image-448

#1025 2020 Belgian Grand Prix

2021-04-17 01:00

Array() no author 82025

#2020,

#1025 2020 Belgian Grand Prix

Il settimo round del Campionato Mondiale di Formula 1 del 2020 è alle porte ed i venti piloti della griglia sono pronti a darsi battaglia sul circuito

resizer-in-618690c793da3-1636208858.jpg

Il settimo round del Campionato Mondiale di Formula 1 del 2020 è alle porte ed i venti piloti della griglia sono pronti a darsi battaglia sul circuito di Spa-Francorchamps, nonostante la mancata pausa estiva. Il Gran Premio si disputerà infatti dal 28 al 30 Agosto 2020, a due settimane dall’ultimo appuntamento in Spagna che ha visto Lewis Hamilton tornare a trionfare. Il circuito belga è il più famoso ed antico autodromo della nazione, sede del Gran Premio dal 1925, anno in cui gareggiarono per la prima volta le vetture di Formula Grand Prix.

 

Dopo la seconda guerra mondiale, il circuito di Spa-Francorchamps è diventato una tappa fissa del neonato Campionato mondiale di Formula 1, con le sue iconiche curve come l’Eau Rouge-Radillion, la Stavelot o la Blanchimont. Negli anni '60, però, il tracciato ha vissuto momenti difficili a causa di diversi incidenti, spesso mortali. Jackie Stewart, infatti, al tempo a capo del sindacato piloti, fece pressione per ottenere il trasferimento della gara in circuiti più sicuri, prima a Nivelles e poi a Zolder. Ma a partire dal 1983, dopo la costruzione di un nuovo tracciato pensato in modo tale da sfruttare alcuni tratti del precedente, la Formula 1 è tornata definitivamente a Spa-Francorchamps.

 

Alla vigilia del Gran Premio, a catturare l’attenzione è il Patto della Concordia, finalmente rinnovato da tutti i team. Anche la Ferrari ha firmato, acconsentendo a rimanere nel Circus fino al 2025, ricevendo in cambio una percentuale di guadagno più alta rispetto agli avversari per il suo status di team storico. Liberty Media, proprietaria americana del Circus ha infatti riconosciuto il ruolo di primo piano ricoperto dalla Ferrari in Formula 1, nonostante il momento difficile, e pertanto gli riconoscerà il trentotto percento degli introiti dovuti ai team. Il team di Maranello, infatti, è l’unico ad aver preso parte a tutte le edizioni del mondiale dal 1950, avendo all’attivo quindici mondiali piloti, sedici costruttori, 238 vittorie e al prossimo appuntamento al Mugello, 1000 Gran Premi disputati. Il CEO Ferrari, Louis Camilleri si dice soddisfatto di questo passo, fondamentale per garantire la stabilità necessaria affinché la Formula 1 continui a crescere:

 

"Siamo lieti di aver rinnovato quello che è conosciuto come il Patto della Concordia, che regolerà la Formula 1 per il prossimo quinquennio. È un passo fondamentale per assicurare la stabilità e la crescita di questo sport. Siamo molto fiduciosi che la collaborazione con la FIA e Liberty Media possa rendere la Formula 1 ancora più attraente e spettacolare, preservandone le caratteristiche di massima sfida tecnologica. Le corse sono nel dna della Ferrari, e non è un caso che la Scuderia sia l'unica squadra che ha partecipato ad ogni edizione del mondiale, diventandone parte integrante ed essenziale per il suo successo, oggi come nel passato e, soprattutto, nel futuro".

 

Anche Jean Todt, presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile, è contento del rinnovato impegno della Ferrari, lui che della squadra di Maranello ne ha fatto parte in uno dei suoi momenti più gloriosi:

 

"Siamo lieti che la Ferrari sia una delle prime firmatarie del nuovo Patto della Concordia, un accordo tripartito che assicurerà un futuro stabile e prospero al mondiale di Formula 1. Questa è la massima espressione dell'automobilismo sportivo ed è naturale che la Scuderia Ferrari, la squadra più vincente nella storia del campionato, ne sia sempre stata protagonista e continui ad esserlo ancora per molti anni".

 

Che per la Formula 1 sia fondamentale che la Ferrari ne rimanga protagonista lo sa bene anche Chase Carey, CEO del Circus, che si complimenta con il team di Maranello per l’atteggiamento costruttivo adottato durante le trattive:

 

"La Scuderia Ferrari e la Formula 1 sono storicamente legate l'una all'altra sin dal 1950, e siamo felici che questo rapporto possa proseguire ancora a lungo perché è parte del DNA stesso di questo sport. Nel percorso che ha portato alla definizione del nuovo Patto della Concordia abbiamo potuto apprezzare il ruolo costruttivo della Ferrari, sempre volto a rendere la massima competizione automobilistica più forte, equa e sostenibile".

 

Nonostante le iniziali reticenze, anche la Mercedes ha deciso di firmare il Patto della Concordia e rinnovare così il proprio impegno nella massima categoria automobilistica. Il team principal Toto Wolff nei giorni precedenti aveva espresso il suo disappunto per le condizioni presentate nel Patto poiché, a suo dire, alla Mercedes non sarebbe stato riconosciuto il grande contributo dato allo sport negli ultimi anni. Wolff avrebbe infatti voluto migliori condizioni economiche, prendendo come spunto la Ferrari, che gode da sempre di uno status speciale. L'austriaco, però, si è dovuto arrendere e alla fine ha firmato il Patto assieme a tutti gli altri team.

 

"L'accordo garantirà un futuro sostenibile a lungo termine per la Formula 1, e grazie ai nuovi regolamenti, annunciati nell'Ottobre 2019 che entreranno in vigore nel 2022, ridurrà le disparità finanziarie e in pista tra i team, contribuendo a livellare la competizione, creando gare più combattute come voluto dai fan di tutto il mondo. Un modo per attirare più appassionati nel nostro sport, avvantaggiando ogni squadra e per continuare ad aumentare la crescita globale della Formula 1. Questo accordo garantisce il futuro a lungo termine della Formula 1, contribuendo a livellare il campo di gioco, dando luogo a corse più equilibrate, ciò che i nostri fan vogliono vedere di più".

resizer-in-618691e26b8a3-1636209154.jpg

C’è poi un’altra notizia che, a pochi giorni dal settimo appuntamento stagionale, coglie tutti di sorpresa: Frank Williams ha deciso di cedere la scuderia di sua proprietà al fondo privato statunitense Dorilton Capital, mantenendo però nome e sede invariati. Dopo più di quarant’anni nel Motorsport in qualità di team principal, Sir Frank è costretto a vendere la sua creatura che era ormai, da anni, in difficoltà. Il team britannico, infatti, non aveva i fondi necessari per confrontarsi con i giganti avversari come Ferrari, Mercedes e Red Bull, finendo all’ultimo posto in classifica per svariati anni. La Dorilton Capital conclude quindi l’acquisto per 112.000.000 di dollari, con l’obiettivo di ridare competitività al team e riportarlo in alto nella classifica.

 

Il team, formato da Sir Frank Williams e dal genio ingegneristico Patrick Head nel 1977, ha attraversato periodi di dominio totale in Formula 1. Ha vinto cinque su sei campionati dal 1992 al 1997, e ha conquistato il sessanta percento dei punti totali possibili nel 1996 e il cinquanta percento nel 1993. Per Claire Williams, team principal della Williams, la transazione era la miglior scelta possibile per la scuderia, che potrà così sperare di ritrovare il vecchio splendore degli anni di Mansell e Prost:

 

"È stato trovato un partner che ha condiviso la stessa passione e gli stessi valori, e ha riconosciuto il nostro potenziale, liberandolo. In Dorilton ci sono persone che capiscono lo sport e sanno cosa serve per avere successo. Persone che rispettano l’eredità della squadra e faranno di tutto per assicurarne il successo in futuro. Come famiglia mettiamo sempre al primo posto la nostra squadra. Rendere nuovamente il team di successo e proteggere le nostre persone è stato al centro di questo processo sin dall’inizio. Questa potrebbe essere la fine di un’era per la Williams come squadra a conduzione familiare, ma sappiamo che è in buone mani. La vendita garantisce la sopravvivenza del team, ma soprattutto fornirà un percorso verso il successo".

 

Anche per Matthew Savage, presidente di Dorilton Capital, l’investimento è un ottimo accordo, che apre nuove possibilità per entrambi i partner:

 

"Siamo lieti di aver investito in Williams ed estremamente entusiasti delle prospettive per l’azienda. Crediamo di essere il partner ideale grazie al nostro stile di investimento flessibile e paziente, che consentirà al team di concentrarsi sul suo obiettivo di tornare in prima linea. Non vediamo l’ora di lavorare con il team Williams nello svolgimento di una revisione dettagliata dell’attività per determinare in quali aree devono essere diretti i nuovi investimenti. Riconosciamo anche le strutture di prim’ordine di Grove e confermiamo che non ci sono piani per il trasferimento".

 

Nonostante l’importanza della notizia, con l’avvicinarsi del Gran Premio del Belgio il pensiero non può che correre altrove: ad un anno prima, per la precisione, quando a Spa perse la vita Anthoine Hubert, impegnato in un sabato di gara di Formula 2. La Arden del pilota francese finì contro le barriere e rimbalzò al centro pista sulla curva Raidillon, dopo aver urtato Ralph Boschung che rallentava per evitare a sua volta la Trident di Giuliano Alesi. Hubert venne colpito in pieno da Juan Manuel Correa, che arrivava a tutta velocità. Per Anthoine le speranze si spensero immediatamente, ricordando in modo improvviso e brutale come lo spettro della morte sia sempre in agguato per chi, ogni giorno, sceglie di rischiare la propria vita correndo a 300 km/h.

 

C’è spazio per i ricordi a Spa, perché anche se dolorosi, sono necessari per andare avanti. Lo sa bene Juan Manuel Correa, che dopo quell’incidente ha visto la sua vita cambiare, in un anno passato fra coma, danni ai polmoni e svariate operazioni per ricostruire la gamba destra, di cui ha voluto evitare l’amputazione. Correa per questo weekend torna a Spa, invitato dalla Formula 2 e con l’idea di tornare presto in pista, già dall’anno prossimo:

 

"È passato un anno dall’incidente. Ho sentito che questo era un modo per me per chiudere quel capitolo, ma soprattutto per rendere omaggio ad Anthoine. Essere qui a Spa porta sicuramente molte emozioni, alcune positive ed altre negative: sarà un weekend difficile in questo senso. Tornare in Europa è stato sorprendente ed è un enorme sviluppo dei progressi della mia riabilitazione verso il mio ritorno alle corse: ora finalmente sono in grado di viaggiare e sono in grado di allenarmi adeguatamente. La parte superiore del mio corpo è pronta per guidare, ho il livello di forza necessario per guidare qualsiasi macchina ed è solo questione di tempo per aspettare che la gamba migliori ancora un po'. Siamo fiduciosi di poter guidare la prossima stagione".

 

Anche Pierre Gasly non può fare a meno di pensare al ragazzo con il casco arancione, amico fraterno e suo grande sostenitore:

 

"Ancora non riesco a crederci, le immagini mi tornano nella testa e non riesco a farmene una ragione. Ci manchi, mi manchi Anthoine. Spero possiamo renderti orgoglioso da lassù. Sarai per sempre nei nostri cuori".

resizer-in-618691569d29f-1636209003.jpg

È un momento particolare anche per Charles Leclerc, che il giorno dopo l’incidente conquistò qui la sua prima vittoria, dedicandola all’amico scomparso:

 

"Il mio primo pensiero è rivolto ad Anthoine e non ad altro, è sempre difficile tornare qua. L’anno scorso fu un sabato difficile, sapemmo che Anthoine era morto e Pierre Gasly mi disse che dovevo vincere per lui. Non fu facile. Era la prima volta che correvo nello stesso circuito dove era morto un amico. Ma sono stato orgoglioso di riuscirci e di dedicargli la vittoria".

 

La Formula 2, a pochi giorni dalla gara, annuncia che il numero 19, appartenuto ad Hubert, sarà ufficialmente ritirato. Per tutto il weekend i piloti di Formula 1, Formula 2 e Formula 3 correranno con un logo disegnato in onore del francese, mentre Pierre Gasly porta un casco speciale, dedicato all’amico. A seguito dell’incidente, la barriera di gomma posta all’uscita della curva dove Hubert si andò a schiantare è stata rivista, ampliandola e allungandola. Adesso, infatti, invece di avere solo due file di penumatici all’uscita della corsia de box, ce ne saranno quattro come nel resto del circuito. Pochi giorni prima, il 18 Agosto 2020, la Federazione Internazionale dell'Automobile vieta i test sulle piste che ospiteranno gare valide per il mondiale 2020, non utilizzate nel 2019, ovvero il circuito del Mugello, quello del Nürburgring, quello di Portimão e quello di Imola. Alcuni team avevano già previsto degli allenamenti sulla pista di Portimão.

 

Il 24 Agosto 2020 viene reso noto che a partire dal Gran Premio d'Italia è vietata la possibilità di modificare la potenza delle power unit durante le qualifiche e la gara. Limitando l'utilizzo delle varie mappature durante il weekend, la Federazione è adesso in grado di poter controllare meglio la regolarità delle diverse power unit in ogni momento del loro funzionamento. E il giorno successivo la FIA conferma il calendario definitivo, che prevede diciassette appuntamenti. A distanza di nove anni torna il Gran Premio di Turchia e vengono programmate due gare sul circuito di Manama (oltre alla conferma del Gran Premio del Bahrein, precedentemente posticipato, la seconda gara assume la denominazione di Gran Premio di Sakhir, dal nome della località dove ha sede il circuito).

 

Questo Gran Premio verrà corso su una diversa configurazione del circuito di Manama, chiamata Outer Circuit, caratterizzata da undici curve e una lunghezza di 3.543 metri. La stagione si conclude con la conferma del Gran Premio di Abu Dhabi, anch'esso precedentemente posticipato. Il Gran Premio di Cina, che era stato rinviato nei mesi precedenti, viene definitivamente cancellato. Infine, giovedì 27 Agosto 2020 viene reso noto l'accordo che prevede il Gran Premio d'Italia confermato nel calendario mondiale fino alla stagione 2025, prolungando di un ulteriore anno il contratto già posto in essere nel 2019.

resizer-in-6186933c3662d-1636209501.jpg

Alla viglia del Gran Premio, la FIA stabilisce due zone dove può essere attivato il DRS: la prima è sul rettilineo del Kemmel, con punto per la determinazione del distacco tra piloti posto prima della seconda curva. La seconda zona è stabilita sul rettilineo dei box, e detection point fissato prima della curva 18. Inoltre, la Federazione stabilisce che i piloti non potranno tagliare, per più di due volte, i cordoli alle curve 4 (Radillon), 9 e 19. Alla terza infrazione sarà loro mostrata la bandiera bianca e nera. Il cambiamento all'uso dei limiti della pista è dovuto all'eliminazione dell'erba artificiale ai bordi del tracciato. Infine, l'ex pilota di Formula 1 Johnny Herbert è nominato quale commissario aggiunto per la gara. È la prima volta che il britannico ricopre questo ruolo in un weekend di gara.

 

Originariamente la tenuta del Gran Premio era stata messa in dubbio dallo scoppio della pandemia di Covid-19. Ma la gara è stata successivamente confermata, nella sua data originaria del 30 Agosto 2020. Il Gran Premio si tiene comunque a porte chiuse, come tutte le gare precedenti, anche a seguito del divieto, imposto dal governo belga, di svolgere eventi di massa, almeno fino al 31 Agosto 2020. Le autorità hanno deciso di consentire comunque la tenuta della gara, pertanto i team sono stati autorizzati a ripresentare le loro hospitality. Nella conferenza stampa di rito l’attenzione si focalizza su Lewis Hamilton ed il suo rinnovo di contratto. Non si prospettano cambiamenti all’interno dei box Mercedes, ma il britannico non ha comunque ancora firmato nulla:

 

"Nelle ultime due occasioni ho potuto imparare molto durante le trattative, e ogni volta cerco di migliorarmi anche in questo. Prima di tutto bisogna capire se i valori e gli obiettivi sono allineati nel team, anche se su questo non ci sono dubbi. Poi si arriva alle domande più impegnative. Io e Toto Wolff ci conosciamo da anni e dobbiamo ancora sederci definitivamente a discutere questi aspetti. Poi gli offrirò una tequila. Anzi, credo che sia meglio offrirgliela prima di iniziare a discutere del contratto".

 

Hamilton passa poi a trattare un argomento per lui molto caro: le proteste americane del movimento Black Lives Matter. Dopo la presa di posizione da parte della Formula 1 sul tema del razzismo, Lewis Hamilton commenta quanto sta accadendo in America, dove i giocatori di NBA hanno deciso di boicottare le loro partite per dare rilevanza alle proteste. Il britannico esclude la possibilità che questo accada anche per il Gran Premio del Belgio, ripetendo però l’importanza di continuare a sostenere le proteste:

 

"Credo che sia incredibile quello che sta accadendo negli Stati Uniti. Ci sono tante persone che sono accanto ai giocatori che spingono per il cambiamento. Sono fiero di quello che stanno facendo i giocatori e colleghi americani, e sono al loro fianco. Non so se faremo qualcosa per la gara, e se farlo qui in Belgio avrebbe lo stesso effetto, non boicotteremo. Dobbiamo parlarne insieme, essere allineati e sostenerci".

 

Un altro tema di cui si parla è i piloti che correranno per l'Alfa Romeo nella prossima stagione. Interrogato riguardo il suo futuro in Formula 1, nel corso della conferenza stampa pre-gara, Kimi Raikkone risponde:

 

"Non ho ancora deciso. Non lo so, prima di tutto devo decidere cosa farò e poi vedremo. Ovviamente in questo momento se continuare o meno è la prima cosa da decidere. In ogni caso non credo che cambierebbe nulla se corressi qui o altrove finché non deciderò se continuare o meno, queste cose non sono davvero sulla mia lista. Ovviamente per che squadra correre fa la differenza, preferirei partire di gran lunga in una posizione migliore e lottare per i punti, ma onestamente non si sa mai il prossimo anno se tutto andrà bene o male, penso che il quadro più ampio sia molto più importante per me: prima di tutto viene la famiglia, e ovviamente i miei figli che stanno diventando grandi. Quest'anno sono stato in grado di essere a casa più spesso ed è stato bello, e sarà questo tema che deciderà se continuerò a correre o meno. Ci sarà un punto in cui deciderò che vorrò solo stare a casa e fare altre cose. Onestamente la mia decisione si baserà solo su ciò che sentirò essere giusto per me, ancora è presto, abbiamo fatto appena sei gare, so solo che devo continuare a lavorare, essere coerente e competitivo, e poi deciderò".

resizer-in-618692ae64a5a-1636209344.jpg

Il giovedì di conferenze ed interviste volge così al termine, mentre piloti e team si preparano a scendere in pista il giorno successivo. Per questa gara la Pirelli sceglie di portare mescole C2, C3 e C4, con un meteo abbastanza buono, che non prevede pioggia. I team, invece, per prepararsi ad un circuito veloce come Spa, hanno portato come di consueto dei pacchetti a basso carico aerodinamico.

 

Venerdì 28 Agosto 2020, alle ore 11:00 in punto comincia la prima sessione di libere, con Alex Albon che scende in pista con i rastrelli montati sulla sua auto per raccogliere dati sulla sua Red Bull. Charles Leclerc è il primo a segnare un tempo di 1'47"152 con gomme Hard, che migliorerà portando il limite a 1'47"033. Dopo pochi minuti, gli unici a non essere ancora scesi in pista per il giro d’installazione sono Vettel, Verstappen e le due Mercedes, mentre tutte le altre monoposto sono rientrate ai box.

 

A venti minuti circa dall’inizio della sessione scende in pista Max Verstappen, che si porta subito in testa alla classifica dei tempi segnando un tempo di 1'45"886 utilizzando gomme Hard. Poco dopo Romain Grosjean avverte via radio di aver avvertito problemi alla power unit Ferrari, decidendo poi di procedere molto lentamente. Valtteri Bottas, che compie trentuno anni, si lancia nel suo primo giro, lamentando però del sottosterzo soprattutto nelle curve veloci. Anche Norris scende in pista, inserendosi in seconda posizione. Al tentativo successivo, però, l’inglese non riesce ad evitare un bloccaggio della gomma anteriore destra all’altezza della La Source.

 

Si aggiungono al gruppo anche le due Ferrari ed Hamilton, tutti con gomme Hard. Il britannico si posiziona al secondo posto, a mezzo secondo da Verstappen, seguito da Norris, Bottas, Perez, Kvyat, Ocon (che ha una nuova power unit e un nuovo cambio) e Leclerc. Gli unici a non aver ancora segnato nessun tempo a mezz’ora dall’inizio delle libere sono solo Magnussen, Grosjean e Giovinazzi. I problemi al power unit Ferrari sembrano interessare tutti e tre i piloti, al momento quindi impossibilitati a scendere in pista. Bottas nel frattempo si migliora, portandosi al secondo posto. Dietro di lui si posiziona Sergio Perez con gomme Soft, portando così Lewis Hamilton in quarta posizione.

 

Per le due Ferrari, intanto, i risultati non sembrano ottimi. Leclerc vede il suo primo giro rovinato a causa di un bloccaggio alla Bus Stop, a causa delle gomme ormai usurate. Il monegasco, quindi, decide di rientrare ai box e montare gomme Soft. Errore anche per Lewis Hamilton, che tuttavia recupera velocemente e si porta al comando del gruppo con un tempo di 1'45"298. La posizione gli viene però rubata da Lando Norris che torna in pista con gomme Soft: 1'45"274 per il britannico, che tuttavia viene presto rimpiazzato da Carlos Sainz, che migliora di 52 millesimi a parità di gomme. Arriva però Alex Albon ad interrompere il dominio McLaren: il tailandese si porta al comando con un tempo di 1'45"075.

resizer-in-618694263e3c7-1636209717.jpg

Ad un’ora dall’inizio della sessione la Haas comunica ufficialmente di star procedendo con un cambio di power unit su entrambe le monoposto, decretando così la fine della prima sessione di prove libere per Grosjean e Magnussen. La Mercedes intanto si riporta alla guida del gruppo, con Bottas davanti a tutti con un tempo di 1'44"493, seguito a 69 millesimi dal compagno di squadra. Dietro di lui troviamo Perez e Stroll, ma manca ancora il tempo di Verstappen che si va infatti ad inserire al terzo posto, ad appena 81 millesimi da Bottas.

 

Le due Ferrari rimangono abbastanza indietro nel gruppo, con Leclerc fermo all'undicesimo posto, seguito dal compagno di squadra, rispettivamente a 1.2 e 1.7 secondi da Bottas. Un paragone con il 2019 rileva che le Ferrari sono più lente di un secondo rispetto all’anno precedente, sulla stessa pista. la Ferrari, in assetto molto scarico, paga comunque 3 km/h sia alla Mercedes che alla Red Bull, e perde molto nelle curve per carenza di carico. La Mercedes approfitta ora degli ultimi venti minuti di libere per testare il proprio carico aerodinamico: Hamilton punta su un assetto più scarico facendo registrare velocità maggiori, ma perdendo nel settore centrale. Bottas è poco più dietro di lui in quanto a velocità, ma detiene al momento il record nel T2.

 

Dopo le classiche simulazioni di qualifica su gomme Soft, cala una relativa calma sul circuito. Fuori dai box ci sono solo Bottas, Verstappen, Perez, Stroll, Albon, Sainz, Ricciardo, Norris e Gasly. Le due Ferrari finiscono al quattordicesimo e quindicesimo posto, rispettivamente con Leclerc e Vettel. Alle ore 12:30 termina la prima sessione di prove libere del Gran Premio del Belgio, con Bottas, Hamilton e Verstappen nei primi tre posti della classifica. Oltre ad una Ferrari in netta difficoltà, ed una Mercedes dominante, queste prime prove mostrano anche una Racing Point estremamente performante, che per tutta la mattina si mantiene su un tempo di 1'49. A proposito del team britannico, la Renault ha ufficialmente comunicato l’intenzione di ritirare l’appello, lasciando così la Ferrari da sola nella battaglia. Una notizia che Toto Wolff, team principal Mercedes, commenta così:

 

"Penso che questo faccia parte della politica in Formula 1. Si sta spingendo contro le prestazioni della Racing Point, che sono state eccezionali in questa stagione, e non è tutto merito dei condotti dei freni".

resizer-in-6186948b00ac4-1636209818.jpg

Mentre si aspetta la seconda sessione di prove libere, le nuvole sopra al circuito si infittiscono e la pioggia comincia a scendere. Alle ore 15:00 si accende il semaforo verde e cominciano le seconde prove libere. Dopo una decina di minuti il primo ad inaugurare la pista è proprio Antonio Giovinazzi con gomme Medium, costretto a saltare le prime libere della mattinata per un problema alla power unit. L’italiano segna un tempo di 1'49"716, preceduto però dal compagno di squadra sempre su gomme Medium, che si porta davanti con un tempo di 1'46"402.

 

Lando Norris, appena sceso in pista, lamenta una perdita di potenza, procedendo molto lentamente lungo il circuito. Anche Sebastian Vettel ha qualche difficoltà nella gestione della sua monoposto, con un bloccaggio alla Source; nel frattempo Ocon segna un tempo di 1'45"455 e detta il passo. Nel mentre smette di piovere e la pista si asciuga, aiutando così Alex Albon con gomma Medium ad effettuare il giro veloce. Il pilota thailandese viene però presto scavalcato da Valtteri Bottas, che dopo diversi giri lenti riesce finalmente a metterne a segno uno buono. A 482 millesimi da lui si trova Hamilton, seguito da Stroll e Perez. Max Verstappen si porta poi al comando del gruppo con un giro di 1'44"354 con gomme Medium, sempre seguito da Hamilton a meno di tre decimi.

 

La Ferrari, intanto, prosegue la giornata così come è cominciata: in netta difficoltà. Con diversi bloccaggi alla Source, le due vetture di Maranello sono molto indietro, messe in difficoltà anche dalla pista fredda e dalle basse temperature. A mezz’ora dall’inizio, nella top ten stazionano Verstappen, Hamilton, Bottas, Stroll, Perez, Albon, Norris, Ocon, Ricciardo e Sainz. I piloti rientrano ora ai box, per montare le gomme Soft in vista delle simulazioni di qualifica. Il primo a lanciarsi è Valtteri Bottas, che segna un tempo di 1'44"162. Lo precede però Hamilton, che segna un tempo di 1'43"840, seguito a 29 millesimi di secondo da Albon, e a 30 millesimi di secondo da Perez. Verstappen, nel frattempo, si riprende la leadership, seguito da Ricciardo in splendida forma, a soli 48 millesimi di secondo dall’olandese. Le Ferrari sono dietro, in quattordicesima e sedicesima posizione, con una SF1000 in netta difficoltà, arrivando a pagare addirittura nove decimi nei confronti delle Alfa Romeo nel settore centrale della pista.

 

A trenta minuti dalla fine della seconda sessione di prove libere, è ora il momento della simulazione del long-run con gomma Soft, tranne Bottas che sceglie le Medium. A venti minuti dalla fine Ricciardo si ferma in pista in via precauzionale, a causa di una perdita di pressione idraulica, portando così ad una neutralizzazione momentanea della sessione, ora in regime di Virtual Safety Car. Dopo nemmeno due minuti le prove riprendono regolarmente, con Verstappen che torna in pista con gomme Medium segnando un tempo di 1'49"200, seguito dal compagno di squadra che monta anch'esso gomme Medium.

 

L’olandese conferma l’ottima performance chiudendo così la sessione al secondo posto. Il passo gara, tuttavia, non sembra all’altezza delle Mercedes, che non hanno ancora dato fondo a tutte le proprie risorse, lasciando i giochi aperti per le qualifiche del sabato. Ottima prestazione anche per Renault e Racing Point, che si presentano molto competitive. Al termine di queste seconde libere, infatti, tra i primi dieci in classifica troviamo Verstappen, Ricciardo, Hamilton, Albon, Perez, Bottas, Norris, Ocon, Sainz e Gasly.

resizer-in-618694d160dab-1636209911.jpg

La giornata è parsa invece un incubo per la Ferrari, le cui monoposto non hanno accennato a segni di ripresa. Rispetto ad un anno fa, sulla stessa pista le Ferrari sono le uniche ad aver perso velocità (+1.317), rispetto ad un miglioramento di tutti gli altri team, Williams in primis (-2.424). I piloti sono ben consapevoli dei limiti della vettura, e sanno di non potersi aspettare miracoli, come ammette Charles Leclerc:

 

"Giornata davvero complicata quella odierna: abbiamo fatto molta fatica con il bilanciamento della vettura. Abbiamo provato un po' di configurazioni nella seconda sessione, inclusa qualche soluzione particolarmente aggressiva in termini di carico aerodinamico, ma non ha funzionato. Difficile aspettarsi miracoli in vista di domani. Il nostro ruolo di piloti ci impone però di dare sempre il nostro meglio, ed è quello che sto provando a fare. È già successo in passato che faticassimo molto al venerdì, e poi per il sabato trovassimo una soluzione. Speriamo che vada così anche domani".

 

Sebastian Vettel, invece, fermo al diciassettesimo posto in graduatoria, continua a non trovare il giusto feeling con la vettura, compromettendo così le proprie sessioni:

 

"È stata senz’altro una giornata difficile. La vettura era poco stabile e difficile da guidare, e non siamo dove dovremmo essere dal momento che abbiamo anche problemi di bilanciamento. Analizzeremo tutti i dati e valuteremo le varie opzioni per provare qualcosa di diverso. Sono fiducioso che domani possa andare meglio, anche se bisognerà vedere quali saranno le condizioni meteo. In questa stagione abbiamo già trovato del bagnato in Austria, e se pioverà non sarà di sicuro una situazione facile da gestire. L’aspetto più interessante di quel tipo di condizioni è però che tendono a mischiare un po' le carte, quindi stiamo a vedere cosa succede".

resizer-in-6186953e63e8e-1636209999.jpg

Il sabato mattina si apre con una giornata fresca, con 14° di temperatura atmosferica e 19° di temperatura d’asfalto, ed un timido sole ad illuminare la pista. La pioggia però pare esclusa, almeno in mattinata, mentre per le qualifiche nel pomeriggio la situazione potrebbe cambiare. Alle ore 12:00 in punto il semaforo diventa verde e da il via alla terza ed ultima sessione di prove libere del weekend. Subito scendono in pista Kevin Magnussen, Lando Norris e Romain Grosjean. Si aggiungono poi Daniil Kvjat, Pierre Gasly e Carlos Sainz, tutti con gomme Medium.

 

Magnussen è il primo a concludere un giro, con un tempo finale di 1'45"984. Il pilota danese è seguito a tre decimi di distanza dal compagno di squadra, entrambi colpiti da difficoltà alla power unit nella giornata di venerdì. Norris, Sainz, Kvjat e e Gasly tornano invece ai box senza tempo, mentre gli altri attendono ancora per scendere in pista. L’attesa si rivela una mossa saggia, visto che ad un quarto d’ora dall’inizio delle libere, arriva la pioggia a sorprendere i team. La pista però non sembra essere particolarmente bagnata e per questo Norris, Albon, Sainz, Russel e Latifi scendono in pista con gomme d’asciutto. Seguono poi tutti gli altri piloti, ad eccezione di Verstappen, Magnussen e Grosjean.

 

Albon si porta in testa al gruppo con un tempo di 1'45"092 con gomme Medium, mentre il compagno di squadra scende in pista con le Soft. Le due Mercedes però rubano presto la cima della classifica, con un tempo di 1'43"813 per Bottas e 1'44"422 per Hamilton. In pista anche le Ferrari, con Vettel che s’inserisce all’ottavo posto con gomme Medium, a due secondi da Bottas, e Leclerc al quattordicesimo posto. Anche Verstappen conclude il suo giro, andandosi a posizionare come suo solito fra le due Mercedes, dietro Bottas ma davanti ad Hamilton. Subito dietro il britannico si inserisce Sergio Perez con gomme Hard, che paga 793 millesimi al leader della classifica. A metà sessione la top ten è composta da Bottas, Verstappen, Hamilton, Perez, Gasly, Ocon, Norris, Albon, Ricciardo e Stroll.

resizer-in-618695c479994-1636210141.jpg

Nell’ultima mezz’ora cominciano le classiche simulazioni in vista delle qualifiche del pomeriggio, con le due Ferrari che si lanciano subito con gomme Soft nuove. Nel frattempo la pioggia fa nuovamente capolino sul circuito, dando fastidio ai piloti particolarmente in curva 5. Per circa venti minuti cala il silenzio in pista, con i team in attesa che la pioggia finisca e si possa continuare con le simulazioni. Negli ultimi dieci minuti il desiderio è soddisfatto e tutti i piloti tornano in pista con gomme Soft, ad eccezione di Magnussen che rimane ai box.

 

Ocon si porta al comando con un tempo di 1'43"485, seguito da Norris. Hamilton però si prende la leadership con 1'43"255, mentre Bottas finisce quinto. La sessione si chiude in maniera disastrosa per le due Ferrari, con Leclerc diciassettesimo e Vettel addirittura ultimo. Tra i primi dieci Hamilton, Ocon, Norris, Albon, Bottas, Verstappen, Ricciardo, Stroll, Sainz e Perez confermano le loro competitività in vista delle qualifiche. Il resto della mattina passa in tranquillità, mentre i team si preparano alle qualifiche del pomeriggio. Il tempo a pochi minuti dall’inizio è ancora incerto, con 17° di temperatura atmosferica, 24° d’asfalto ed un buon quaranta percento di possibilità che la pioggia arrivi a disturbare la sessione.

 

Alle ore 15:00 è tutto pronto per il primo round di qualifiche, al termine del quale conosceremo i nomi dei primi cinque esclusi dalla Q2. I primi a scendere in pista sono Magnussen e Grosjean, entrambi con gomme Soft. Il francese segna il primo tempo, 1'45"073, mentre tutti gli altri piloti si lanciano in pista con gomme Soft. Verstappen prende la leadership con un tempo di 1'43"408, seguito da Gasly e Norris. Ricciardo e Sainz però lo superano in fretta, con l’australiano che conquista la prima posizione con un tempo di 1'43"309.

 

Quando però scendono in pista le Mercedes, non ce n’è più per nessuno: Lewis Hamilton con gomme Soft prende la leadership con un tempo di 1'42"323, staccando di due decimi il compagno di squadra. Fin qui sessione pessima invece per le due Ferrari, con Leclerc quattordicesimo e Vettel diciottesimo, dunque a rischio eliminazione. Nel frattempo si migliora Max Verstappen, che si porta al terzo posto, alle spalle delle due Mercedes con un gap di otto secondi dal leader.

 

Prima dell’inizio del secondo ed ultimo tentativo di questo primo round di qualifiche, gli esclusi provvisori dalla Q2 sono Latifi, Magnussen, Raikkonen, Vettel e Grosjean. Si lanciano ora tutti i piloti tranne Verstappen, Ricciardo, Sainz, Albon e Ocon, che scelgono invece di rimanere ai box. Alle ore 15:18 sventola la prima bandiera a scacchi, e dopo qualche altro secondo arrivano i nomi dei primi cinque esclusi di questa Q1: Raikkonen, Grosjean, Giovinazzi, Latifi e Magnussen. Si salva quindi in extremis Sebastian Vettel, conquistando il tredicesimo posto.

resizer-in-6186962a3e99e-1636210251.jpg

Alle ore 15:25 ripartono le qualifiche con la seconda sessione, e le due Mercedes scendono subito in pista con gomme Medium. Seguono poi Verstappen, Stroll e Perez, anche loro con gomme Medium, mentre il resto della griglia scende in pista con gomme Soft. Hamilton si conferma il più rapido, con un tempo di 1'42"014, seguito da Bottas a 112 millesimi e Norris a 0.8 secondi. Il giovane britannico viene però presto rimpiazzato da Verstappen, che si porta in terza posizione a 0.4 da Hamilton.

 

La Ferrari continua ad arrancare, con Vettel tredicesimo e Leclerc quattordicesimo, e sorprendentemente anche le due Racing Point sembrano avere poca fortuna, essendo in decima ed undicesima posizione. A sei minuti dalla fine della sessione gli esclusi dalla Q3 sono Stroll, Perez, Vettel, Leclerc e Russell. Tornano quindi tutti in pista per il secondo tentativo con gomme Soft nuove, ad eccezione di Ricciardo che rimane ai box. Alle ore 15:40 si conclude la seconda sessione di qualifiche e gli ulteriori cinque esclusi sono Kvyat, Gasly, Leclerc, Vettel e Russell.

 

Alle ore 14:48 si riparte con l’ultima sessione di qualifiche, con due Mercedes, due Red Bull, due McLaren, due Renault e due Racing Point a contendersi le prime cinque file dello schieramento di partenza. Scendono tutti in pista con Soft nuove, ad eccezione di Lando Norris che utilizza un set già utilizzato in precedenza. Lewis Hamilton prende la pole position provvisoria, stabilendo anche il nuovo record della pista: 1'41"451 per il britannico, che stacca di mezzo secondo il compagno di squadra.

 

A metà sessione la classifica provvisorio vede quindi Hamilton in testa, seguito da Bottas, Ricciardo, Verstappen, Albon, Sainz, Ocon, Perez, Stroll e Norris. Alle ore 16:00 sventola l’ultima bandiera a scacchi della giornata, mentre tutte le monoposto sono in pista per completare un ultimo tentativo. Qualche secondo di attesa ci consegna il poleman della giornata, che è sempre Lewis Hamilton: il pilota della Mercedes non solo conquista la pole numero 93, ma abbassa ulteriormente il record della pista, portandolo a 1'41"252. Dietro di lui Bottas a mezzo secondo, mentre a partire dalla seconda fila seguono Verstappen e Ricciardo, poi Albon, Ocon, Sainz, Perez, Stroll e Norris.

resizer-in-618696b284cd2-1636210375.jpg

Le qualifiche del Gran Premio del Belgio consegnano quindi un Lewis Hamilton più agguerrito che mai, che continua a collezionare record e successi sulla strada verso il settimo titolo mondiale. Il resto del gruppo lo guarda da lontano, compreso il suo compagno di squadra, a più di mezzo secondo di distanza. Hamilton si appresta ad eguagliare i successi del grande Michael Schumacher, ma il pensiero del britannico è rivolto a Chadwick Boseman, star del colossal Marvel Black Panther e primo supereroe afroamericano a debuttare sul grande schermo:

 

"Oggi sessione molto pulita. Ogni giro è andato sempre migliorando. Oggi è una pole importante per me, perché mi sono svegliato leggendo la notizia più triste che potessi immaginare con la scomparsa di Chadwick. Questa è stata un’annata davvero pesante per tutti noi e questa notizia mi ha colpito davvero duramente. Non è stato semplice trovare la concentrazione con questa notizia che mi pesava sul cuore. Ho cercato di lavorare alla perfezione anche qui, l’ho fatto per la nostra gente e per lui, per quello che ha fatto con i supereroi, mostrando a tanti giovani cosa è possibile. Lui è stata una luce brillante che non dimenticheremo mai. Ho studiato quello che potevo fare. In passato abbiamo cercato le scie ma questo portava a sessioni confuse. Qui non è semplice trovare il giusto livello di ala. Noi non siamo i più forti nel primo e terzo settore ma siamo molto forti in quello centrale e io ho scelto di avere un assetto che mi permettesse di poter guidare con l’area pulita, senza preoccuparmi di chi mi sta davanti o dietro, di trovare la scia giusta...perché la scia la puoi trovare anche se sei o sette secondi davanti e io non volevo che nessuno mi intralciasse nel fare il mio lavoro. Macchina è stata incredibile, non è semplice sfruttare la macchina su questa pista al massimo. A volte togli gas troppo preso e ti concentri sull’uscita della curva, invece qui è importante trovare l’equilibrio. Penso di non aver commesso errori, in tutte le tre sessioni. Il primo giro del Q3 è stato super, non pensavo di poterlo battere. Ho fatto bene anche curva 1 che era il mio tallone d’Achille negli scorsi anni. Nel secondo ho visto che avevo guadagnato ancora in curva 1 e ho continuato su quella linea".

resizer-in-618697122a342-1636210472.jpg

Valtteri Bottas è sereno, nonostante il gap dal compagno di squadra. Che sia una calma di facciata o veritiera, il finlandese si prepara ora a domani, preferendo guardare avanti:

 

"Curva 1 è stata incostante per me. Avevamo buona macchina, ovviamente, ma in Curva 1 non scaldavo bene le gomme. Nel secondo giro ho migliorato un po’ di più, non so da dove arrivi questo grande gap da Lewis ma non mi infastidisce troppo. Seconda posizione qui in partenza è comunque buona. Dovrebbe essere interessante anche provare qualcosa in partenza. Sicuramente sarà importante essere lì. Non è finita finché non è finita. Primo giro sarà importante, ma qui vengono sempre fuori belle gare. So già che avrò delle opportunità".

 

Dietro di lui scatterà Max Verstappen, inesorabile nel suo tentativo di inseguire le Mercedes. L’olandese si difende bene dagli attacchi del resto del gruppo, ma non c’è storia per quanto riguarda le due Frecce d'Argento:

 

"Finora weekend molto positivo. Arrivando qui pensavamo fosse complicato. In realtà il terzo posto così vicino a Valtteri è buono. Siamo a mezzo secondo da Lewis ma sono soddisfatto. Il giro è stato buono, è mancata forse un po’ di energia, l’ho finita troppo presto però è difficile gestirla per tutto il giro. Terza posizione lascia opportunità per domani. Pioggia? Non penso che potremo recuperare distacco su Lewis, ma non si può mai sapere, anche il meteo qui può essere fattore e rendere le cose più difficili, rendendo la gara più divertente. Se c’è confusione è più divertente".

 

Soddisfazione anche in Renault, con Daniel Ricciardo quarto a 0.8 secondi da Hamilton, ed Ocon sesto. Nel mezzo troviamo Alex Albon, che si avvicina al compagno di squadra. Per le due Ferrari invece, sembra non esserci speranza. Le aspettative erano sicuramente basse, viste le difficoltà nelle prove libere, ma mai così nere. Charles Leclerc e Sebastian Vettel hanno provato a lottare ma si sono dovuti arrendere in Q2, come non accadeva da Valencia 2012, quando le due vetture di Alonso e Massa rimasero fuori dalla Q3. Impossibile quindi far risorgere questa Ferrari, che piuttosto precipita sempre più giù e lo fa proprio a Spa, dove l’anno precedente Leclerc trionfava per la prima volta in carriera. Ammette Sebastian Vettel:

 

"Questo è un quadro realistico, è quello che questa macchina può fare su questa pista. C'è stato qualcosa di molto sbagliato nell'assetto fin dal primo giorno, che non ci ha permesso di giocarci le nostre carte. Questa è la macchina che abbiamo adesso e quello che possiamo fare finora. E' utile continuare la stagione così? Beh, è il mio lavoro e mi piace, certo non è eccitante rischiare di uscire nel Q1 e fare il tredicesimo e quattordicesimo tempo, ma dobbiamo sempre cercare di mettere tutto insieme. Stamattina sembrava che non riuscissimo neanche a entrare in Q2 e alla fine ce l'abbiamo fatta con entrambe le macchine. Non è quello che vogliamo, ma è la situazione attuale. Vediamo cosa accadrà domani".

resizer-in-618697dbebab5-1636210670.jpg

Mattia Binotto, team principal della Ferrari, chiede pazienza al team e ai tifosi, mentre si cerca di capire cosa non stia funzionando a dovere:

 

"Una situazione difficile non c'è dubbio, non posso essere contento, nessuno di noi lo è come non può esserlo alcuno dei nostri tifosi. Si tratta di capire per poter guardare avanti, già ieri nelle libere avevamo molta difficoltà con la macchina, non siamo mai riusciti a far funzionare le gomme, i piloti non avevano la fiducia, non sentivano la macchina, quindi un weekend che è partito in salita. Abbiamo modificato in tutti i modi la macchina per oggi, sia come bilanciamento, come setup e anche come tempistiche di uscita, utilizzando diversamente le gomme per sfruttarle di più nel giro secco. Non siamo arrivati dove eravamo, c'è qualcosa che ci sta sfuggendo, mi aspetto che i nostri tecnici lo capiranno. Siamo arrivati a due decimi dalla Q1, la situazione rispetto a ieri è migliorata ma non abbastanza per stare davanti a quelli che sono oggi i nostri diretti rivali. C'è qualcosa che non abbiamo capito in questo weekend, non in generale. Su come far funzionare la macchina, perché in fondo è la stessa delle gare scorse che se la batteva con i rivali diretti, quindi a pari vetture tutti c'è qualcosa che non ha funzionato, ci aspettavamo di essere più avanti di dove siamo. Abbiamo anche fatto una scelta di carico più elevato pensando anche alla gara di domani che potrebbe essere bagnata, cercando di fare qualcosa di diverso da quello che hanno fatto gli altri, questo è stato un po' penalizzante in qualifica, lo si è visto nei rettilinei del primo e terzo settore, credo che per noi la cosa più importante sia il disappunto della squadra, dobbiamo cercare di capire, sicuramente la situazione di ieri ha compromesso le qualifiche di oggi. Per uscire da questo periodo serve pazienza, noi stiamo guardando al futuro, stiamo costruendo per il futuro e siamo concentrati sullo sviluppo 2021 e soprattutto 2022 cercando di fare meglio di questa stagione. Nel fare questo abbiamo comunque un obiettivo minimo che sicuramente conosciamo, gare come quelle di oggi non aiutano, ci sono altre gare come quelle in Italia in cui ci terremmo a fare bene, detto questo la gara è domani e non molliamo un millimetro, ci concentriamo sul Gran Premio perché è lì che si assegneranno i punti. Più giriamo e più i piloti prendono fiducia, domani le condizioni saranno diverse e la gara è lunga, di solito domenica abbiamo un ritmo migliore di quello della qualifica, c'è anche il discorso degli engine mode che sicuramente su una pista come oggi fanno la differenza, io credo che domani potremo combattere con chi ci sta davanti, mi aspetto una bella gara, qui si può superare, se troveremo il giusto bilanciamento la gara è ancora tutta da scrivere".

 

Non se ne capacità invece Charles Leclerc, di questa situazione, ormai sconsolato:

 

"È molto difficile trovare una spiegazione per essere in questa posizione. È un grande passo indietro rispetto agli altri. Dobbiamo trovare il problema e affrontarlo. Ora va così, dobbiamo continuare a lavorare. Capisco la delusione dei tifosi, cercheremo di fare la miglior gara possibile ma non possiamo aspettarci miracoli".

resizer-in-618698545020c-1636210811.jpg

Domenica 30 Agosto 2020 la pista è illuminata da un pallido sole; sono presenti 19° di temperatura atmosferica e 30° di temperatura della pista, che sembrano allontanare il rischio pioggia. C’è da dire però che in Belgio le condizioni meteo possono cambiare velocemente, e quel quaranta percento di pioggia prevista dalla FOM potrebbe tramutarsi in realtà. Per quanto riguarda la situazione gomme, la Pirelli come di consueto ha dato indicazioni ai team su quali strategia potrebbero rivelarsi più efficaci. La tattica migliore sembrerebbe quella di partire con le Soft e concludere con le Medium.

 

Anche la strategia Soft-Hard potrebbe essere funzionale, mentre sembra meno vantaggiosa la scelta di partire con le Medium per poi montare le Hard, strategia che sarà tuttavia usata probabilmente da Hamilton, Bottas e Verstappen, unici a partire con le Medium. Appena prima della gara, oltre al solito momento di raccoglimento per onorare la lotta contro il razzismo, i piloti e i team si raccolgono attorno all’immagine di un sorridente Anthoine Hubert, per ricordare il pilota francese deceduto su questa pista nel 2019. Subito dopo comincia il giro di schieramento, che si rivela tuttavia disastroso per Carlos Sainz Jr: lo spagnolo, infatti, soffre la rottura dello scarico della sua MCL35 ed è quindi costretto a ritirarsi dalla gara.

 

Alle ore 15:10 è tutto pronto per cominciare con il giro di formazione, dove possiamo conoscere la situazione gomme. Metà griglia ha scelto di partire con le Medium, mentre Ricciardo, Albon, Ocon, Perez, Stroll, Norris e Leclerc hanno scelto le Soft. Chiude la lista Gasly, che partirà invece con le Hard. Alle ore 15:13 si spengono i semafori, dando ufficialmente il via al Gran Premio del Belgio 2020.

 

Buona partenza per Lewis Hamilton, con Valtteri Bottas alle spalle. Segue poi Max Verstappen, che ha provato a superare Bottas sul rettilineo del Kemmel, ma senza successo poiché ha dovuto difendersi a sua volta dall’attacco di Daniel Ricciardo. Charles Leclerc invece, è riuscito a sorpassare Perez alla curva Bus Stop, passando così in ottava posizione, mentre Vettel è tredicesimo. La posizione del tedesco però è giustificata: le sue Soft, infatti, non sono nuove e quindi in questa prima fase non deve spingere troppo, per non compromettere gli pneumatici prima della sosta pianificata più avanti.

resizer-in-618698bf10bbf-1636210909.jpg

Leclerc viene però facilmente sorpassato da Pierre Gasly, che con la sua Alpha Tauri sembra essere inarrestabile. Il monegasco fa molta fatica a mantenere il ritmo e viene superato anche da Perez, scalando così in decima posizione, dopo un ottimo recupero. Ai primi posti troviamo Hamilton, Bottas, Verstappen, Ricciardo e Ocon, con il leader già avanti di dieci secondi rispetto al pilota francese della Renault. Segue Albon, che prova a mantenersi attaccato alla Renault dopo una partenza sottotono, quindi uno scatenato Gasly, che è ora all’attacco di Stroll per la settima posizione. Nel frattempo Leclerc viene superato anche da Lando Norris. Il pilota monegasco è il secondo più lento in pista, dopo il solo Kevin Magnussen che è diciottesimo, al punto che viene superato anche da Danil Kvyat, scivolando al dodicesimo posto.

 

In testa al gruppo Hamilton aumenta il vantaggio portandolo a 1.7 secondi sul compagno di squadra, che a sua volta stacca di tre secondi Verstappen. Bottas apre quindi il collegamento radio per chiedere ai suoi ingegneri se possa cominciare a spingere, sperando di ridurre il gap con il britannico. Arrivati al nono giro su quarantaquattro totali, Leclerc da segni di ripresa, segnando tempi abbastanza interessanti e guadagnando tre decimi sul compagno di squadra. Nel mentre, sorprendentemente Max Verstappen comincia a soffrire di degrado delle gomme, lamentandosi via radio e indicando di non avere grip.

 

Nel corso del nono giro Antonio Giovinazzi e George Russel sono protagonisti di un incidente alla curva Stavelot, da cui escono fortunatamente entrambi illesi. Giovinazzi, infatti, perde il controllo della sua monoposto in uscita dalla chicane di Fagnes, finendo contro il muro e rimbalzando nuovamente in pista, coinvolgendo l'incolpevole Russell. E' tanta la sfortuna per il britannico, coinvolto nell’incidente a causa della ruota dell’Alfa Romeo di Giovinazzi.

resizer-in-618699373a60c-1636211023.jpg

Entra dunque la Safety Car, essendo la pista dissipata di frammenti delle monoposto sparsi per tutto il tratto dell'incidente. Il resto delle vetture sono costrette a passare molto lentamente per evitare forature, approfittando della situazione per effettuare una sosta. Dopo la prima serie di pit stop la classifica vede Hamilton sempre in testa, seguito da Bottas e Verstappen, poi Gasly, Perez, Ricciardo, Albon, Ocon, Stroll e Norris.

 

Al quindicesimo giro la gara riprende, ed Hamilton cerca subito di distanziarsi dal resto del gruppo. Dietro di loro, Gasly e Perez si sfidano per la quarta posizione, mentre Charles Leclerc non maschera una nota polemica nei confronti dei suoi ingegneri, che non gli hanno ancora comunicato se procedere con il piano B o il piano C. Due opzioni inevitabilmente diverse fra di loro, con la confusione del momento che aumenta la frustrazione del monegasco, già in difficoltà.

 

Anche in casa Mercedes sembra esserci qualche problema, con Lewis Hamilton che avverte via radio di aver perso potenza. Dai box gli rispondono di dover gestire la batteria, confermando l’impressione del britannico. Sebastian Vettel, nel frattempo, viene scavalcato da Kimi Raikkonen che si prende così la dodicesima posizione, rendendo la situazione sempre più drammatica per la Ferrari. Più avanti troviamo Ricciardo che attacca Perez per la quinta posizione, superandolo e andando poi a caccia di Gasly, in quarta posizione. Anche Albon scavalca Perez, grazie ad una gran manovra all’esterno della Bus Stop, passando così al sesto posto.

 

Al ventunesimo giro è bagarre per la Ferrari, con Leclerc che apre il DRS sul rettilineo del Kemmel e tenta di superar Vettel, ma senza successo. Dopo un breve duello ruota a ruota, il tedesco mantiene la posizione. Hamilton, nel frattempo, ha trovato soluzione alle precedenti difficoltà riscontrate al motore, portandosi a tre secondi di distacco dal compagno di squadra. In terza posizione è sempre presente Verstappen, che dopo il pit stop in cui ha montato gomme Hard è ora più competitivo.

resizer-in-618699e757d2f-1636211196.jpg

A metà gara Hamilton continua a comandare la classifica, seguito da Bottas, Verstappen, Ricciardo, Gasly, Albon, Ocon, Stroll, Norris e Kvyat. Albon si avvicina a Gasly tentando un sorpasso, ma il francese riesce a resistere anche se entrambi dovranno fermarsi; quindi la situazione potrebbe ancora cambiare. Un paio di giri più tardi, infatti, grazie a gomme Medium più fresche, Albon prende la posizione con un bel sorpasso sul rettilineo del Kemmel, e si porta all’inseguimento di Ricciardo.

 

Al ventiquattresimo giro Leclerc rientra per il secondo pit stop, montando gomme Medium nuove dopo soli quattordici giri in cui ha utilizzato le gomme Hard. Una scelta particolare da parte della Ferrari, di cui il monegasco si lamenta via radio. Nel corso della sosta viene iniettata dell'aria all'interno del motore del pilota monegasco, segno che qualcosa nel motore non va come dovrebbe. Intanto Gasly, che va avanti con le sue gomme Hard da venticinque giri, ma inizia ad avere qualche difficoltà e viene scavalcato da Ocon. Il francese rientra ai box al giro successivo, tornando in pista sedicesimo.

 

A dieci giri dalla fine Hamilton continua ad allungare sugli avversari: Bottas ha infatti un gap di 4.4 rispetto al compagno di squadra, che ormai conduce una gara a sé. Il finlandese ha un problema non di poco conto, dato che ha avvertito via radio di aver perso sensibilità alla gamba sinistra, utilizzata per frenare. Nel frattempo Vettel, che è in netta difficoltà, chiede di poter effettuare un secondo pit stop per provare a sorpassare i suoi avversari. Dietro di lui, infatti, Perez lo ha appena passato, e ora anche Gasly lo incalza. In Ferrari si è però fermi dell'idea di non effettuare un'ulteriore sosta, avvertendo il tedesco che se si fermasse rientrerebbe ultimo. Gasly è inarrestabile, e nonostante la stoica resistenza di Vettel la dodicesima posizione è sua.

 

Subito davanti al pilota francese, Perez sorpassa Daniil Kvyat, prendendosi la nona posizione nel corso del trentaseiesimo giro, mentre Lando Norris conquista l’ottava posizione sul rettilineo del Kemmel nel corso del trentasettesimo giro. Leclerc intanto guadagna un secondo ad ogni giro rispetto al compagno di squadra, confermando le difficoltà di Vetttel e quindi la necessità di una doppia sosta. In testa al gruppo Lewis Hamilton commette un piccolo errore, andando lungo all’uscita della Bus Stop, e subito dopo il britannico avverte i suoi ingegneri di non sentire più le gomme.

resizer-in-61869a7b55579-1636211352.jpg

A cinque giri dal termine della gara Ricciardo procede con un ottimo passo, al pari dei tempi delle Mercedes. Ocon intanto va all’attacco di Albon per la quinta posizione, mentre Gasly sorprende Perez e guadagna la nona posizione. Bottas viene avvertito via radio di evitare i cordoli, ma nonostante ciò è sempre più lento. Ad un paio di giri dalla fine infatti, il finlandese scivola a otto secondi dal compagno di squadra, che sembra riuscire a gestire meglio le gomme consumate.

 

Dietro a loro Albon viene attaccato su due fronti, sia da Ocon che da Norris, ma riesce per ora a difendersi. All’ultimo giro, però, il tailandese cede e Ocon si prende la quinta piazza. Ricciardo, dietro a Verstappen, spinge al massimo per riuscire a recuperarlo, ma gli otto secondi di distacco fra i due non accennano a diminuire. Allo sventolare della bandiera a scacchi la vittoria va ancora una volta al re della Formula 1, Lewis Hamilton, che guadagna così la vittoria numero 89 in carriera.

 

Dietro di lui Bottas e Verstappen, mentre il giro veloce viene fatto registrare da Daniel Ricciardo, che conclude la gara in quarta posizione. In quinta posizione segue Ocon, mentre Albon, Norris, Gasly, Stroll e Perez chiudono la top ten. Male le due Ferrari, con Leclerc in quattordicesima posizione e Vettel davanti a lui. Una strategia improvvisata ed un’oggettiva confusione degli ingegneri ai box non hanno di certo aiutato, ma la verità è che la vettura andrebbe completamente rivista: troppo lenta in rettilineo e poco stabile nelle curve

resizer-in-61869af777ebe-1636211475.jpg

Il vincitore di oggi, Lewis Hamilton, non può che essere contento del risultato raggiunto, che lo porta a meno due vittorie in carriera da chi ne ha collezionate più di tutti, Michael Schumacher:

 

"Non è stata gara semplice come è sembrata. Ho fatto un paio di bloccaggi alla Curva-5 che hanno portato vibrazioni. All’ultima curva un’altra e alla fine le temperature delle gomme calavano, anche se gestivo il ritmo. Continuavo a perdere temperatura e ho faticato. Ma è stata una giornata perfetta per noi. Temevano scenario tipo tipo Silverstone verso la fine, ma siamo riusciti a far funzionare le gomme fino alla fine. So che non è necessariamente quello che tutti vorrebbero vedere con le Mercedes che dominano tutte le gare, ma noi al di là del successo che otteniamo teniamo sempre la testa bassa. Ora si torna in ufficio e non ci sarà nessuno a festeggiare perché penseranno tutti a vincere la prossima gara. Questo è un ambiente incredibile in cui lavorare. Continuiamo a sviluppare la macchina e a capire come migliorare, weekend dopo weekend. Penso di avere quasi 36 anni ma mi sento meglio che mai. Sono grato a chi lavora in questo team. La partenza è un po’ un incubo perché anche se parti bene il tratto fino a Curva-5 è davvero lungo. Ma la situazione che si è creata ha giocato a mio favore. In cima alla curva era abbastanza gestibile perché anche Valtteri doveva guardarsi indietro. A quel punto lì la gara era vinta".

 

Dietro di lui, Valtteri Bottas ci prova, ma non riesce a tenere il passo del britannico. Hamilton pare volare sulla sua monoposto, conducendo una gara tutta sua:

 

"In partenza pensavo di avere opportunità ma Lewis ha gestito molto bene la situazione. Non è uscito troppo veloce in curva 1 e quindi non avevo abbastanza scia. Anche in Curva-5 lo stesso. Poi avevamo la macchina uguale e Lewis ha guidato molto bene. Abbiamo avuto qualche momento di difficoltà ma l’abbiamo gestito bene. Istruzione dai box? Non ricordo cosa ho detto. Lewis oggi non ha commesso errori e anche ieri è stato più veloce di me. Porta a casa più punti, ma per me è stato weekend positivo senza grossi problemi. Avrei voluto vincere, certo, è un’opportunità in meno per me, ma ce n’è un’altra settimana prossima".

 

Max Verstappen conquista invece la terza posizione, ma non è contento del buon risultato raggiunto in una gara che definisce noiosa:

 

"Gara noiosa oggi. Non potevo fare molto di più. Ho provato a spingere in partenza, ma poi avevo quasi finito le gomme alla fine e mi sono messo a gestire per salvare la gomma anteriore. Non è stata una gara molto divertente. Con le gomme Mediun non avevo grip e con le hard faticavo a mettere pressione a Valtteri. Ci ho provato ma poi loro hanno accelerato e non sono riuscito a tenere il loro ritmo. Giornata solitaria. Gomme nuove? Non so se sarei mai riuscito a superarli. Temevamo una foratura alla fine, ma tanto più di terzi non potevamo fare. Abbiamo scelto di gestire e portarla a casa così. Meglio di niente. Ricciardo? Non sono come ha fatto a fare il giro veloce alla fine, noi non avevamo gomme. Per lui è stato un weekend positivo e l’ha sfruttato in pieno. Monza? Ci proveremo di nuovo".

resizer-in-61869b8e2ad06-1636211619.jpg

Più giù, invece, la Ferrari sembra non riuscire a rialzare la testa in nessun modo. Gara davvero deludente, nonostante un inizio sprint da parte di Leclerc, che era riuscito a recuperare cinque posizioni in un solo giro, su una pista dove lo spazio di manovra è molto ristretto. Poi però l’entusiasmo svanisce così come è arrivato, e la gara prosegue tiratissima, con gli ingegneri poco decisi nella strategia ed i due piloti in grandissima difficoltà, come ammette il team principal della Ferrari, Mattia Binotto:

 

"Credo sia sbagliato dire che siamo in crisi. Sicuramente un bruttissimo risultato che si inserisce all'interno di una stagione comunque molto difficile, lo sapevamo e l'avevamo già visto ai test invernali, con quel che è successo dopo con il Covid e il congelamento che ci impedisce di poter sviluppare, lo sappiamo che dobbiamo tenere i denti stretti, che dobbiamo costruire per il futuro. Siamo in mezzo alla tempesta, non c'è dubbio, ma questo non vuol dire essere in crisi, conosciamo la nostra rotta e dobbiamo cercare di tenerla guardando avanti, ma è chiaro che il risultato di oggi è molto deludente, abbiamo finito negli stessi posti in cui siamo partiti, già il risultato di ieri ha mostrato le nostre evidenti difficoltà su una pista che richiede potenza ed efficienza aerodinamica, inutile nasconderci dietro a un dito, in questo momento ci mancano l'una e l'altra. Siamo in primis tifosi della Ferrari, oltre che professionisti, quindi capiamo bene i nostri tifosi e ci dispiace soprattutto per loro. Abbiamo una macchina che ha perso potenza rispetto all'anno scorso, tutti i costruttori ma noi più degli altri, l'anno scorso la macchina in parte copriva i suoi limiti con un motore superiore, non è più il caso, e i limiti della macchina stanno emergendo, su questo dobbiamo migliorare, lo sappiamo. La responsabilità ce la prendiamo tutti, me la prendo io per primo come team principal, ma se la prende ogni singolo dipendente a Maranello, ma è una squadra che malgrado le difficoltà e le tempeste è molto unita, stiamo lavorando congiuntamente, non c'è crisi non c'è tensione, c'è sicuramente amarezza e frustrazione, ma dobbiamo trasformare tutto questo in determinatezza. Le responsabilità ci sono, è un periodo difficile, bisogna saper guardare a quel che è stato fatto ma soprattutto a quello che vogliamo e dobbiamo fare. Sicuramente dopo una gara dopo quelle di oggi, sarà difficile tra una settimana migliorare. Questa, come Monza, è una pista di potenza, non sarà banale. Ci sarà una nuova direttiva tecnica e sono curioso di vedere come cambieranno gli equilibri in qualifica, inoltre avremo il nostro pacchetto specifico, ma è inutile illudersi. In questa fase dobbiamo cercare di raccogliere il meglio per quel che la macchina offre. Qua in Belgio per un motivo e per l'altro siamo stati troppo indietro, credo che lottare con chi abbiamo combattuto in questa gara non si giustifica in alcun modo".

 

Leclerc finisce addirittura sotto investigazione per essere andato troppo lento nel giro di ricognizione verso la griglia, e si lascia sfuggire, un po’ ingenuamente, un team radio abbastanza polemico. Il monegasco però chiede scusa, chiarendo di non incolpare nessuno in particolare per la performance di oggi e commentando così questo weekend nero:

 

"È brutto e onestamente non so neanche cosa dire. Dobbiamo fare qualcosa... Frustrazione nei miei team radio? Sì, ma non cambia quello che ho fatto in macchina per tutta la gara, e cioè provare a dare il massimo in ogni giro. Oggi era difficile fare meglio, ci sono stati due pit-stop lenti per piccoli problemi e poi non ce la facevamo a sorpassare neppure con il DRS. Monza? Molto complicato… Forse, se parliamo di Mugello o di Imola può esserci la speranza di tornare dove eravamo prima di questo weekend, ma per Monza credo che sia molto dura".

 

Anche Sebastian Vettel è sincero sulle prestazioni deludenti della monoposto, ma cerca di rimanere ottimista:

 

"Problema con questa pista? Sì e no, perché è sensibile per la potenza che non abbiamo, ma eravamo dietro anche a macchine come Alfa e Haas. C’è qualcosa che non va. Ma dobbiamo rimanere concentrati e uniti, e mantenere l’ottimismo anche se i lati positivi non son molti. Io ho provato nella guida a limitare i limiti della macchina, ma era difficile avere un passo decente. Abbiamo imparato tante cose, dobbiamo mantenere la calma e non farci prendere dalla frustrazione che non porta mai grandi soluzioni. Spa è una delle piste più sensibili per la potenza e noi quest’anno fatichiamo, quindi era normale perdere terreno. Però eravamo anche alle spalle di macchine che solitamente ci stanno dietro, quindi immagino ci fosse qualcosa di specifico che non ha funzionato su questo circuito. Dobbiamo lavorare, imparare la lezione e restare uniti in vista delle gare importanti delle prossime settimane. Certo, bisogna anche essere realisti perché il pacchetto è quello che è, ma dobbiamo mantenere l’ottimismo e vedere i lati positivi, anche se non sono molti. Ho provato molte cose a livello di guida per aggirare i problemi, ma non eravamo veloci e questa era una pista su cui non si possono fare i miracoli. Bisogna però mantenere la calma e non farsi prendere dalla frustrazione, perché di solito non ti porta da nessuna parte. Monza? Ho bei ricordi, dodici anni fa la mia prima vittoria. Sì, devo guardare al passato, ma è vero che abbiamo avuto anche grandi ricordi negli ultimi anni. È un Gran Premio che ha grande significato per il team, dovremo continuare a lottare".

resizer-in-61869c2defc62-1636211776.jpg

Il prossimo appuntamento sarà infatti il Gran Premio d'Italia, sulla pista di Monza. Poi toccherà al Mugello, ed uno spettacolo simile a quanto visto oggi sarebbe terribile. Oggi il circuito di Spa chiedeva un motore che la Ferrari non ha, complice anche l’accordo segreto raggiunto con la FIA che ha depotenziato la power unit di cinquanta cavalli dopo le limitazioni imposte all'utilizzo del flussometro. Monza però non sarà da meno, su una pista che, non a caso, è soprannominata il tempo della velocità. Per il 2022, Mattia Binotto assicura che la Scuderia Ferrari è già a lavoro, anche se lo sviluppo delle vetture sarà limitato. Il team di Maranello al momento è quinto fra i costruttori, con 61 punti all’attivo. Il rischio però - ed adesso è molto concreto - è di finire ancora più in basso e non essere in grado di risalire, almeno per questa stagione. Nel post gara anche gli avversari si sono espressi sulle pessime prestazioni della Ferrari, come ad esempio Toto Wolff, secondo cui qualcuno in squadra ha scelto altre priorità, o Christian Horner, che accusa il team di Maranello:

 

"Il tutto ha lasciato un sapore piuttosto amaro, si possono trarre le proprie conclusioni dalle prestazioni attuali della Ferrari, ma, sì, ci sono gare che avremmo probabilmente dovuto vincere nel 2019 se loro avessero corso con un motore che sembra essere molto diverso da quello che hanno avuto l'anno scorso. Per loro è ovviamente molto dura, ma penso che la loro attenzione sia stata ovviamente concentrata nei settori sbagliati negli anni precedenti. Questo è il motivo per cui stanno faticando, a prescindere da cosa ci fosse in quell'accordo con la FIA".

 

Al termine della gara la Racing Point riceve un'altra reprimenda da parte dei commissari, come già accaduto nei quattro Gran Premi precedenti, in quanto sulle vetture del team britannico sono state montate le stesse prese d'aria dei freni utilizzate nelle ultime cinque gare. Prima del Gran Premio del 70º Anniversario era stata pubblicata la sentenza nella quale la FIA aveva chiarito che i pezzi contestati sono regolari per le norme tecniche e illegali per quelle sportive. Non vengono invece presi provvedimenti nei confronti di Charles Leclerc per aver guidato troppo lentamente prima di schierarsi sulla sua piazzola in griglia di partenza.

 

È in questo clima di disfatta per la Ferrari che si chiude il settimo appuntamento del Campionato Mondiale 2020, con il Circus pronto a spostarsi in Italia, dove i tifosi sperano di vedere qualche segnale di ripresa da parte del team di Maranello e dove ci si aspetta che con i nuovi regolamenti relativi al blocco delle mappature la Red Bull di Max Verstappen possa riavvicinarsi alle Mercedes di Lewis Hamilton e Valtteri Bottas.

 

Desirée Palombelli

Contact us

 

Nitidepopeia

 

​©​ 2022 Osservatore Sportivo

About us

 

Store

 

​Network

Team

 

Cookie Policy

 

Privacy Policy

Create Website with flazio.com | Free and Easy Website Builder