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#1026 2020 Italian Grand Prix

2021-04-16 01:00

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#1026 2020 Italian Grand Prix

Dopo il Gran Premio del Belgio, conclusosi con un ennesimo successo di Lewis Hamilton, il Circus è ora pronto a spostarti in Italia. Sarà infatti il t

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Dopo il Gran Premio del Belgio, conclusosi con un ennesimo successo di Lewis Hamilton, il Circus è ora pronto a spostarti in Italia. Sarà infatti il tempio della velocità ad accogliere la Formula 1 nel weekend del 4-6 Settembre 2020, dove i piloti si daranno battaglia nel tentativo rallentare il dominio Mercedes. L’Autodromo di Monza è il terzo circuito più antico al mondo dopo Brooklands, oggi in disuso, e Indianapolis. Il tracciato è poi anche la sede storica del Gran Premio d’Italia dal 1950, anno della sua istituzione e quest’anno infatti, come per Silverstone, si celebreranno i settant'anni di attività dell’Autodromo che, tranne che nel 1980, ha ospitato ogni edizione del Gran Premio d’Italia. Il circuito di Monza ha poi anche il primato di essere il più veloce fra quelli utilizzati per il Campionato Mondiale di Formula 1, con una velocità media di 264.362 km/h.

 

L’Autodromo in Italia ha un significato speciale, essendo il simbolo di una delle prime ricostruzioni effettuate dopo la prima guerra mondiale, in un’Italia ancora arretrata e provata dal conflitto. I lavori cominciarono infatti nel 1922 e si conclusero in soli centodieci giorni. Il circuito fu subito inaugurato per le prime gare, fra cui il Gran Premio d’Italia ed il Gran Premio di Monza. Dopo molti anni di utilizzo del circuito originale, con i suoi dieci chilometri, vari incidenti mortali costrinsero ad una riorganizzazione del circuito. Nel 1939 si decide di rifare gran parte della pista, demolendo l’anello dell’alta velocità e modificando la pista stradale, con lavori simili eseguiti anche nel dopoguerra.

 

Nonostante le modifiche, però, il circuito è rimasto fra i più veloci al mondo, e soprannominato per questo motivo il tempio della velocità. Nel corso della prima settimana di Settembre Monza è pronta ad aprire le porte al Circus, per onorare così il tradizionale appuntamento del Gran Premio d’Italia. Il pubblico purtroppo non sarà presente, a causa della pandemia di Covid-19, che continua ad imporre cambiamenti al solito svolgimento della stagione. Ciononostante, gli organizzatori invitano duecentocinquanta persone, tra medici e infermieri impegnati nella lotta alla malattia, ad assistere alla gara.

 

Ma gli italiani, si sa, sono gente creativa e così sugli spalti di Monza qualche spettatore c’è, e anche molto particolare. Si tratta infatti di un’iniziativa di Face for Fun, lanciata a scopo di beneficienza: i tifosi, nei giorni precedenti all’arrivo del Circus, hanno potuto inviare una loro foto da far posizionare poi sugli spalti dell’Autodromo, al costo di quaranta euro. Il ricavato sarà poi devoluto in beneficienza a favore dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani, all’Ospedale Maggiore Policlinico e all’Associazione Brianza per il Cuore ONLUS. Un’iniziativa simpatica, ma soprattutto importante in un momento in cui la solidarietà è necessaria ad andare avanti.

 

Se si scruta bene questo simpatico pubblico si possono riconoscere le sagome di Charles Leclerc e Sebastian Vettel, assieme alla maggior parte del team Ferrari. L’idea viene proprio dal pilota tedesco, che una volta venuto a conoscenza dell’iniziativa di Face for Fun ha scattato foto a settantasei membri del team, caricandole poi sul sito dedicato, assieme ad una donazione personale.

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Alla vigilia del Gran Premio d'Italia, la notizia principale è una e corre veloce: Claire Williams lascerà il ruolo di Team Principal all’indomani della gara italiana. La scuderia fondata quarantatré anni fa da Frank sarà infatti gestita interamente dal fondo Dorilton Capital, che ne ha acquisito la proprietà prima del Gran Premio del Belgio. Nel paddock c’è grande commozione per l’addio della famiglia Williams al mondo delle corse, ma soprattutto tanta riconoscenza per aver contribuito alla storia del Motorsport in maniera indelebile. Oltre a questo, nel corso del weekend la Renault annuncia che a partire dalla prossima stagione cambierà nome e sarà ribattezza in Alpine F1 Team.

 

Nel corso delle ore che precedono le prove in pista, i team si accordano riguardo allo svolgimento dei test pre-stagionali del 2021, che verranno dimezzati. Le squadre hanno deciso di optare per una sola settimana di test invece che due, con solo tre giornate di prova anziché sei. Anche il circuito potrebbe variare: infatti, anziché il tradizionale circuito di Catalogna, i test potrebbero svolgersi sul circuito di Manama, in Bahrain. Nella conferenza stampa pre-gara, a tenere alta l'attenzione ancora una volta sono Sebastian Vettel ed il suo mancato rinnovo con la Ferrari. Il tedesco ancora non ha certezze per il futuro, se non quella di voler accettare un’offerta solamente se proveniente da una scuderia vincente:

 

"Accetterei solo un posto in una squadra che combatte per vincere, ce ne sono altre a parte le tre più grandi. Oppure, smetto. Se gestirei un team? Per ora mi vedo ancora dentro e non fuori una macchina di Formula 1. Poi, esistono anche altre categorie. La Ferrari sta valutando Indycar o Wec? Non lo sapevo, non ho parlato con Mattia ma lo farò, visto che ancora ci parliamo".

 

Vettel poi, guarda al futuro più immediato, in particolare all’ultimo Gran Premio d'Italia che disputerà con la Ferrari:

 

"Sarà strano arrivare in Autodromo e non trovare il pubblico. Un grande dispiacere, ma forse per me sarà meglio. Sarebbe troppo difficile correre davanti ai Tifosi sapendo che è l’ultima volta".

 

È un Sebastian sereno, consapevole, non triste. Alle spalle ha una lunga e vittoriosa carriera, una moglie e tre figli. Sa che qualsiasi dovesse essere, la prossima pagina del libro porterà nuove avventure, che siano da padre o da pilota.

 

"Avrei voluto conquistare qualcosa in più, ma non è successo. Per varie ragioni non abbiamo mai avuto il pacchetto per lottare fino in fondo, ma non sono nostalgico e penso ai prossimi traguardi da raggiungere. Negli anni passati ho detto spesso la mia opinione, che non sempre è stata condivisa, perché penso che un pilota debba guidare ma anche spingere il team nella giusta direzione. Non ho rimpianti, abbiamo vissuto momenti belli e brutti. È stato un privilegio guidare per la Ferrari, tutte le storie finiscono. Il miglior ricordo? Di solito è quello che deve ancora venire, ma in questo caso è diverso. Perciò scelgo la prima vittoria in Malesia, ne sono poi arrivate altre però quella, con l’inno italiano che suonava e tutti i ragazzi sotto il podio, rimane unica per emozioni".

 

Il testimone passa a Leclerc e su di lui, Vettel ha solo ottime parole:

 

"Siamo d'accordo sui problemi che ha la SF1000. È un bravo ragazzo, lavora bene, è uno dei più talentuosi e veloci, merita il credito ricevuto. Il tempo dirà, è giovane. Il Motorsport comunque ha una montagna alta da scalare per continuare a esistere, non basta cambiare i regolamenti. Il mondo evolve in fretta, la Formula 1 non potrà stare in silenzio e chiudere gli occhi".

 

Leclerc, che è legalo alla Scuderia Ferrari fino al 2024, porta pazienza, consapevole che la strada verso la risalita è ancora lunga e tortuosa:

 

"Ci vorrà un po' di pazienza e sono pronto ad aspettare, ma è anche compito mio rendere il più breve possibile questo processo per tornare dove meritiamo di stare. I punti di forza della macchina? Il bilanciamento ci soddisfa. Il terzo posto nella classifica costruttori è un obiettivo raggiungibile? Difficile rispondere ora, dobbiamo aspettare almeno fino al Mugello, una pista dove dovremmo vedere un quadro più realistico del proseguo della stagione. Il weekend di Spa è stato difficile e anche quello di Monza potrebbe esserlo. Il mio lavoro è fare del mio meglio in qualunque situazione ci dovessimo trovare. Ora la cosa più importante è comprendere perché stiamo faticando così tanto. Anche perché comunque ci aiuterà anche per il futuro. Sto lavorando il più duramente possibile, come tutti nel team, per comprendere i problemi e gettare basi solide per il futuro".

 

È più realista invece Vettel, ben consapevole dei limiti della vettura: la SF1000 soffre e soffrirà.

 

"Siamo qui a lottare anche per i tifosi. Cercheremo di fare il massimo, però è difficile crearsi aspettative eccessive a Monza. Speriamo di poter tornare alla normalità però sappiamo anche che questo tipo di piste per la loro natura ci danneggiano. Sarà tutto molto complicato, non avremo il supporto dei fan lungo la pista ma faremo di tutto per mettere insieme il miglior week end di gara possibile. La macchina di quest'anno si basa su quella dell'anno scorso, abbiamo provato a fare un passo in avanti ma ce ne serviva uno più lungo. Adesso la macchina è questa: siamo in una posizione difficile, fatichiamo nella potenza, nell'aderenza e nel telaio. Ci sarebbe piaciuto che il passo in avanti fosse più ampio, ma la macchina è questa e dobbiamo coglierne il massimo".

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Dal Gran Premio d'Italia sarà ufficialmente vietato il Party mode, la mappatura più estrema del motore in qualifica. Una misura applicata dalla federazione per semplificare il controllo delle power unit, già molto complesse, ma che in realtà viene letta come una mossa anti Mercedes. Lewis Hamilton, infatti, ha conquistato molte delle sue pole grazie al bottone magico, ma nonostante ciò non si lascia scoraggiare:

 

"La nuova direttiva è una saga divertente: la FIA dice che lo fa perché così può controllare tutti i team, la Red Bull invece che ha spinto perché fosse approvata. Penso che noi perderemo solo un po', ma non è la fine del mondo. Tutti ci perderanno qualcosa, forse qualcuno più di altri, ma nessuno in particolare".

 

La Mercedes dovrà dunque party mode, ma il margine della W11 sulla concorrenza è tale che nulla cambierà nei rapporti di forza. La conferma giunge dal capo degli ingegneri di pista della Mercedes, Andrew Shovlin, che spiega come il team campione del mondo ha usato il Gran Premio del Belgio come prova generale per i successivi appuntamenti:

 

"Solo quando Verstappen è arrivato a un secondo e mezzo da Bottas al venticinquesimo giro, abbiamo detto ai nostri ragazzi che potevano dimenticare la gestione delle gomme per qualche giro e ottenere un po' di vantaggio. Avevamo già in mente la gara di Monza e volevamo portare i motori il più freschi possibili nella nuova era. Ogni giro al massimo ci sarebbe costato di più in seguito".

 

È invece consentita, sempre da questa gara, la modalità sorpasso, ovvero una modalità di utilizzo della power unit che viene utilizzata in gara durante un sorpasso o quando è richiesto un supplemento di potenza.

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Per questo Gran Premio la Pirelli ha deciso di portare mescole C2, C3 e C4, aumentando però la pressione minima degli pneumatici: la casa italiana impone un aumento di pressione minima per le gomme anteriori, che passano da 23.5 psi a 26 psi, superiori anche alle prescrizioni inviate per le gare di Silverstone, mentre per le gomme posteriori la pressione aumenta di 0.5 psi, passando a 21.5 psi.

 

Rimanendo in tema gomme, i test Pirelli sugli pnemautici della prossima stagione si svolgeranno sul circuito di Portimão, durante la seconda sessione di prove libere del venerdì del Gran Premio del Portogallo, che segna il suo ritorno nel calendario mondiale a distanza di ventiquattro anni dall'ultima gara disputata sul circuito di Estoril. I piloti dovranno provare due differenti specifiche per trenta minuti. Ammette Mario Isola, responsabile Motorsport Pirelli:

 

"Ovviamente abbiamo raccolto parecchie informazioni da Silverstone e Spa, e abbiamo deciso di postporre i test che erano in programma per Silverstone e per Barcellona per ridisegnare alcuni prototipi. L'idea è quella di rivedere leggermente la costruzione per il prossimo anno. Sarà un test di appena trenta minuti, forniremo differenti mescole a differenti team cercando di collezionare quanti più dati possibili e definire le gomme per il prossimo anno. Ovviamente è una nuova pista, e non abbiamo dati, ma da adesso in avanti ce ne saranno parecchie di piste nuove perciò potevamo solo decidere su quale effettuare il test e Portimao è una pista molto severa sulle gomme, dove troveremo probabilmente tempo buono. Peraltro non potevamo scegliere Imola perché è un evento di due soli giorni, né il Nurburgring in quanto troppo freddo, e neanche il Bahrain, perché si svolge dopo la nostra deadline del 1° Novembre 2020. Per questo l'abbiamo scelto Portimao per i nostri test".

 

Originariamente questi test sarebbero dovuti andare in scena in occasione del secondo appuntamento di Silverstone, nel Gran Premio del 70º Anniversario, ed a Barcellona, nel Gran Premio di Spagna. Dopo le problematiche agli pneumatici emerse nella seconda gara inglese, i test sono stati posticipati, scegliendo il circuito portoghese.

 

Isola parla molto anche delle scelte per i futuri Gran Premi annunciati, soprattutto per la doppia gara del Bahrain, che si svolgerà su due piste con layout totalmente differenti. La scelta di Pirelli sarà quella di portare lo stesso tipo di mescole:

 

"Secondo le simulazioni che abbiamo realizzato l'usura sarà differente, ma abbiamo comunque deciso di portare la stessa scelta per entrambe le gare, in ogni caso uno step più morbide rispetto allo scorso anno, quando potammo C1, C2 e C3 ma nessuno utilizzò le C1, e questa è una decisione presa anche prima del Covid. Porteremo probabilmente C2, C3 e C4 anche per il Bahrain-2, pensiamo che la C5 sia una gomma troppo aggressiva per questo genere di pista e per l'asfalto molto abrasivo di Sakhir. Non sarà un grande problema, avremo due gare differenti, comunque ne stiamo ancora parlando con FIA e Formula 1".

 

Rispetto alle edizioni precedenti, a Monza la FIA installa dei sensori cronometrici all'uscita della Variante della Roggia e della curva Parabolica. Ogni volta che il pilota passerà oltre il cordolo o andrà oltre la linea bianca, la squadra verrà informata tramite un messaggio sul sistema ufficiale dei tempi. Alla terza volta che questa cosa accadrà, il pilota riceverà la bandiera bianca e nera e ogni altro taglio sarà valutato dai commissari sportivi. Tom Kristensen è nominato commissario aggiunto da parte della FIA; Il pilota danese ha già svolto tale funzione anche in passato, l'ultima al Gran Premio del Giappone 2019.

 

In occasione del Gran Premio d'Italia, George Russell indosserà un casco speciale tricolore. Oltre a questo Gran Premio, verrà utilizzato anche nella gara successiva, nel Gran Premio della Toscana al Mugello. Anche il britannico Lando Norris sfoggia un casco speciale, con un richiamo della livrea a base di pizza, mentre Antonio Giovinazzi utilizza un casco colorato di bianco e azzurro, rappresentate lo stivale italiano partendo dalla sua regione, la Puglia. Infine Sebastian Vettel, al suo ultimo Gran Premio d'Italia alla guida della Ferrari, utilizza un casco speciale: il disegno rimane il medesimo, ma, oltre al fondo che diventa cromato, compare sulla calotta la bandiera italiana per omaggiare i tifosi della Scuderia Ferrari.

 

Dopo l'incidente avvenuto nel Gran Premio del Belgio, l'Alfa Romeo Racing decide di non sostituire il telaio della vettura di Antonio Giovinazzi, mentre la Renault monta il terzo motore nuovo sulla vettura affidata a Daniel Ricciardo. Infine vi è da sottolineare che l'israeliano Roy Nissany prenderà il posto di George Russell alla Williams, nel corso della prima sessione di prove libere del venerdì.

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Venerdì 4 Settembre 2020 splende il sole sopra l’autodromo, in una giornata caratterizzata da 30° centigradi di asfalto e 23° centigradi di temperatura dell’aria. Alle ore 11:00 inizia la prima sessione di prove libere del weekend. Sebastian Vettel e è il primo a scendere in pista, seguito da Lando Norris e Romain Grosjean. Nei primi dieci minuti di prove quasi tutti i piloti scendono in pista per il giro d’installazione, ma nessuno completa un giro cronometrato. Gli unici a rimanere ai box sono per ora Albon, Verstappen e Hamilton.

 

Il primo a concludere un giro cronometrato è Kimi Raikkonen, seguito da Alex Albon che con un tempo di 1'22"280 (con gomme Medium) si porta al comando della sessione. Arriva poi Lewis Hamilton con gomme Hard, che s’inserisce in seconda posizione. Dietro di loro, Raikkonen, Leclerc e Ricciardo. La seconda posizione andrà poco dopo a afavore di Valtteri Bottas, che con gomme Hard si porta a 0.125 dal tempo segnato da Albon.

 

Per Sebastian Vettel invece non è un buon inizio, a causa di un bloccaggio di entrambe le gomme anteriori. Poco dopo Lance Stroll si porta in terza posizione, mentre Hamilton detta il ritmo del gruppo con un tempo di 1'21".676. Valtteri Bottas prova a recuperare, ma il suo giro viene cancellato perché il finlandese va oltre i limiti della pista alla curva Parabolica. Stroll quindi lo passa, portandosi brevemente in seconda posizione, prima che Max Verstappen s’inserisca al suo posto con gomme Hard. Bottas però ci riprova, e stavolta riesce a portarsi in prima posizione grazie ad un tempo di 1'21"657.

 

Subito dopo Max Verstappen finisce contro il muro in uscita alla variante Ascari e le prove vengono interrotte, sebbene l’olandese riesca ad uscire da solo dalla ghiaia inserendo la retromarcia. Dopo un paio di minuti la sessione riparte ed il primo a tornare in pista e Kimi Raikkonen, seguito da Grosjean e Magnussen. Entrano poco dopo in successione Nissany, Bottas, Hamilton e Albon con gomme Soft. Il finlandese mantiene la leadership con un giro di 1'20"703, distanziando di 0.245 il compagno di squadra. Al terzo posto segue Albon.

 

Le due Ferrari scendono in pista con gomme Medium, e mentre Charles Leclerc riesce a conquistare un decimo posto, Vettel è in fondo alla classifica, solamente diciannovesimo. A venti minuti dalla fine della sessione cala momentaneamente il silenzio in pista, in vista della classica simulazione di gara, che si effettua con più benzina a a bordo delle vetture. Il primo ad uscire dai box è Antonio Giovinazzi con gomme Medium, seguito da Hamilton e Bottas.

 

Poco più tardi anche il resto dei piloti scende in pista, con le vetture preparate in assetto da gara. A poco meno di cinque minuti dalla fine non si registrano particolari miglioramenti nei tempi, visto che tutti i piloti effettuano dei long-run, anziché segnare un tempo da qualifica. Alle ore 12:27 la sessione s’interrompe in anticipo a causa di una neutralizzazione causata dall'uscita di pista di Pierre Gasly, che è andato in testacoda portando della ghiaia all'interno del circuito.

 

Al termine delle FP1 in testa alla classifica vi è come di consueto la Meredes. Stavolta il miglior tempo è però segnato da Valtteri Bottas, con un tempo di 1'20"703, seguito da Lewis Hamilton a 245 millesimi di secondo. Al terzo posto ancora una volta segue la Red Bull, unica vettura in grado di competere con le Frecce Nere, o almeno di provarci.

 

Stavolta però, a sorpresa, a inserirsi alle spalle delle due Mercedes non è Verstappen, ma Albon. L’olandese, infatti, è incappato in un errore a metà sessione, riuscendo però a riprendersi e a tornare in pista. in generale, tutte le vetture motorizzate Honda hanno mostrato ottima competitività, dato che Daniil Kvyat si è piazzato al quinto posto e Pierre Gasly al sesto, nonostante un piccolo testacoda. Le Ferrari invece, ancora una volta si trovano ad annaspare, a causa dell'undicesimo tempo segnato da Charles Leclerc, a 1.2 secondi dal leader, metre è addirittura penultimo Sebastian Vettel.

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L’attenzione si sposta ora alla seconda sessione di prove libere, dove i team testeranno ancora una volta il passo gara, assieme a qualche simulazione di qualifica. La temperatura dopo pranzo continua ad aumentare, salendo a 26° centigradi di temperatura dell’aria e 44° centigradi di asfalto.

 

Alle ore 15:00 in punto riprende l’attività in pista e, come previsto, George Russell torna a prende il suo posto al volante della sua Williams. Dopo i primi cinque minuti di silenzio, i primi a scendere in pista sono Kimi Raikkonen e Romain Grosjean, seguiti da Kevin Magnussen e Antonio Giovinazzi. Il primo a segnare un tempo cronometrico è Raikkonen, che con gomme Medium chiude in 1'22"959. Dopo di lui Alex Albon, al volante della Red Bull, comincia la seconda sessione di prove con il piede giusto: il tailandese segna il miglior tempo provvisorio in 1'22"806.

 

Vari piloti conquisteranno di qui a poco la leadership, fra cui Stroll e Gasly. Anche Leclerc e Vettel terminano il loro primo tentativo con gomme Medium e Hard, finendo rispettivamente undicesimo e quattordicesimo. Nel corso dei successivi minuti la direzione gara decide di cancellare il tempo di Leclerc, andato larga alla Parabolica. Il monegasco scivola quindi in quattordicesima posizione, seguito da Vettel.

 

Nel frattempo si migliora Pierre Gasly, che abbassa il limite della pista a 1'21"578. Dietro di lui Stroll, Ricciardo, Perez e Sainz Jr. Ma la vera attesa è per Max Verstappen e le due Mercedes, che sono ferme ai box. Qualche minuto dopo Lewis Hamilton scende in pista e, come prevedibile, segna il miglior tempo in 1'21"085 con gomme Medium. In seconda posizone si attesta Valtteri Bottas con gomme Hard, proprio mentre Verstappen si posiziona al terzo posto con gomme Medium.

 

Poco dopo Lewis Hamilton si lancia in un nuovo giro cronometrato e abbassa ulteriormente il suo precedente tempo, registrando un crono di 1'29"645. Ad otto decimi di secondo di ritardo segue Bottas, che a sua volta precede Gasly e Verstappen. Dopo tre tentativi anche Verstappen riesce a mettere a segno un buon tempo, scavalcando Gasly e portandosi quindi in terza posizione.

 

Dopo la prima mezz’ora di prove libere tutti i piloti rientrano ai box per prepararsi alla simulazione di qualifica, ad eccezione di Hamilton e Bottas, entrati in ritardo rispetto ai compagni. Il primo a tornare in pista è Carlos Sainz Jr. con gomme Soft, mentre Lando Norris sembra avere qualche problema tecnico, e rimane per questo motivo fermo ai box. Sainz Jr. si porta in terza posizione, a 668 millesimi da Hamilton. Dopo di lui si lanciano anche Giovinazzi, Raikkonen, Grosjean, Russell e Latifi. Giovinazzi, in particolare, mette a segno un buon giro, poiché viene trainato dalla scia di Kimi Raikkone davanti a lui, posizionandosi in sesta posizione.

 

Al momento in pista la situazione è caotica, al punto che Bottas viene avvisato via radio della presenza contemporanea di almeno quindici macchine. Proprio il problema dell’affollamento potrebbe presentarsi anche in qualifica, visto il tentativo di ogni pilota di trarre un vantaggio dalla scia di chi lo procede. Dopo aver montato gomme Soft nuove, Lewis Hamilton torna in pista e si riprende la testa della classifica grazie ad un tempo di 1'20"192. A 262 millesimi segue Valtteri Bottas, che precede Verstappen con oltre un secondo di vantaggio.

 

E' buona anche la prestazione della Ferrari, grazie al tempo di 1'21"503 segnato da Leclerc, settimo, e un tempo di 1'21"733 segnato da Vettel, dodicesimo. Ancora una volta però, i sensori all’uscita della Parabolica giocano brutti scherzi ed il tedesco si vede cancellato il tempo per esser andato largo. Stessa sorte toccherà anche ad Albon, anticipando quello che probabilmente sarà un argomento di dibattito importante nel pre-gara.

 

Dopo mezz’ora dalla ripartenza, finalmente torna in pista anche Lando Norris con gomme Medium. Nel frattempo, Gasly conferma le buone qualità dell'auto segnando un tempo che gli garantisce il terzo posto. Buona prestazione anche per l’Alpha Tauri di Daniil Kvyat, sesto. Piccolo errore invece per Carlos Sainz Jr., che finisce fuori pista alla prima curva di Lesmo danneggiando leggermente la sua ala anteriore.

 

L’ultima mezz’ora, come di consueto, è dedicata alla simulazione del passo gara. Lewis Hamilton segna un tempo di 1'24"156, posizionandosi davanti a Bottas e Verstappen. Nel secondo giro, invece, qualche imprecisione sul cordolo della Variante della Roggia lo porta a segnare un tempo di 1'26"500. Al giro successivo Max Verstappen si migliora, mentre Bottas monta gomme Soft e segna il giro più veloce, 1'23"820.

 

Ad un quarto d’ora dalla fine della sessione sventola bandiera gialla sul circuito, dopo che Sebastian Vettel perde il controllo della SF1000 all’altezza della Lesmo, finendo contro le barriere con l’ala posteriore. Il tedesco riuscirà a tornare da solo in pista, lasciando però qualche detrito lungo il percorso. La sessione riprende dopo un paio di minuti ed Hamilton si porta in testa al gruppo grazie ad un tempo di 1'24"4, seguito da Bottas con 1'24"7 e Verstappen con 1'24"8, segnati con gomme Soft.

 

Per le Ferrari, invece, non è un buon momento: dopo l’uscita di pista di Sebastian Vettel, anche Charles Leclerc finsce largo alla prima Lesmo, lamentandosi via radio di avere una macchina troppo difficile da guidare. A dieci minuti dalla fine Hamilton, Bottas e Verstappen rientrano ai box per effettuare un veloce pit stop: il britannico monta gomme Medium, mentre il finlandese e l'olandese optano per l'utilizzo delle gomme Hard. Ne approfitta Lando Norris, che dopo aver perso la prima parte di sessione s’inserisce al terzo posto con un tempo di 1'21"089, rubando così il posto a Pierre Gasly. Alle ore 16:30 sventola la bandiera a scacchi, decretando così la fine delle attività per questo venerdì.

 

La seconda sessione di prove libere conferma in primis la grande stabilità delle Mercedes, con Lewis Hamilton che si riporta al comando dopo aver lasciato al compagno di squadra la prima posizione nelle prime prove libere della giornata. Ottima prova anche per Lando Norris, che nonostante gli iniziali problemi tecnici ha saputo poi sfruttare l’ultima mezz’ora, e si è imposto come il primo degli inseguitori della Mercedes.

 

Buona prestazione anche per le vetture motorizzate Honda, fino ad ora estremamente inaffidabili. Il motore è indubbiamente potente, ma riuscire a prevedere quando e se sarà costante è una scommessa che il box Red Bull si trova spesso a dover perdere. Anche le Alpha Tauri si posizionano bene, con Pierre Gasly quarto a 929 millesimi di secondo da Hamilton, e Daniil Kvyat settimo, a 1.1 secondi dal primo posto. Quinta posizione per Verstappen, forse un po' sottotono rispetto ai suoi risultati abituali, ma comunque sulla buona strada per effettuare una buona qualifica.

 

Ancora una volta invece, sono da dimenticare le prestazioni della Ferrari: Charles Leclerc conclude la sessione nono, mentre Sebastian Vettel è soltanto dodicesimo. I test sono stati incoraggianti per quanto riguarda le qualifiche, per cui le Ferrari potrebbero provare a lottare per un ingresso in Q3; tuttavia è preoccupante il passo gara, dove entrambi i piloti hanno mostrato estrema difficoltà.

 

Nel consueto briefing del venerdì il responsabile Pirelli per il Motorsport, Mario Isola, parla dei dati emersi dalla prima giornata di prove:

 

''Il delta tra le tre mescole è di circa mezzo secondo, in linea con quello che ci aspettavamo. Abbiamo visto che i team hanno provato la gomma Hard al pomeriggio, e questo ci fa pensare che possa essere un'opzione considerata per la gara, specialmente se farà caldo come oggi. Non abbiamo riscontrato alcun problema di blistering o graining, anche se dobbiamo ancora verificare tutte le gomme. Come sempre a Monza i team proveranno a concludere la gara effettuando una sola sosta e per questo abbiamo cambiato le pressioni, specialmente davanti. Sono più alte di 2.5 punti rispetto al 2019 (26.0 psi mentre al posteriore saranno 21.5 psi), e questo è dovuto alle simulazioni che abbiamo avuto dai team durante l'anno. Aspettiamo la telemetria per confermare questa scelta, ma credo che lo faremo, visto che siamo rimasti sorpresi da quanto le auto siano migliorate nell'arco di un solo anno sulla stessa pista''.

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La giornata di sabato a Monza si apre col sole, 26° centigradi di temperatura dell’aria e 36° centigradi di tracciato. Nella terza sessione di prove libere vedremo ancora qualche piccolo aggiustamento delle monoposto in vista della gara di domenica. E, soprattutto, i piloti effettueranno le ultime prove sul giro da qualifica.

 

Alle ore 12:00 si accende la luce verde del semaforo e comincia la terza ed ultima sessione di prove libere del Gran Premio di Monza. Il primo a scendere in pista è Antonio Giovinazzi, seguito da Raikkonen, Grosjean, Norris, Magnussen e Gasly. Per il momento però, sono tutti giri d’installazione. Dopo dieci minuti dall’inizio della sessione, regna ancora il silenzio in pista, con molti piloti addirittura ancora fuori dalle rispettive monoposto.

 

Alle ore 12:15 finalmente qualcuno si affaccia in pista: è Carlos Sainz Jr., che con gomme Medium va a segnare il primo giro cronometrato della sessione. Qualche minuti dopo la sessione prende ufficialmente il via, e tutti i piloti scendono in pista. Vettel, Leclerc, Bottas e Hamilton provano le gomme Soft, mentre Vestappen monta le Medium.

 

Nei primi giri messi a segno, Sainz Jr. tenta di migliorarsi, ma Daniel Ricciardo riesce comunque ad imporsi. Subito dopo entrano in scena le due Mercedes, con Hamilton che si porta presto al comando con un tempo di 1'20"658, e Bottas a 116 millesimi dal pilota britannico.

 

Quasi a metà sessione Charles Leclerc rischia di causare un grosso incidente con Lando Norris, ed infatti si scusa subito: il monegasco non ha probabilmente visto il britannico all’uscita della Parabolica, andando così vicino a causare un contatto fra i due. Ocon, Perez e Verstappen intanto ne approfittano per montare gomme Medium nuove, con l’olandese che subito dopo si porta a tre decimi di secondo da Hamilton. E' poi però Valtteri Bottas a portarsi al comando con un tempo di 1'20"622, al suo secondo tentativo con questo set di gomme. Dura poco però la supremazia del finlandese, perché Verstappen riesce a fare addirittura meglio delle due Mercedes e prende così la prima posizione con un tempo di 1'20"456.

 

A mezz’ora dalla fine, tutti i piloti tornato ai box per un cambio gomme, in vista delle simulazioni di qualifica. Finora la gomma più performante sembra essere la Medium, come confermato anche dai tempi segnati da Verstappen, Ocon, Perez, Stroll e Norris. Anche la Soft sembra tuttavia poter concedere buone prestazioni, ed è stata infatti utilizzata da Bottas, Hamilton, Kvyat, Gasly e Ricciardo.

 

Il primo a tornare in pista è Sainz Jr., con le stesse gomme Medium utilizzate ad inizio sessione. Dopo lo spagnolo scendono in pista anche le due Mercedes con gomme Soft nuove, e subito tentato un primo giro da qualifica: 1'20"089 per Bottas, che si porta così al comando della sessione. Hamilton invece ha dovuto abortire il suo tentativo a causa di un passaggio un po' sporco all’uscita della Prima Variante. Ciononostante il britannico si migliora velocemente e si mette alle spalle del compagno di squadra, mentre si lanciano Verstappen e le due Ferrari, tutti con gomme Soft. Il monegasco riesce inaspettatamente a conquistare la quinta posizione, mentre Vettel è a tre decimi e mezzo dal compagno di squadra, poiché è stato lui a dargli la scia e quindi di fatto a trainarlo. La sorpresa dura però poco, perché presto arriva Norris a prendere la seconda posizione, seguito dalla Renault di Daniel Ricciardo. Dietro di loro stazionano Hamilton e Verstappen, che non si è migliorato nonostante l'utilizzo di gomme Soft nuove.

 

A dieci minuti dalla fine della sessione Daniel Ricciardo causa una momentanea interruzione: l’australiano esce di pista e parcheggia la sua monoposto alla Variante della Roggia a causa di un problema tecnico. La sessione riprende a soli tre minuti dalla fine, quanto basta per spingere i piloti ad effettuare un giro cronometrato con gomme Soft nuove. Alle ore 13:00 terminano dunque le terze prove libere del weekend, lasciando ora spazio ai preparativi per le qualifiche del pomeriggio.

 

Valtteri Bottas chiude la sessione al primo posto, provando così a mettere pressione al compagno di squadra in vista delle qualifiche. Ottimo inizio di giornata anche per Lando Norris e Carlos Sainz Jr., entrambi presenti nelle prime posizioni. Mattinata sottotono invece per Daniel Ricciardo e le due Red Bull, il primo fermato a causa di un problema tecnico, e le due monoposto del team olandese scivolate in sesta e settima posizione. Undicesima posizione invece per la Ferrari di Charles Leclerc, mentre Sebastian Vettel è solamente quindicesimo, preannunciando quindi una qualifica dura per le due monoposto di Maranello.

 

Il problema principale da cui guardarsi sarà quello verificatosi l’anno scorso durante le qualifiche, dove svariati piloti furono richiamati per aver rallentato il giro di lancio, formando così un trenino, nel tentativo di prendere la scia di chi era davanti. Per evitare lo stesso intoppo la direzione di gara imporrà un tempo minimo per il giro di lancio, sotto il quale si verrà richiamati per rallentamento del traffico. Già Charles Leclerc, durante le libere, si è lamentato svariate volte di svariati piloti che procedevano troppo lentamente, mentre Lewis Hamilton si è trovato bloccato da un gruppo di vetture lente alla Parabolica e per superarle è dovuto passare quasi sull’erba, correndo quindi un gran rischio. Il problema sembra dunque tutto tranne che risolto, preannunciando qualifiche movimentate.

 

È anche importante ricordare che da queste qualifiche, per il resto del campionato, sarà vietato modificare le mappature del motore, eliminando la cosiddetta party mode. La mossa annunciata dalla FIA per poter tenere sotto controllo più facilmente le power unit, è sembrata diretta particolarmente ai motori Mercedes, che del party mode ne hanno fatto un’arma. Toto Wolff però non è per niente turbato da questa modifica, certo delle ottime prestazioni della monoposto tedesca:

 

''Penso che non ci manchi la prestazione al sabato. Abbiamo faticato in alcune gare in cui eravamo piuttosto limitati con la modalità più potente del motore, e se la Formula 1 dovesse vietarla, allora penso che ci aiuterà in gara. Se riesci ad evitare di danneggiare il tuo motore in quei pochi giri di qualifica, le metriche dei danni scendono drasticamente. Quindi cinque giri di modalità qualifica non fatti ci danno venticinque giri in più di prestazione in gara. Anche se in qualifica ci può svantaggiare di più, cosa di cui non sono sicuro e comunque si tratterebbe di un paio di decimi, poi svantaggerà tutti allo stesso modo. Noi siamo sempre molto al limite di ciò che possiamo estrarre dalla power-unit e se dovessimo essere limitati nella modalità in qualifica, allora vorrà dire che saremo più forti in gara''.

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Nel pomeriggio il meteo rimane stabile e soleggiato come in mattinata, e alle ore 15:00 tutto è pronto per dare il via alla prima sessione di qualifiche. Il primo a scendere in pista è Leclerc, seguito da Grosjean, Vettel, Magnussen, Russell, Latifi e Giovinazzi. Il monegasco si lamenta via radio per l’eccessiva velocità di Vettel nel giro di lancio. Il pilota tedesco della Ferrari si porta al comando per un attimo con un tempo di 1'21"151, mentre il tempo di Leclerc viene cancellato dopo che il monegasco esce largo all’uscita della Parabolica.

 

Dopo i primi cinque minuti scendono in pista anche Bottas e Hamilton con gomme Medium, e nonostante la mescola svantaggiosa si posizionano in testa al gruppo: 1'19"539 per Hamilton, con Bottas a 247 millesimi. Seguono Perez, Sainz, Gasly, Norris, Stroll, Verstappen, Ricciardo e Kvyat, mentre gli esclusi sono Raikkonen, Latifi, Leclerc, Gasly e Magnussen. Charles Leclerc non è l’unico a cui viene cancellato un tempo: anche Gasly e Grosjean sono soggetti a questo tipo di penalità.

 

Vettel, ora undicesimo, decide di rimanere ai box in vista della Q2, mentre Leclerc è in pista per un secondo tentativo con gomme Soft nuove. Il monegasco mette a segno un tempo di 1'20"606, mentre Vettel scala al diciassettesimo posto e deve quindi effettuare un nuovo tentativo. A cinque minuti dalla fine tutti i piloti sono fermi ai box, e gli esclusi dalla Q2 sono Grosjean, Vettel, Giovinazzi, Russell e Latifi. Dopo un paio di minuti la pista si anima, e tutti i piloti - in fila l’uno dietro all’altro - escono dai box per tentare un ultimo giro cronometrato.

 

Grande traffico quindi, come previsto: Ocon, Raikkonen, Vettel e le due Williams sono tutti in lotta per una posizione in Q2 ma proprio per questo si ostacolano involontariamente tra loro, portando anche ad un’investigazione nei confronti di Ocon, Latifi e Raikkonen. Alle ore 15:18 termina la prima sessione di qualifiche e tra gli esclusi dalla Q2 vi è, a sorpresa, Sebastian Vettel, che non riesce ad andare oltre la diciassettesima posizione. Assieme a lui, gli esclusi sono Grosjean, Giovinazzi, Russel e Latifi, mentre passa il turno Albon.

 

Alle ore 15:25 si riparte con la seconda sessione di qualifiche, dalla durata di quindici minuti. Tutti i piloti scendono in pista per il primo tentativo con gomme Soft, ed il primo a segnare un crono è Lewis Hamilton, che abbassa ulteriormente il record della pista portandolo a 1'19"092. Bottas è a tre decimi da lui, con Sainz e Verstappen subito dietro. A sette minuti dalla fine, i piloti a rischio esclusione sono Kvyat, Ocon, Leclerc, Magnussen e Raikkonen. A tre minuti dalla fine tutti i piloti ripartono per effettuare un ultimo tentativo, con Norris che si lamenta via radio del caos creatosi in pista. Alle ore 15:40 sventola la seconda bandiera a scacchi di queste qualifiche, decretando così l’esclusione dalla Q3 di Kvyat, Ocon, Leclerc, Raikkonen e Magnussen. Bottas, invece, ne approfitta per sottrarre il record ad Hamilton, grazie ad un tempo di 1'18"952.

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Alle ore 15:48 si comincia con gli ultimi dodici minuti di qualifiche, al termine dei quali conosceremo il nome del poleman del Gran Premio d'Italia. A contendersi le prime cinque file sono le due Mercedes, le due Racing Point, le due Red Bull, le due McLaren, la Renault di Ricciardo e l'AlphaTauri di Gasly. Il più veloce nel suo primo tentativo è ancora Hamilton, che segna un tempo di 1'19"068, tenendo dietro il compagno per appena 53 millesimi. Il primo degli inseguitori è Perez, a sei decimi, seguito da Verstappen, Sainz, Norris, Ricciardo, Gasly e Stroll.

 

Albon e Ricciardo sono gli unici a girare con gomme Soft usate, e per il momento questo pare penalizzarli rispetto al resto del gruppo. A cinque minuti dalla fine tornano tutti in pista per effettuare un ultimo tentativo, e Lewis Hamitlon non perde occasione per stupire nuovamente: 1'18"887 per il britannico, che abbassa così il suo stesso record e conquista la pole position numero novantaquattro in carriera. Il giro più veloce del britannico è, inoltre, quello con la media più alta nella storia del campionato mondiale di Formula 1, con 264.362 km/h. Seguono Bottas, Sainz Jr., Perez, Verstappen, Norris, Ricciardo, Stroll, Albon e Gasly.

 

Il re dei record continua quindi ad essere il pilota britannico, impossibile da raggiungere, dopo aver infilato l’ennesima pole position segnando il giro con la media oraria più veloce della Formula 1. È inarrestabile Lewis Hamilton, che si dice contento di questo nuovo successo e del grande lavoro di squadro portato in pista:

 

"Tutto il team ha lavorato alla grande oggi. Siamo stati tutti bravissimi a valutare bene quando era il momento di uscire in pista. Non è stato semplice oggi dato il grandissimo rischio di traffico e per conquistare la pole era praticamente necessario un super giro pulito. Sono riuscito a mettere insieme due ottimi giri e sono soddisfatto di me stesso. Valtteri però e stato altrettanto bravo e mi sono preoccupato date le leggere modifiche fatte prima delle qualifiche. Tutto però è andato per il meglio on vista di domani".

 

Parlando delle difficoltà in Parabolica e alla Ascari, a causa del bassissimo carico aerodinamico, Hamilton aggiunge:

 

"Ho avuto modo di girare molte volte a Monza, e in certi anni ho avuto vetture con ancora meno carico aerodinamico. Con queste temperature non è stato difficile affrontare queste curve in modo rapido e perfetto. Abbiamo toccato velocità eccezionali pur mantenendo una grande stabilità. Un po' di oscillazioni le ho avvertire nelle curve più lente, ma lì è tutta questione di valutare la velocità di ingresso giusta per poter uscire forte e spingere sui lunghi rettilinei".

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Il compagno di squadra si accontenta invece del secondo posto, valutando la performance complessiva positivamente:

 

"Siamo stati molto vicini per tutte le sessioni in termini di tempo, mezzo decimo è davvero poco. Per tutto il week-end, sono uscito davanti a Lewis, ma non sono certo che la scia abbia fatto enormi differenze. Forse lui ne ha avuto un piccolo beneficio, ma comunque il secondo posto non è male, ma quando sei davanti non puoi guadagnare sui rettilinei".

 

È contento anche Toto Wolff della sua Mercedes, che come previsto non ha sofferto per il divieto della party mode:

 

"Sono molto soddisfatto della nostra prestazione di oggi. Sia Hamilton che Bottas hanno fatto un grande lavoro in qualifica ma alla fine Lewis è riuscito a spuntarla. Oggi è stato molto interessante poiché è la prima volta che ci qualifichiamo dopo l’abolizione delle modalità da qualifica per il motore. Quindi oggi niente party mode ma il risultato ha dimostrato che il duro lavoro di tutto il team ha dato i suoi frutti, il che ci mette in un’ottima posizione per la gara di domani".

 

Giornata non brillante invece per le Red Bull, con Verstappen che non va oltre il quinto tempo, mentre il compagno di squadra Albon si attesta in nona posizione. È un Verstappen deluso quello che commenta queste qualifiche, parlando di difficoltà strutturali riguardo sulla performance della macchina:

 

"È un weekend difficile questo, infatti fatichiamo già da ieri. Sembra che facciamo fatica a trovare il perfetto equilibrio con un basso carico aerodinamico sulla macchina. Diventa più difficile resistere in curva e ci manca il grip, il che ci ha portato oggi in quinta posizione. Abbiamo provato molte cose, tra ieri e oggi. Prima aumentato e poi diminuito il carico delle ali, abbiamo anche provato a stravolgere il bilanciamento dell’auto, ma alla fine i tempi sono sempre gli stessi. Questo significa che non abbiamo trovato la miglior soluzione, per la vettura a Monza. Come se non bastasse, stiamo faticando anche sui rettilinei. È stato incredibile in qualifica, mi avvicinavo a chi mi stava davanti in uscita di curva, ma poi sui rettilinei mi staccavano. E’ troppo facile dire che il motore Honda non vale quello della Mercedes, ma invece la realtà è un’altra. La monoposto ha qualche problema in termini di assetto e questo ci porta ad avere meno grip. Forse siamo troppo scarichi ed è facilissimo perdere il posteriore. In gara normalmente siamo un po’ più competitivi e penso che domani sia ancora possibile un podio. Fare di più sarà impossibile. Non sarà facile superare e siamo tutti molto vicini dalla terza alla decima posizione, ma mi aspetto che possiamo ancora lottare per la terza posizione".

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Per la Ferrari invece, è un bene che non ci siano gli spettatori a Monza: lo spettacolo sarebbe stato impietoso, specie se si pensa al risultato straordinario dello scorso anno. Lo sa bene Sebastian Vettel, che commenta così quanto accaduto in qualifica:

 

"Il grosso problema è stato il traffico oggi. Alcuni hanno iniziato a superare e si è generato un blocco infernale sul tracciato soprattutto nell’ultimo lancio. Credo che oggi l’errore principale è stato quello di uscire dai box così vicini agli altri, ma ovviamente i giochi ormai sono fatti e non c’è modo di rimediare ora. Ci siamo trovati bloccati, non avrei potuto fare nulla di diverso se non cercare dello spazio impossibile però da guadagnare in quelle fasi così concitate. La gara è domani, sarà dura per noi come ci aspettavamo, ma mai dire mai. Vedremo di risalire e dare il massimo come sempre".

 

Per il compagno di squadra Leclerc questa pista è molto importante, poiché nel 2019 è riuscito a vincere e a godersi il meritato bagno di folla. Il monegasco è consapevole che la macchina ha limiti importanti, e che la tredicesima posizione è la migliore possibile in queste condizioni:

 

"Avevamo pianificato tutto bene. Sapevamo sin la Q1 che la scia è essenziale in questa pista. Ho valutato bene con tutti gli ingegneri quando e dove uscire quindi non posso dire che siamo usciti impreparati. In termini di risultato speravamo di poter essere più avanti, ma non posso dire di essere deluso dati i limiti strutturali della macchina. Il giro è stato buono e anche il distacco dalla vettura che mi tirava è stato giusto. Abbiamo valutato molte cose col team, non è un buon progresso ma dobbiamo essere fiduciosi nel futuro. Rimanere motivati è fondamentale".

 

Parlando delle strategie in vista della gara, il monegasco aggiunge:

 

"La scelta delle gomme può aiutarci domani, ma anche altri davanti a noi faranno delle scelte libere di mescole e quindi potrebbe risultare difficile superare soprattutto nelle prime curve di gara. Vedremo quello che succederà".

 

A commentare la pessima giornata per la Ferrari è anche il suo direttore sportivo, Laurent Mekies:

 

''Sicuramente è difficile, lo sappiamo, non è una sorpresa, sappiamo che la situazione è molto complicata, e il nostro focus è proprio provare a costruire un altro futuro e trovare nuove soluzioni che ci permettano di uscire da questo periodo. A questo pensiamo oggi, nessuno è soddisfatto ovviamente, ma il focus non può essere sulla qualifica di oggi ma su come uscirne. Le nostre difficoltà si vedono su tante piste diverse, per noi è il momento di concentrarsi su come fare una macchina più competitiva per il futuro. Quando sei al sabato sera e la macchina è quella che è, la nostra posizione in griglia è quella che è, il nostro dovere è solo quello di provare a sfruttare domani qualsiasi opportunità di gestione gomme o strategica, ma che questo ci porti a una posizione nei punti o meno lo capiremo solo domani. Stasera studieremo quale gomme montare e cercheremo di capire quali potranno essere le possibilità strategiche''.

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La domenica mattina il sole spende su Monza, ed il paddock si affolla di team e piloti pronti a combattere per mettere in pausa almeno per oggi il dominio Mercedes. Come di consueto, la Pirelli rilascia indicazioni precise sulla strategia gomme, consigliando come miglior tattica quella con una sosta, per cui si partirebbe con le Soft, per poi montare le Medium attorno al ventinovesimo giro. Altrimenti si potrebbe optare anche per una partenza con le Soft, per poi passare alle Medium verso il trentunesimo giro.

 

Anche una strategia Medium-Hard potrebbe funzionare, portando però ad uno svantaggio significativo in partenza rispetto a chi monterà le Soft. I primi dieci piloti arrivati fino in Q3 partiranno tutti con gomme Soft, ed è per questo probabile che optino per la prima strategia. Partiranno con gomme Medium Raikkonen, Magnussen, Grosjean, Giovinazzi, Russell e Latifi, mentre solo Kvyat e Vettel scelgono le gomme Hard.

 

Alle ore 15:10 è tutto pronto e le monoposto partono per il giro di formazione. Tre minuti più tardi, alle ore 15:13, comincia il Gran Premio d’Italia. Al via Sainz Jr. scavalca Bottas, partito molto lentamente. Hamilton invece scappa via senza grossi problemi, dettando il ritmo per il resto del gruppo. Anche Lando Norris, nel frattempo, si fa vedere su Bottas con un sorpasso eccezionale all’esterno della Variante della Roggia, posizionandosi così al terzo posto, mentre Perez e Ricciardo hanno la meglio su Bottas. Il finlandese cerca di giustificarsi per la pessima partenza, lamentandosi via radio di una foratura, o qualcosa che non va sulla monoposto.

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Hamilton comanda la corsa, seguito da Sainz Jr., Norris, Perez, Ricciardo, Bottas, Stroll, Verstappen, Ocon, Gasly, mentre la partenza è stata abbastanza anonima per i due piloti della Ferrari, che rimangono nelle rispettive posizioni: tredicesimo Leclerc e diciassettesimo Vettel.

 

Nel corso del terzo giro Verstappen si riprende la posizione su Stroll alla Prima Variante, proprio mentre gli ingegneri della Mercedes avvisano Bottas che sulla sua monoposto è tutto a posto. Magnussen sceglie intanto di fermarsi già ai box per montare gomme Hard, mentre Verstappen si riporta alle spalle di Bottas.

 

Giunti al settimo giro si vivono attimi di paura per Sebastian Vettel. Il tedesco comunica via radio il malfunzionamento dei freni, mentre le fiamme iniziano a divampare sulla parte posteriore sinistra della monoposto. Vettel, impossibilitato a frenare, va largo alla Parabolica e successivamente taglia la Prima Variante, centrando in pieno i pannelli di polistirolo. Dopo appena sette giri termina così l’ultimo Gran Premio d’Italia di Sebastian Vettel con la Ferrari, che, anziché lasciare il circuito, continuerà a guardare il resto della gara dagli spalti.

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Nel frattempo Hamilton porta il suo vantaggio su Sainz Jr. a cinque secondi, mentre Perez va all’attacco di Norris per il terzo posto. Bottas rimane invece indietro, tenendo un ritmo abbastanza mediocre. Nel corso del nono giro Albon riceve una penalità di cinque secondi per non aver lasciato spazio a Grosjean nel tentativo di sorpassarlo, e dovrà quindi sostare più a lungo ai box quando effettuerà la sosta. Dopo i primi dieci giri Hamilton continua a comandare la gara, seguito da Sainz Jr., Norris, Perez, Ricciardo, Bottas, Verstappen, Stroll, Ocon e Gasly: il britannico, in testa al gruppo, continua ad aumentare il gap nei confronti dei suoi inseguitori, portandolo ora a 7.2 secondi da Sainz Jr. Poco più tardi Bottas e Verstappen provano a minacciare Ricciardo, approfittando della zona DRS, mentre l’australiano è a 1.1 da Perez. La Mercedes di Bottas inizia però a soffrire di problemi di surriscaldamento, costringendo quindi il finlandese ad uscire dalla scia di Riccardo per raffreddare la monoposto.

 

Giunti al diciannovesimo giro Charles Leclerc torna ai box per montare le gomme Hard, poco dopo aver subito un sorpasso da parte di Albon ed essere scivolato in quattordicesima posizione. Nel momento in cui sta rientrando in pista, però, la gara viene neutralizzata, dato che Magnussen si ritira per problemi tecnici, parcheggiando la vettura all’uscita della Parabolica. La posizione rende complesso il recupero della macchina e per questo viene chiamata in pista la Safety Car. Si apre così una fortunata finestra per effettuare i pit stop, ma stranamente in pochi ne approfittano: rientra Hamilton per montare gomme Medium, mentre proseguono Sainz Jr., Norris, Perez, Ricciardo, Bottas, Verstappen, Stroll, Ocon, Kvyat, Albon, Grosjean e Russell. Il motivo è presto svelato: a causa della posizione della macchina di Magnussen la pit lane è stata momentaneamente chiusa, ma Hamilton - che sottolinea via radio la sua perplessità al suo ingegnere di pista - invogliato da quest'ultimo rientra ugualmente ai box, così come Giovinazzi.

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Al ventitreesimo giro viene riaperta la pit lane ed i piloti cominciano la classica serie di soste. Al momento della ripartenza gli unici a non essersi fermati sono Stroll, Gasly, Giovinazzi, Raikkonen e Leclerc, che occupano rispettivamente le posizioni che si intervallano dalla seconda alla sesta. Al primo posto rimane invece Hamilton, che scappa subito al comando. Ma la sua fuga dura poco, poiché Charles Leclerc finisce contro le protezioni alla Parabolica, a seguito di un incidente molto violento. Il monegasco perde il controllo in accelerazione, non riuscendo così a far nulla per diminuire la forza dell’impatto. Per fortuna Leclerc risponde via radio ai suoi ingegneri dopo pochi secondi, tranquillizzandoli sulla sua condizione di salute, ed esce dalla macchina con le proprie gambe. Ne consegue la sospensione temporanea della gara, per dare il tempo ai commissari di sistemare le protezioni, rimaste danneggiate dopo il violento colpo.

 

Mentre si aspetta il via libera per la ripartenza, alle ore 15:54 la direzione gara comunica la decisione di infliggere dieci secondi di penalità a Giovinazzi per l’ingresso in pit lane, nonostante questa fosse stata chiusa, e poco dopo uno Stop&Go di dieci secondi ad Hamilton per lo stesso motivo. Investigato senza conseguenze anche Lando Norris, colpevole di aver rallentato eccessivamente per prendersi spazio in vista del doppio pit-stop delle due monoposto McLaren. Poco dopo la direzione di gara stabilisce che la partenza sarà data alle ore 16:20 dalla griglia di partenza, con ventisette giri ancora da percorrere. Mentre i piloti aspettano, Lewis Hamilton discute animatamente con i suoi ingegneri, per poi decidere di recarsi dai commissari per chiedere spiegazioni relative alla penalità inflitta, accompagnato dalla fida assistente Angela Cullen. Fatto ciò, il britannico è costretto a tornare in fretta alla sua monoposto, a bordo di un monopattino, per ripartire pochi minuti più tardi.

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Alla ripartenza, la scelta delle gomme da utilizzare per completare questo ultimo stint di gara ricade principalmente sulle Medium. Partiranno invece con le gomme Hard Hamilton, Albon e Grosjean, mentre con Raikkonen, Giovinazzi e Ocon riprenderanno il ritmo con gomme Soft. Dalle prime dieci posizioni scatteranno Hamilton, Stroll, Gasly, Raikkonen, Giovinazzi, Sainz Jr., Norris, Bottas, Latifi e Ricciardo. Allo spegnimento dei semafori parte male Stroll, che scivola in quinta posizione, mentre in testa al gruppo Hamilton scappa, seguito da Gasly. Sainz Jr. passa Strollo alla Lesmo 1, ma il pilota canadese si riprende la posizione alla curva Ascari. Tre minuti dopo la ripartenza, Hamiton decide di fermarsi e scontare la penalità, tornando in pista in diciassettesima ed ultima posizione.

 

A partire dal ventinovesimo giro, a sorpresa Pierre Gasly guida il Gran Premio d'Italia. Seguono Raikkonen e Giovinazzi, che deve però ancora scontare la penalità, poi Sainz Jr., Stroll, Norris, Bottas, Ricciardo, Ocon e Kvyat. Verstappen, in grande difficoltà e fuori dalla top ten, al trentunesimo giro si ferma ai box e si ritira. Anche le due Mercedes non riescono ad avere un buon ritmo, poiché Bottas è bloccato in sesta posizione e Hamilton in quindicesima. Raikkonen intanto cerca di difendere la seconda posizione dagli attacchi di Sainz Jr., già in zona DRS. Ma a Monza, al contrario di quanto si crede, non è facile sorpassare. Lo sa bene anche Russell, costretto a tagliare la chicane dopo un tentato sorpasso su Grosjean. Sainz Jr. riesce infine ad avere la meglio su Raikkonen alla Parabolica, prendendosi così la seconda posizione. Poco dopo Raikkonen si fa passare anche da Stroll, Norris e Bottas.

 

A tredici giri dalla fine Gasly si mantiene saldamente al comando del gruppo, con 3.1 secondi di vantaggio su Sainz Jr. Lo spagnolo, però, guadagna qualche millesimo ad ogni giro, portandosi presto a 2.5 secondi, dovendo tuttavia guardare Stroll dietro di lui, minaccioso. La scelta di Raikkonen di montare gomme Soft si rivela disastrosa: il finlandese viene passato anche da Ocon e Kvyat. Al quarantanovesimo giro Sainz Jr. si porta a 1.2 secondi da Gasly, mentre Hamilton passa Perez e si prende la nona posizione, per poi scavalcare anche Kvyat. Lo spagnolo chiede di poter utilizzare il massimo della potenza della power unit ai suoi ingegneri, in vista dell’assalto finale, ma Gasly risponde guadagnando qualche decimo di secondo sul suo inseguitore. Arrivati all’ultimo giro, Sainz Jr. tenta di aprire il DRS ma Gasly si difende bene in curva 1, rimanendo al comando.

 

Pochi altri metri e l’impensabile diventa realtà: Pierre Gasly vince il Gran Premio d'Italia, in una gara condotta magistralmente per quasi venticinque giri. Dodici anni dopo la straordinaria vittoria di Sebastian Vettel sotto una pioggia incessante, una vettura di Faenza torna a trionfare in Italia. Prima vittoria in carriera per il francese, così come allora fu per Vettel. Non è solo una dimostrazione di talento quella di Pierre Gasly, ma anche di grande resilienza. Lui, che dopo la retrocessione dalla Red Bull, e ancor di più la morte di un grande amico, non mai ha smesso di credere nel suo talento.

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Dietro di lui completano il podio un delusissimo e commosso Sainz Jr., assieme a Stroll, seguiti da Norris, Bottas, Ricciardo, Hamilton, Ocon, Kvyat e Perez. Chi oggi si aspettava qualcosa di diverso dal solito dominio Mercedes, sicuramente mai avrebbe pensato a questo. Oggi è la giornata del riscatto di Pierre Gasly, in una gara tanto caotica quanto sorprendente. È bastato molto poco per aprire la pista al francese: una partenza maldestra da parte di Bottas e un errore di strategia per Hamilton.

 

Delusione quindi in Mercedes, ma grande festa a Faenza. Il team anglo-tedesco ha pagato l’assenza di una mappatura del motore in grado di agevolare i sorpassi, come visto durante la grande rimonta di Lewis Hamilton, ma ancora peggio è andata alle due Red Bull, che non riescono a sfruttare la giornata negativa della Mercedes: Albon è solo quindicesimo e penultimo, mentre Verstappen si è ritirato per problemi tecnici quando si trovava comunque in difficoltà alle spalle di Bottas. In una Monza senza tifosi e senza Ferrari, l’inno di Mameli trova lo stesso il modo di farsi sentire. Ci riesce grazie a Pierre Gasly, entusiasta, ma ancora incredulo, quando si trova a commentare ai microfoni di David Coulthard il risultato ottenuto in gara:

 

"Onestamente è incredibile, non mi rendo neanche conto di quello che è successo. La gara è stata davvero folle, siamo riusciti a sfruttare al massimo la bandiera rossa. La macchina era veloce, ne avevamo di veloci anche dietro di noi però abbiamo attraversato così tante emozioni in questi diciotto mesi. Al primo podio l’anno scorso mi sono detto wow…e ora la prima vittoria, qui a Monza. Fatico a rendermi conto. Non ho parole davvero, questo team ha fatto tanto per me: mi ha dato la mia prima opportunità in Formula 1 e il mio primo podio, io ho dato loro la mia prima vittoria. Non posso descrivere quanto sono felice. Non so ringraziare abbastanza tutti, AlphaTauri, Honda. E’ una giornata fantastica. Primo francese a vincere dal 1996? E’ vero. Era tanto tempo che non c’era una vittoria francese ed è una cosa che avrei sempre voluto cambiare, ma non mi aspettavo che potesse arrivare adesso, con l’AlphaTauri. Abbiamo lavorato per migliorare passo dopo passo e sono troppo felice".

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Dietro di lui giunge secondo Carlos Sainz Jr., contento per la gara ma deluso per non aver ottenuto una vittoria in cui ha creduto molto:

 

"Grandissimo risultato, ma sono a metà deluso da questo secondo posto. Pensare di aver avuto la possibilità di lottare per la vittoria è incredibile. Ci siamo arrivati vicinissimi. In una gara normale saremmo stati felicissimo di un secondo posto dietro Lewis, perché avevamo un ottimo passo. Questo è quello che meritavamo, ma con Pierre davanti mi sono detto: come è successo? Abbiamo avuto sfortuna con la Safety Car ma siamo riusciti a recuperare bene con la bandiera rossa. Sono molto contento del secondo posto, siamo stato veloci tutto il weekend, ho dominato il resto della griglia facilmente oggi e sono molto felice di questo. Concludere a tre o quattro decimi da Pierre, dopo essere ripartiti e aver rimontato. Dobbiamo essere fieri del passo della macchina. Senza bandiera rossa avrei chiuso secondo dietro Lewis oggi, ma è andata così".

 

Chiude il podio Lance Stroll, ottenendo un risultato prestigioso che mancava da qualche anno:

 

"Sono contento. Era da qualche anno che non salivo sul podio, è stato bello tornarci. La gara è stata davvero folle, sono felice per Pierre, credo che abbia meritato questo risultato, è partito benissimo ed è stato costante fino all’ultimo giro. Questo risultato è per certi versi un po’ una delusione perché potevo forse fare qualcosa di più, però non avevo assolutamente aderenza in partenza e mi hanno superato in tanti. Ho lottato con Sainz Jr., l’avevo passato e poi lui mi ha ripassato di nuovo, Lì abbiamo perso un po’ di tempo in battaglia, ma sono comunque contento di questo terzo. Oggi la vittoria non era lontana ma il terzo non è un brutto risultato. Ripartenza? Bizzarro. Non siamo abituati ad un intervallo a metà gara. Ma sono contento di aver conquistato il podio".

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Anche Giancarlo Minardi, storico fondatore della scuderia omonima, che nel corso degli anni di nomi ne ha cambiati molti, non può che essere fiero della sua eredità:

 

"Io non c'entro più nulla con quest'avventura motoristica, ma non posso che essere contento per il risultato di oggi, sono stato subissato di telefonate e messaggi: non me l'aspettavo. Se penso al nostro capannone dove tutto è nato, accanto c'era la fabbrica del Tavernello. Oggi la mia vecchia fabbrica è stata sostituita da una nuova, che hanno tirato su a pochi metri di distanza. E sì, Tavernello c'è sempre".

 

Dopo di lui, infatti, c’è chi nel sogno di Minardi ci ha creduto e investito, rimanendo in Italia:

 

"Vado a memoria: avrò lasciato un'azienda con un centinaio di persone, ora sono triplicate e forse anche più. Molti dei miei vecchi collaboratori sono andati in pensione, sono passati quindici anni e nel Motorsport è una era. Ma sono felice che la mia eredità sia questa che vedo oggi, e faccio i complimenti a Franz Tost e al lavoro di tutto il suo staff".

 

Per quanto riguarda la penalizzazione inflitta ad Hamilton, il direttore di gara Michael Masi difende l’operato degli steward dalle accuse di chi ha ritenuto troppo severa la penalità:

 

"Ne avevamo anche parlato nel briefing pre-gara"

 

Sostenendo, inoltre, come le informazioni sulla pit lane chiusa fossero visibili ai piloti sui pannelli luminosi posizionati alla Parabolica ma anche a disposizione delle squadre sui monitor dei tempi e delle comunicazioni della direzione gara. La penalità è stata dunque frutto di un errore del team Mercedes, non pronto ad avvisare Hamilton.

 

Ma, al di là della penalità, a far discutere è anche la scelta di Lewis di recarsi personalmente dai giudici di gara a discutere della sanzione approfittando della bandiera rossa causata dall’incidente di Leclerc. Anche in questo caso, il Michael Masi spegne le polemiche:

 

"Sinceramente non ero lì con gli steward ma, da quello che ho capito, Lewis ha accettato la penalità dopo aver rivisto le immagini sui monitor. La sua corsa in direzione gara? Non ci sono divieti di questo tipo nel regolamento ma, fortunatamente, non accade così spesso che una corsa venga sospesa con una bandiera rossa. In ogni caso, la politica dei nostri commissari è quella delle porte aperte. Quando qualcuno ha delle domande, loro sono sempre pronti a dare spiegazioni".

 

Dal suo punto di vista, il Team Principal Toto Wolff analizza la situazione ammettendo:

 

"Vi è stata una strana sequenza di eventi che forse avremmo potuto prevedere. Le decisioni prese erano molto insolite, ma erano assolutamente nel rispetto delle regole. Si è creata un po’ di confusione nell’esposizione dei segnali di chiusura della pit lane, che di fatto hanno rovinato la gara di Lewis. Non sono contento per quanto accaduto, ma dobbiamo accettarlo".

 

E Lewis Hamilton, con molta onestà, al termine di una gara molto complessa commenta:

 

"Diciamo che ho limitato i danni. Non abbiamo realizzato un buon lavoro nel complesso. Abbiamo sbagliato malamente nel momento del pit stop e l’abbiamo pagata a caro prezzo. Io sinceramente non avevo visto il segnale di chiusura della pit-lane e con il muretto non ci siamo capiti. Imparerò e impareremo da un passo falso simile. Ad ogni modo ho concluso settimo e con il giro più veloce in gara. Direi che non potevo fare di più, anzi non pensavo di poter nemmeno arrivare in zona punti ripartendo con quasi mezzo minuto di distacco. A livello generale direi che sono soddisfatto, Max Verstappen ha chiuso a zero punti, per cui tutto ok a livello di classifica".

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E' bruttissimo, forse più del previsto, il weekend della Scuderia Ferrari. Vettel, costretto ad andare contro le barriere di polistirolo per fermarsi, non lo nasconde:

 

"È stato un incubo peggiore di quanto mi aspettavo, non so cosa sia successo, ma è un incubo. È molto difficile per noi piloti e per tutto il team ma siamo in questa situazione e dobbiamo cercare di fare il meglio che possiamo per avere un finale degno di stagione. Abbiamo tanto lavoro da fare e dobbiamo concentrarci su questo. È chiaro che se potessi scegliere non vorrei essere qui, ma in macchina e non in fondo al gruppo ma davanti. A volte però non puoi scegliere e devi fare i conti con la realtà. È triste ma dobbiamo farlo. La mia ultima a Monza? Credo sia positivo che non ci siano i tifosi, ma la vita è questa è dipende sempre da che parti la guardi. A livello personale non ci sono tanti aspetti positivi. Dobbiamo tenere la testa alta e guardare avanti e agli aspetti positivi, anche se sono pochi. Il prossimo gran premio? Non possiamo aspettarci tanto, nelle ultime gare abbiamo faticato a far andare la macchina al cento percento. Spero che al Mugello vada meglio, ma le aspettative sono molto basse. Speriamo si avere un weekend tranquillo e senza guai. Questo sarebbe già un buon punto di partenza".

 

Leclerc arrabbiatissimo, anche perché sa di averci messo del suo nell'incidente:

 

"Ho chiesto troppo alla macchina? Non lo so, forse sì. Ho dato il massimo io e basta. La macchina era difficile da guidare, ho fatto un errore e adesso dobbiamo migliorare. Sono due weekend difficili, in questo momento è molto difficile. Spero che la prossima gara al Mugello sarà meglio, sulla carta è così. Ora ho tre-quattro giorni per recuperare. Sto bene? Più o meno".

 

Ma il team principal della Ferrari, Mattia Binotto, oltre a non nascondere la delusione, non promette nulla di buono in previsione del Gran Premio di Toscana:

 

"E' la peggior conclusione possibile di un weekend difficile. Non c'è nulla di peggio di non finire la gara, specie per un problema di affidabilità come per Vettel. Non dobbiamo dimenticare ma imparare dai nostri errori, questa stagione ci insegnerà qualcosa per il futuro. Il Mugello? E' una gara importante per noi, ma dopo due week end così promettere qualcosa diventa difficile. La dirigenza? I confronti sono continui, lo faremo ancora e sempre in modo costruttivo".

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Si conclude così un Gran Premio d'Italia speciale, con il podio più pazzo nella storia della Formula 1 recente. Per la Ferrari è l'ennesima giornata da dimenticare: era da molto tempo che entrambe le monoposto di Maranello non tagliassero il traguardo a Monza. Ora c’è solo da sperare che nel prossimo appuntamento al Mugello, per il millesimo Gran Premio della Scuderia Ferrari, il team possa riprendersi.

 

In un giorno così difficile per la Ferrari, bisogna mettere da parte la frustrazione e analizzare i fatti con freddezza e lucidità. L'amministratore delegato della Ferrari, Louis Camilleri, continua a giurare fedeltà a Mattia Binotto, e questo perché l'ingegnere svizzero c’entra effettivamente poco con la disfatta momentanea della Ferrari. Le radici di questo disagio sono ben più profonde e vanno cercate molti anni prima, nell’era del post Schumacher, quando la Formula 1 imboccò la strada del motore ibrido. A quei tempi, mentre la Mercedes convertì l'intera produzione abbracciando questa nuova tecnologia, la Ferrari proseguì la produzione di motori endotermici. Con sei anni di vantaggio, quindi, è chiaro il perché la Mercedes sai oggi così inarrestabile, con un motore nettamente superiore rispetto agli avversari.

 

È il momento ora di spostarsi e dirigersi verso la prossima tappa, del tutto inedita. Domenica 13 Settembre 20200, infatti, si correrà al Mugello per la prima volta nella storia della Formula 1, su di una pista pensata per le due ruote e momentaneamente adattata per le monoposto. Si prevede quindi una gara interessante, assieme alle celebrazioni per il millesimo Gran Premio disputato dalla Scuderia Ferrari. Magari, chissà, sarà quello il weekend della rinascita.

 

Desirée Palombelli

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