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#69 GP del Belgio 1958, Tony Brooks vince con la Vanwall, Hawthorn è secondo con la Ferrari

2021-04-19 01:00

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#69 GP del Belgio 1958, Tony Brooks vince con la Vanwall, Hawthorn è secondo con la Ferrari

Domenica 15 Giugno 1958 si corre sul velocissimo circuito di Spa-Francorchamps il Gran Premio d'Europa e del Belgio, quinta prova del Campionato Mondi

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Domenica 15 Giugno 1958 si corre sul velocissimo circuito di Spa-Francorchamps il Gran Premio d'Europa e del Belgio, quinta prova del Campionato Mondiale di Formula 1. La gara capita in un momento di assoluta incertezza per quanto riguarda la superiorità di una macchina sull'altra: finora le marche inglesi hanno vinto le tre prime prove (Argentina, Monaco, Olanda), due volte con la Cooper, una volta con la Vanwall. Erano stati tre risultati imprevisti, per non dire sconcertanti: ogni volta i pronostici avevano dato come favorita la Ferrari, e ogni volta la macchina italiana non è riuscita a spuntarla, per un motivo o per l'altro.

 

Si vedrà dunque domenica come realmente stanno le cose, e se davvero non ci sarà niente da fare per la Ferrari contro le Vanwall e le B.R.M. (le Cooper dovrebbero essere tagliate fuori dalla lotta, in considerazione delle caratteristiche del circuito di Spa-Francorchamps, dove occorre una potenza che la vetturetta inglese non possiede).

 

L'interrogativo è appassionante, e conferisce un interesse eccezionale a questa Gran Premio d'Europa. La Ferrari porta in Belgio Musso, Hawthorn, Collins e Gendebien, la Vanwall porta Moss, Brooks e Lewis-Evans, la B.R.M. porta Behra e Schell, la Cooper porta Brabham e Salvadori, la Lotus porta Allison. Completano lo schieramento Maria Teresa De Filippis, Trintignant, Gregory, Seidel, Kavanagh, Bonnier e Godia.

 

Si è parlato dei motivi tecnici del Gran Premio d'Europa: su di essi si innestano quelli relativi alle vicende del campionato mondiale conduttori. Ossia la graduatoria vede al comando Stirling Moss con 19 punti, davanti a Musso con 12, Schell con 9, Trintignant con 8, Hawthorn con 7 e Behra con 6. E' facile vedere che una nuova vittoria di Moss darebbe un'indicazione categorica sul buon diritto del pilota inglese a raccogliere l'eredità di Manuel Fangio (e in realtà sarebbe la consacrazione ufficiale di una superiorità che è da tutti riconosciuta). L'eventuale affermazione di un pilota della Ferrari renderebbe invece più incerta e interessante la lotta per la scalata al massimo titolo dell'automobilismo sportivo.

 

In ogni caso, niente deciderà il Gran Premio d'Europa a questo riguardo, dato che le prove titolate in calendario sono ancora sette. Una voce, non si sa quanto informata - vorrebbe che tra Moss, Hawthorn e Collins, cioè i più forti piloti d'oltre Manica, sia intervenuto un accordo per spartirsi in parti uguali i premi vinti da ciascuno di essi.

 

L'accusa è grave, ma si vuole credere sia completamente infondata. Le combine, nello sport automobilistico, sono estremamente rare, per fortuna. In questo caso i danneggiati sarebbero Ferrari e Vanwall, perché è ovvio che la situazione di ogni corsa potrebbe indurre gli interessati a evitare la lotta e quindi a rinunciare alla difesa dei rispettivi colori. Non lo si crede possibile. I piloti d'auto sono estremamente orgogliosi, anche quando hanno raggiunto la celebrità e la sicurezza economica. Stirling Moss, per esempio, dopo parecchi anni di anticamera, non ha mai fatto mistero che la sua massima aspirazione è di diventare campione del mondo. In fondo non gli converrebbe neppure cacciarsi in un ginepraio del genere.

 

Il Gran Premio d'Europa si disputerà su ventiquattro giri del circuito, pari a 338.400 chilometri. Il tempo-record sul giro di 14.100 metri appartiene per la Formula 1 a Moss, su Maserati, alla media di 199.575 km/h; quello assoluto è in possesso di Gendebien su Ferrari 4100 sport a 203.202 km/h.

 

Il circuito di Spa presenta una grossa novità: a causa della tragica scomparsa di Scott-Brown, pilota che nel 1956 prese parte anche al Gran Premio di di Gran Bretagna in Formula 1, durante una corsa di vetture sport, in molti tratti del tracciato sono state inserite barriere metalliche di protezione. Una simile miglioria, unita alla maggiore scorrevolezza fornita ora dal circuito situato nelle Ardenne, dovrebbe garantire tempi sul giro decisamente più veloci rispetto al passato.

 

Nonostante i quattordici chilometri di pista, nel corso degli allenamenti i distacchi tra i piloti sono minimi: Moss, terzo, paga solo mezzo secondo (3'57"6) dal miglior tempo segnato da Hawthorn (3'57"1), un solo decimo lo separa da Musso (3'57"5) e per pochi centesimi di secondo precede la Ferrari di Peter Collins (3'57"7).

 

La Vanwall di Tony Brooks è quinta, a due secondi dal tempo segnato da Hawthorn (3'59"1), e precede di soli due decimi la Ferrari guidata da Gendebien (3'59"3); Stuart Lewis-Evans, con la terza e ultima vettura verde smeraldo, è addirittura undicesimo, a dieci secondi dal tempo più veloce (4'07"2).

 

Già i tempi delle qualifiche bastano per confermare le aspettative sui riscontri cronometrici del Gran Premio d'Europa, nonostante l'utilizzo di carburanti commerciali: basti pensare che nel 1956 Juan Manuel Fangio conquistò la pole con il tempo di 4'09"8, mentre Mike Hawthorn, due anni dopo, è riuscito a segnare un tempo di 3'57"1 e ben sei piloti sono scesi sotto la soglia dei quattro minuti.

 

Ma se le premesse come garanzia di spettacolo sono ottime, la gara riserva i primi colpi di scena ancor prima di cominciare quando il motore della Maserati di Gregory non riesce ad avviarsi, motivo per il quale la partenza viene ritardata. Inoltre, nei minuti aggiuntivi, addizionati dalla direzione gara, il motore della Ferrari di Collins comincia a fumare; è un chiaro segnale di problemi imminenti.

 

Quando la gara parte, il caos regna sovrano: l'ordine della griglia viene fortemente stravolto, con piloti che si ritrovano molto più avanti rispetto alla posizione di partenza, altri più indietro. Nella confusione iniziale Moss balza in testa, precedendo Hawthorn, ma il leader del campionato, probabilmente a causa di un malfunzionamento del cambio, effettua un fuori giri mentre tenta di ingranare la marcia, causando un danno irreparabile al motore della propria Vanwall, e per tale motivo Moss si ritira ancor prima di completare il primo giro. Nonostante questo inconveniente, la Vanwall conquista il comando della gara con Tony Brooks, seguito seguito dalle Ferrari di Hawthorn e Gendebien.

 

Le previsioni, prima dell'inizio della corsa, erano concordemente indirizzate verso un confronto Ferrari-Vanwall, con una lieve preferenza per le macchine italiane, che nell'ultima giornata di allenamenti sono riuscite a sbalordire il pubblico per gli spettacolari tempi realizzati sul giro. In particolare si riteneva che il solo Stirling Moss avrebbe potuto ostacolare la scuderia italiana. Così, quando alla fine del primo giro si vede la macchina color verde cupo dell'asso inglese arrestarsi ai box, e Stirling saltar fuori dal posto di guida con un gesto di stizza, quasi tutta la gente del mestiere esclama:

 

"Questa volta la Ferrari ha la vittoria in tasca".

 

Nel corso del quarto giro, intanto, si ritira Seidel a causa di un problema al semiasse, mentre Gendebien deve arrestarsi alla curva della Source: poco prima il pilota belga ha urtato Lewis-Evans con il suo bolide giallo, e quando riparte sono ormai trascorsi tre minuti. Poi, nel corso del quinto giro si ferma anche Jean Behra, a causa di problemi relativi alla pressione dell'olio.

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Ma, soprattutto, l'impressione che possa vincere il Gran Premio una Ferrari dura poco, dato che Luigi Musso esce di strada al quinto giro e Collins si ferma a sua volta per irrimediabile problemi di surriscaldamento del motore. Luigi Musso esce di pista alla curva Stavelot a 280 km/h, ma, fortunatamente, rimane illeso nonostante il botto pauroso, causato dallo scoppio improvviso di una gomma.

 

Approfittando delle numerose défaillance, Brooks passa al comando della gara, tallonato da Hawthorn che fino al settimo passaggio sembra seguire con relativa facilità il ritmo di corsa impresso dal connazionale. Poi, improvvisamente, il distacco sale: Brooks accelera, mentre Hawthorn sembra voler rinunciare alla rincorsa, preferendo invece mantenere un'andatura prudente, con l'intento di evitare problemi legati alla tenuta degli pneumatici, come quello riscontrato sulla vettura di Musso.

 

Al termine del quindicesimo giro il vantaggio della Vanwall è addirittura di quaranta secondi: dai box segnalano a Brooks di rallentare, e Hawthorn gli si avvicina sensibilmente, battendo anche il record del giro; ma soltanto un guasto meccanico avrebbe potuto mutare il risultato. Così la vettura di Anthony Vandervell consegue la sua seconda vittoria della stagione, apparendo ancor migliorata rispetto all'ultima esibizione, mentre la Ferrari di Hawthorn perde un pistone del motore a duecento metri dall'arrivo, emanando una colta fumata bianca.

 

Chiude terzo Lewis-Evans, ma anche lui passa sotto la bandiera a scacchi con la monoposto danneggiata: il contatto con la vettura di Gendebien ha tranciato il braccio della sospensione e inclinato pericolosamente la gomma; vi è dunque da lodare il coraggio del corridore, dato che su una pista come quella di Spa-Francorchamps è un autentico miracolo riuscire a concludere una corsa senza conseguenze.

 

Sul velocissimo circuito di Francorchamps, alla media di oltre 209 km/h, la Vanwall con il pilota Tony Brooks, considerato in un certo senso un outsider, vince il Gran Premio d'Europa, quinta prova del campionato mondiale per conduttori. Secondo le previsioni era favorita la Ferrari, i cui conduttori durante le prove avevano raggiunto i tempi migliori. La gara, però, ha visto una serie di sensazionali ritiri, corrispondenti ad altrettanti incidenti, per cui ogni aspettativa è andata delusa. E ciò non sia detto solo a proposito dei colori italiani: anche Stirling Moss, considerato il più titolato successore al fuoriclasse Fangio, è stato eliminato dalla lotta fin dal primo giro per la rottura di una valvola. Si noti, a tale proposito, che analogo guasto già toccò alla Vanwall durante il Gran Premio di Monaco.

 

Anche Luigi Musso si è dovuto ritirare, sicché in testa alla classifica per il titolo di campione del mondo si trova tuttora in testa Moss con 17 punti, incalzato con 14 punti dal suo connazionale Hawthorn che, nonostante un'irregolare condotta di gara, ha piazzato al secondo posto la sua Ferrari ed ha realizzato nel giro conclusivo il nuovo record assoluto del circuito in 3'58" 3, corrispondenti alla media di 213.008 km/h.

 

Si registra dunque un'altra vittoria tutta inglese al termine della quinta prova del campionato mondiale conduttori, in un Gran Premio d'Europa che secondo le indicazioni della vigilia avrebbe dovuto costituire la rinascita delle Ferrari. A dire il vero, anche questa volta gli uomini dell'equipe di Maranello sono stati bersagliati dalla sfortuna, ma non sarebbe giusto attribuire a un dotto della sorte la splendida affermazione della Vanwall di Tony Brooks, l'ex meccanico dentista londinese che in un paio d'anni è riuscito a entrare nella ristretta élite degli assi dell'automobilismo. Oltre al primo posto assoluto (è la prima volta che Tony Brooks si afferma in una corsa di campionato mondiale), la Vanwall conquista anche il terzo posto con Lewis Evans.

 

Va infine ricordato e posto in rilievo come si sia classificata al decimo posto la napoletana Maria Teresa De Filippis su Maserati, la prima donna che partecipa ad una gara di Formula 1. Quando si considera la velocità paurosa della gara, si potrà ben comprendere il valore della spericolata automobilista italiana. Un risultato niente affatto disprezzabile, se si considera che la ragazza napoletana partecipava per la prima volta a una gara di Formula 1, e soprattutto che il circuito di Spa-Francorchamps è uno dei più tremendi che esistano per le elevatissime velocità che vi si raggiungono. La media di Maria Teresa è stata superiore ai 190 km/h.

 

Simone Pietro Zazza

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