image-448

#67 1958 Netherlands Grand Prix

2021-04-21 00:00

Array() no author 82025

#1958,

#67 1958 Netherlands Grand Prix

Lunedì 26 Maggio 1958, a soli otto giorni dal Gran Premio di Monaco, si disputerà a Zandvoort il Gran Premio d'Olanda, terza prova del Campionato Mond

e70439a2dc0cbce63642f088aab5e9caef191emv2-1620339838.jpg

Lunedì 26 Maggio 1958, a soli otto giorni dal Gran Premio di Monaco, si disputerà a Zandvoort il Gran Premio d'Olanda, terza prova del Campionato Mondiale di Formula 1. La vicinanza delle due corse è in contrasto con le norme del Codice sportivo internazionale, che prescrive un intervallo di almeno quindici giorni tra due gare valevoli per il titolo. Ma la Commissione sportiva internazionale ha chinato il capo di fronte agli organizzatori olandesi e la corsa si farà. A nulla sono valse le sacrosante proteste della Ferrari, che aveva persino minacciato di dare forfait.

 

Quindici giorni tra una prova e l'altra non soltanto consentono ai costruttori di rimettere in ordine le macchine, ma sono soprattutto indispensabili ai piloti per riprendere l'equilibrio psichico che ogni corsa tende a indebolire. Ma evidentemente la Csi non ha autorità sufficiente per far rispettare il regolamento. Il Gran Premio d'Olanda è comunque atteso con molta curiosità dopo lo sconcertante risultato della corsa monegasca di domenica scorsa.

 

Per tutti i team in gara si tratterà di confermare o smentire o modificare le impressioni destate a Monte Carlo. Il circuito di Zandvoort, tracciato tra alte dune di sabbia, ha caratteristiche ben differenti da quello cittadino del minuscolo Principato: pur essendo decisamente movimentato, consente velocità nettamente superiori, e soprattutto maggiori risorse ai piloti. Per esempio è difficile, per non dire impossibile, che la Cooper vi trovi possibilità di impiego così favorevoli come a Monte Carlo, mentre è probabile che la Ferrari riesca questa volta a esprimere tutte le sue qualità. Quanto alle Vanwall e alle B.R.M., in base ai rilievi dell'ultima prestazione, si dovrebbe trarre la conclusione che non è sufficiente una settimana per completare una messa a punto ancora incerta. A meno che i cedimenti verificatisi domenica non riguardino semplici dettagli facilmente ovviabili.

 

Se i motivi tecnici del Gran Premio d'Olanda sono dunque solo relativamente interessanti (lo saranno certo di più tra un mese, quando i costruttori avranno risolto i problemi emersi in queste prime corse della stagione), una sicura importanza la gara avrà sotto il profilo sportivo, cioè nello sviluppo della lotta per il titolo mondiale, che attualmente ha in Luigi Musso il capoclassifica con 12 punti, contro gli 8 di Moss e di Trintignant. A Zandvoort questa graduatoria potrebbe prendere contorni più precisi, e definire se, come indicano le previsioni degli sportivi, il confronto si circoscriverà quest'anno tra Musso e Stirling Moss.

 

Il circuito di Zandvoort misura 4.193 metri. Dovrà essere percorso settantacinque volte per complessivi 314.475 chilometri. Il record appartiene dal 1956 (negli ultimi due anni il Gran Premio d'Olanda era stato soppresso per via della decisione presa dagli organizzatori olandesi, maturata dopo il tragico incidente avvenuto durante la 24 Ore di Le Mans nel corso dell'edizione del 1955) a Fangio su Mercedes, alla media di 144.268 km/h su cento giri; Mieres su Maserati detiene invece il primato sul giro a 149.601 km/h.

 

Gli stessi protagonisti si ritroveranno sul difficile, veloce tracciato olandese, forti di un'esperienza di più ma, come detto, di fronte a problemi tecnici diversi da quelli emersi sul circuito di Monte Carlo. Nonostante il poco tempo disponibile, i tecnici dei team battuti domenica scorsa dovrebbero essere riusciti a porre in parte rimedio agli inconvenienti lamentati, e poiché il terreno di gara ha questa volta caratteristiche assai differenti, è lecito attendersi da Zandvoort ben altro esito.

 

In base alle impressioni ottenute a Monte Carlo, si dovrebbero accordare alle Ferrari migliori possibilità di affermazione, cosa che tuttavia potrebbe diventare piuttosto incerta dove i preparatori delle Vanwall fossero riusciti a superare di colpo - e sarebbe un piccolo miracolo - le difficoltà di messa a punto palesate dalle macchine di Vandervell nella prima uscita stagionale. Tale ipotesi sembra avvalorata dall'esito degli allenamenti di sabato 24 Maggio 1958 a Zandvoort, dove le Vanwall di Moss e di Brooks hanno di gran lunga migliorato il record ufficioso sul giro (Fangio su Mercedes, 1'40"), portandolo rispettivamente a 1'38" e 1'39". Nella graduatoria dei tempi seguono Schell (B.R.M.) in 1'39"6; Musso (Ferrari) in 1'40"1; Trintignant (Cooper) in 1'40"2: Collins (Ferrari) in 1'40"7: Brabham (Cooper) in 1'41".

 

Tempi che verranno migliorati nel corso degli allenamenti svolti domenica 25 Maggio 1958; nel corso delle ultime prove le tre Vanwall monopolizzano le prime tre posizione, ma a distinguersi è soprattutto Stuart Lewis-Evans, capace di conquistare la pole position con il tempo di 1'37"1. Moss si piazza in seconda posizione (1'38"0), e Brooks in terza (1'38"1), ma entrambi pagano un distacco di quasi un secondo dal compagno di squadra. Behra è quarto con la B.R.M. (1'38"4), mentre Jack Brabham conquista il quinto posto con la Cooper-Climax (1'38"5).

 

La prima Ferrari è quella di Mike Hawthorn, sesto a ben due secondi dal Stuart Lewis-Evans (1'39"1), ma dall'alfiere della Ferrari fino al dodicesimo posto occupato dall'altra Ferrari di Musso il gap è di soli quattro decimi (1'39"5): in mezzo alle due Ferrari partiranno Harry Schell con la B.R.M. (1'39"2), il vincitore del Gran Premio di Monaco, Maurice Trintignant (1'39"2) e Roy Salvadori (1'39"2), entrambi su B.R.M., la Ferrari di Collins (1'39"3) e la Lotus di Cliff Allison (1'39"4).

 

Lunedì 26 Maggio 1958 al via Moss passa in testa, seguito da Lewis-Evans e da Brooks, ma quest'ultimo riscontra un problema al semiasse anteriore ed è costretto prima a rallentare, poi a ritirarsi nel corso del tredicesimo giro.

 

Mike Hawthorn, dopo una partenza non brillante, attacca prima Brabham, poi Behra, e complice il problema di Brooks risale in quinta posizione. Moss conduce indisturbato grazie ad un ritmo insostenibile per chiunque, ed arriva a stabilire il nuovo primato in gara del circuito di Zandvoort; l'altra Vanwall, quella di Lewis-Evans, gira invece con un passo gara inferiore, tanto che, alla dodicesima tornata, Schell, dopo un inizio di gara strabiliante, sale in seconda posizione, preceduto soltanto da Moss.

 

Dopo questi spunti iniziali la corsa prosegue in maniera monotona, regalando poche sorprese: Peter Collins deve ritirarsi al trentaduesimo giro per via di un malfunzionamento del cambio. Ma vi è da sottolineare che il pilota della Ferrari non era mai stato tra i primi, ed anzi ha sempre stazionato in settima posizione.

 

Più significativo è invece il ritiro di Lewis-Evans dopo quarantasei giri, fermato dal cedimento del proprio motore; grazie a tale episodio, Behra con la sua B.R.M. sale in terza posizione.

 

Da questo momento in poi non accade più nulla di rilevante, se si esclude il ritiro di Giorgio Scarlatti con la sua Maserati, a causa della rottura di un semiasse, e Moss vince indisturbato. Il britannico, a pochi giri dalla conclusione abbassa ulteriormente il limite del tempo sul giro, stabilendo il nuovo record in 1'37"6, a solo mezzo secondo dal tempo segnato nel corso degli allenamenti da Lewis-Evans, sempre su Vanwall.

 

Una prova di forza non indifferente da parte del pilota britannico, soprattutto se si considerano i quasi cinquanta secondi di distacco nei confronti di Harry Schell al termine dei settantaquattro giri prevista per la corsa. Anche se, a seguito dei ritiri di Brooks e Lewis-Evans, restano ancora parecchi dubbi e qualche preoccupazione sull'affidabilità della Vanwall, che si dimostra tanto veloce quanto fragile.

 

La B.R.M., dopo aver vinto le prime due corse, raccoglie con un secondo e terzo posto, mostrando ancora una volta un ottimo livello di competitività; Schell e Behra, tra l'altro, sono gli unici due piloti a non essere stati doppiati da Stirling Moss. Roy Salvadori chiude la gara al quarto posto, con la Cooper-Climax, precedendo la Ferrari di Mike Hawthorn, doppiato e senza mai la concreta possibilità di arrivare quantomeno vicino al terzo posto, utile per salire sul podio. Bene Allison con la Lotus, sesto davanti alla Ferrari di Luigi Musso.

 

La pista ha emesso la sua sentenza: in Olanda ben cinque vetture britanniche occupano le prime sei posizioni, evidenziando una superiorità quasi clamorosa sulle Ferrari. Stirling Moss, dopo le prime tre gare, si gode la testa della classifica con ben 17 punti, seguito da Luigi Musso, fermo a 12. Alla luce di queste prerogative, sembra poter iniziare una cavalcata trionfale per il pilota britannico, che lo potrebbe portare a conquistare la tanto ambita corona iridata, dopo il semi-ritiro dalle corse di Fangio.

 

Simone Pietro Zazza

Contact us

 

Nitidepopeia

 

​©​ 2022 Osservatore Sportivo

About us

 

Academy

 

​Network

Team

 

Cookie Policy

 

Privacy Policy

Create Website with flazio.com | Free and Easy Website Builder