cominciato a invadere le zone dell'Eifel, attraverso la quale, superando numerosi saliscendi, si snoda il famoso circuito del Nurburgring.

 

Alle ore 9:00 precise lo starter dà il via ai bolidi, suddivisi, a seconda della loro cilindrata, nelle varie categorie. Stirling Moss al termine del primo giro precede di una decina di secondi Hawthorn (Ferrari), Brooks (Aston Martin), Trips (Ferrari), Salvadori (Aston Martin), Behra (Porsche) e Luigi Musso. Nei susseguenti giri Moss aumenta ulteriormente il ritmo della sua andatura e al terzo giro stabilire il nuovo record sul giro per vetture sport in 9'43" netti.

 

Dopo cento chilometri, la corsa si animava nuovamente quando Moss si ferma agli stalli di rifornimento per cedere temporaneamente, come prescrive il regolamento, il volante al compagno Brabham. Di questa sosta approfitta Hawthorn per passare al comando durante alcuni giri della corsa. Tuttavia quando anche Hawthorn si arresta per farsi sostituire da Collins, tutto rientra nell'ordine. Al diciannovesimo giro l'equipaggio Behra-Barth (che con la piccola Porsche di 1500 centimetri cubici è riuscito a inserirsi fra Ie grosse cilindrate mantenendovi in quarta posizione), deve ritirarsi per un'avaria meccanica.

 

A metà corsa, cioè dopo ventidue giri, le posizioni, ormai chiaramente delineate, vedono la coppia Moss-Brabham in testa, seguiti dalle coppie Hawthom-Collins e Trips-Gendebien. Nella seconda parte della corsa Hawthorn sferra improvvisamente una violenta offensiva recuperando circa un minuto nei confronti del leader del vertiginoso carosello. Ma poi, in seguito a uno sbandamento in una curva, perde quasi due minuti compromettendo ogni possibilità di vittoria della Ferrari.

 

A due giri dalla conclusione della corsa l'Aston Martin perde la vettura di Brooks-Evans, ferma lungo il circuito per mancanza di benzina, mentre Gregory esce di pista nelle vicinanze delle tribune a causa della rottura di una balestra. Fortunatamente il pilota americano se la cava con ferite di lieve entità.

 

la 1000 Chilometri del Nurburgring si conclude con la vittoria dell'equipaggio britannico Moss-Brabham su Aston Martin; i posti d'onore sono conquistati dalle Ferrari di Hawthorn-Collins e quella di Trips-Gendebien. Il torinese Munaron, protagonista di una regolarissima prova, si piazza quinto insieme al tedesco Seidel.

 

Stirling Moss, in splendide condizioni di forma, compie un'impresa ammirevole compiendo circa tre quarti della corsa da solo. Partito di slancio, il pilota britannico distanzia di oltre mezzo minuto i suoi più pericolosi avversari prima della fine del terzo giro. Ma la prodezza più sorprendente Stirling la compie fra il quindicesimo ed il ventesimo giro, quando deve ricuperare il tempo perduto dal compagno Brabham salito sull'Aston Martin dopo cento chilometri di corsa.

 

Stirling Moss è l'uomo del giorno negli ambienti dell'automobilismo: il britannico colleziona un alloro dopo l'altro. Il 26 Aprile 1958 ha trionfato nel Gran Premio d'Olanda e alla 1000 Chilometri del Nurburgring si impone, assieme al giovane Brabham, in una delle più difficile gare del continente. Infatti la pista di Adenau, con le sue numerose curve, richiede sforzi quasi sovrumani ai piloti. Nonostante la massiccia offensiva delle Ferrari, classificatesi dal secondo al quinto posto, l'asso inglese ce l'ha fatta.

 

E bisogna aggiungere che il suo compito è stato reso estremamente difficile dal fatto che il compagno di squadra Brabham non è apparso troppo all'altezza della situazione; pertanto, per non compromettere il successo, Stirling Moss è rimasto quasi sempre al volante della verde Aston Martin. Moss ha avuto inoltre il merito di compiere il giro più veloce della giornata.

 

Dopo aver tagliato il traguardo del Nurburgring, Moss riesce a sfuggire all'assalto dei suoi ammiratori e con la giovane moglie - figlia di un industriale canadese - ritorna all'albergo di Adenau dove lunedì mattina rilascia un'intervista:

 

"E' stata una delle corse più impegnative della mia carriera di automobilista. Le Ferrari erano ottimamente preparate. Specialmente l'equipaggio Hawthorn-Collins, classificatosi secondo, mi ha dato parecchio filo da torcere. Vorrei poi rivolgere un particolare elogio a Munaron, che con la sua coraggiosa tenuta di corsa si è laureato un autentico campione".

 

Chi non sa darsi pace è Mike Hawthorn:

 

"Senza quel maledetto testacoda nel corso del trentatreesimo giro, che mi ha fatto perdere oltre due minuti, avrei forse potuto raggiungere nel finale Moss. Ero impegnato in un furibondo inseguimento e dagli stalli di rifornimento mi segnalavano che guadagnavo ogni giro sei o sette secondi nei riguardi dell'Aston Martin".

 

Anche se la Ferrari è riuscita a piazzare le sue quattro vetture ai posti d'onore, l'esito di questa 1000 Chilometri è tutt'altro che soddisfacente per i colori italiani: dopo aver perso la supremazia nel campo dei bolidi di Formula 1, come dimostrano i risultati dei Gran Premi d'Argentina, di Monaco e d'Olanda, sembra ora che la casa modenese debba anche perderla fra le vetture sport. L'Aston Martin si è rivelata chiaramente superiore in fatto di velocità.

 

Le Ferrari dal canto loro hanno palesato eccellenti qualità di resistenza: quattro vetture partite, quattro arrivate. Delle tre Aston Martin, invece, due sono state eliminate per guanti meccanici. C'è però da temere che la posizione della Ferrari si farà ancora più precaria non appena l'Aston Martin avrà potuto eliminare gli inconvenienti lamentati in Germania.

 

Dopo la vittoria dell'Aston Martin di Moss, seguito da quattro Ferrari, la graduatoria per il campionato mondiale sport per marche vede pur sempre in testa la Ferrari con 30 punti, mentre l'Aston Martin è terza, dietro la Porsche. Alla Casa italiana basterà guadagnare ancora due punti per conquistare il titolo.

 

La corsa è tuttavia - purtroppo - funestata da un drammatico incidente quando ormai è praticamente giunta al termine. Mentre stanno giungendo sul traguardo le ultime vetture, viene fatto segno di fermarsi alla Ferrari guidata dal pilota tedesco Erwin Bauer, ma questi non si accorge del segnale. Convinto anzi di poter recuperare alcune posizioni, il pilota accelera ed esce di strada alla curva detta Brunnchen, terminando la propria corsa contro un albero. Bauer, prontamente soccorso, viene trasportato all'ospedale, dove i sanitari riscontrano la frattura del cranio. Le sue condizioni sono disperate.

 

Mentre in Germania si disputa la 1000 Chilometri del Nurburgring, negli Stati Uniti il 30 Maggio 1958 si disputa la 500 Miglia di Indianapolis, quarta gara della stagione 1958 del Campionato mondiale di Formula 1, all'Indianapolis Motor Speedway.

 

For the second year in a row, the starting grid was assembled single-file in the pit lane. The cars were instructed to pull away and assemble into the official eleven rows of three after they entered the racing surface. Confusion occurred on the pace lap, however, as the three drivers of the front row (Dick Rathmann, Ed Elisian, and Jimmy Reece) pulled away, and inadvertently escaped the pace car. The three cars were alone, and rather than wait for the grid to catch up, they rushed around to catch up to the back of the field. Sam Hanks pulled the pace car off the track and into the pits, but chief starter Bill Vanderwater displayed the yellow flag to wave off the start. An extra pace lap was allowed, and the front row re-took their position at the front of the pack. By the time Hanks was ready to pull the pace car back out on the track, the field had re-formed, and Vanderwater gave them the green flag.

 

At the start, Dick Rathmann took the lead in turn 1, Ed Elisian was second, and Jimmy Reece third. As the cars went down the backstretch, they battled into turn three. Elisian spun and took Rathmann to the outside wall, triggering a huge 15-car pileup. Reece braked and was hit from behind by Pat O'Connor. O'Connor's car sailed fifty feet in the air, landed upside down and burst into flames. Several other cars spun to the wall and into the infield. Jerry Unser touched wheels with Paul Goldsmith, and flipped over the outside wall. Unser suffered a dislocated shoulder.

 

Although O'Connor was incinerated in the accident, medical officials said that he was probably killed instantly from a fractured skull. Widely blamed for the accident, Elisian was suspended by USAC for the accident (reinstated a few days later), and was shunned by many in the racing community.

 

Following the accident, race officials announced that they would change the starting procedure, abandoning the single-file trip down pit lane that was used in 1957 and 1958. Also, for the 1959 Indy 500, metal roll bars welded to the frame behind the driver's head were mandated, and helmets were required to pass safety certification by Speedway medical officials.

 

Jimmy Bryan escaped the opening lap crash, and came around to lead the first lap. Eddie Sachs and Tony Bettenhausen also got by unscathed, to run second and third. Due to the crash, the yellow light stayed on for the first 25 minutes (18 laps). Four of the top five starting positions were out of the race from the crash, including polesitter Dick Rathmann, who placed 27th.

 

When the green flag conditions came out, Bryan, Sachs, Bettenhausen, and rookie George Amick all traded time in the lead. There were 14 lead changes in the first half. The second yellow came out on lap 38 when Chuck Weyant crashed in turn 4. Eddie Sachs, a contender in the first quarter of the race, dropped out on lap 68 with transmission trouble.

 

The second half of the race settled down to a battle between Jimmy Bryan and Johnny Boyd, with George Amick also in contention. However, Boyd lost the lead during a pit stop on lap 126. Bryan's team had fast pit stops (three stops for 1 minute and 31 seconds), which allowed him to hold the lead. Rookie A. J. Foyt spun out on lap 149.

 

Bryan led the final 75 laps (139 total) en route to victory. Bryan was victorious in the same car in which Sam Hanks won the 500 a year earlier. Amick, a rookie, stayed within striking distance of Bryan for the last part of the race, but Amick's crew chief decided to accept a safe second-place rather than risk pushing his rookie driver into a mistake.

 

During the race as the news of Pat O'Connor's death spread around the track, the mood among the spectators became somber and glum. Reportedly, some in attendance left the grounds upon hearing the news of the fatality, some never to return.

 

Come già accaduto nelle precedenti edizioni, nessun team europeo si presenta negli Stati Uniti per presenziare alla 500 Miglia di Indianapolis, pertanto il Campionato del Mondo di Formula 1 proseguirà il suo percorso il 15 Giugno 1958, occasione nella quale verrà disputato il Gran Premio d'Europa in Belgio, sul circuito di Spa-Francorchamps.

 

Simone Pietro Zazza

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