image-448

#78 GP d'Olanda 1959, a sorpresa vince Jo Bonnier con la B.R.M., la Ferrari rimane attardata

2021-04-20 01:00

Array() no author 82025

#1959,

#78 GP d'Olanda 1959, a sorpresa vince Jo Bonnier con la B.R.M., la Ferrari rimane attardata

Mentre negli Stati Uniti sabato 30 Maggio 1959 si corre la 500 Miglia di Indianapolis, di maggiore interesse è il Gran Premio d'Olanda, che si disputa

e70439d59c3a7bbd324d33b8c7923e79f491a8mv2-1619176732.webp

Mentre negli Stati Uniti sabato 30 Maggio 1959 si corre la 500 Miglia di Indianapolis, di maggiore interesse è il Gran Premio d'Olanda, che si disputa sul circuito permanente tracciato a Zandvoort, tra le dune che costeggiano il Mare del Nord. Nella 500 Miglia, celebre corsa americana che da quarantatré anni si svolge sulla velocissima e difficile pista di Indianapolis, dei trentatré piloti partenti non c'è nessun europeo, così come le macchine sono tutte americane, di concezione apposita per questa prova, e sensibilmente diverse, per motore e caratteristiche, dalle monoposto del vecchio continente.

 

Per questo motivo, la settimana prima della corsa in programma il 31 Maggio 1959, le squadre inglesi, anziché viaggiare verso gli Stati Uniti, giungono a Zandvoort per studiare le insidie del tracciato olandese, situato a pochi chilometri dalla costa del Mare del Nord, tradizionalmente condizionato dal vento e la conseguente sabbia portata sull’asfalto.

 

Pertanto, dopo Monte Carlo, si può facilmente dire che è questo il secondo episodio valevole per il titolo mondiale piloti, la cui graduatoria vede attualmente al comando Jack Brabham con nove punti, seguito da Brooks con sei, Trintignant con quattro, Phil Hill con tre, e McLaren con due. Sul motivo principale della corsa, cioè il confronto tra le Ferrari di Behra, Broock e Hill e le Cooper-Climax di Stirling Moss, Brabham e Trintignant, si innesta questa volta l'interesse per la presenza delle nuove Aston Martin (con Salvadori e Shelby) che, dopo aver esordito in modo assai lusinghiero ad Aintree il mese scorso, entrano adesso nella lotta per il Campionato del Mondo.

 

A Monte Carlo, la vittoria della Cooper di Brabham fu indubbiamente facilitata dalla conformazione del circuito, ideale per la leggerezza e agilità delle piccole monoposto inglesi. Il tracciato di Zandvoort è parecchio più veloce di quello monegasco, consentendo medie superiori ai 150 km/h, ed è pensabile che le Ferrari riusciranno a esprimere meglio le loro doti, particolarmente per quanto riguarda la potenza del motore.

 

Viva è in Europa l'attesa per la prova olandese che vedrà ancora di fronte la Ferrari e le inglesi Cooper e B.R.M. Sconfitta nel Gran Premio di Monaco, la Ferrari parte decisa a riscattare quella cattiva giornata, e siccome il circuito di Zandvoort è abbastanza veloce, cioè più favorevole alle doti della macchina italiane di quanto non lo sia stato il tortuoso tracciato monegasco, è lecito considerare le vetture di Maranello nel ruolo di favorite.

 

I piloti della Ferrari saranno Jean Behra a bordo di una 156 F1 e Brooks, Phil Hill e Allison che invece correranno con la 246 F1. Le sempre temibili Cooper-Climax avranno al volante Brabham e Gregory. Salvadori e Shelby su Aston Martin (che presenta il modello DBR4/250, una vettura dalla configurazione classica, con il motore posizionato davanti al corridore, in controtendenza alla nuova filosofia britannica e che sembra garantire grandi prestazioni in tutti i circuiti), Schell e Bonnier sulle enigmatiche B.R.M., Graham Hill e Ireland su Lotus.

 

Come già successo l’anno precedente, gli organizzatori della gara, per accrescere l’interesse verso il pubblico olandese, invita a partecipare alla corsa il pilota locale Carel Godin de Beaufort, alla guida di una Porsche RSK, una piccola vettura sportiva a ruota coperte più indicata a competere nella categoria Sport.

 

L’unico team non ufficiale è quello di Rob Walker, che si presenta con due Cooper-Climax T51, assegnandole a Trintignant e Moss. Il pilota britannico, in linea teorica, dovrebbe essere ancora legato al progetto Vanwall del signor Vandervell, ma proprio le condizioni di salute del patron Tony hanno bloccato lo sviluppo della Formula 1 attualmente campione in carica. La scuderia ha promesso che farà di tutto nel corso della stagione per fornire una vettura all'asso britannico. Ma questo clima di incertezza attorno alla Vanwall lascia aperta l’opportunità di un ingaggio a gettone per il forte pilota britannico, e la fila di squadre interessate a lui è sempre notevole.

 

In Olanda, Moss ha l’occasione più unica che rara di ricevere tre offerte e di scegliere quella che lo aggrada maggiormente. Durante le prove Stirling Moss ha modo di provare la B.R.M. per un totale di centocinque giri, quindi ben oltre i settantacinque previsti per il Gran Premio d'Olanda, e l’Aston Martin che debutterà ufficialmente proprio a Zandvoort. C’è grande attese per le Formula progettate dall’azienda di David Brown, dato i sorprendenti risultati ottenuti nella categoria Sport fin dal loro debutto.

 

Ultima alternativa per Moss è la Cooper del team Walker Racing Team: il modello T51, motorizzata Climax dispone di un cambio italiano realizzato dalla Colotti. Terminate le prove, l’asso inglese, come già avvenuto nelle strette stradine del Principato, decide di affidare le proprie speranze di vittoria alla Cooper.

 

La sessione di qualifica si svolge sabato 30 Maggio 1959, quasi in contemporanea con la seconda prova del titolo mondiale piloti, la famosa 500 Miglia di Indianapolis. Le prove ufficiali si rilevano avvincenti e combattute fino all’ultimo minuto. A spuntarla è a sorpresa Jo Bonnier, con la sua B.R.M., dopo aver segnato un crono di 1'36"00 che gli permette di partire dalla pole position, precedendo Brabham con lo stesso tempo e staccando Moss di solo due decimi di secondo.

 

La seconda fila formata dalla coppia Behra su Ferrari, e Hill su Lotus, evidenzia l’alto tasso di competitività visto tra i saliscendi olandesi. Cinque piloti su cinque monoposto differenti sono staccati soltanto da sette decimi di secondo. Se queste sono le premesse per il Gran Premio, gli appassionati possono ben sperare in una gara ricca di emozioni.

 

Completano lo schieramento Schell, Gregory, Brooks in terza fila; nona e decima posizione per Ireland e Schelby; quinta fila per il terzetto composto da Trintignant, Phil Hill e Salvadori; e a chiudere Godin de Beaufort su Porsche, e Allison su Ferrari.

 

Domenica 31 Maggio 1959 il sole accoglie i corridori a Zandvoort. Il tracciato ormai è ben noto e apprezzato tra i corridori: 4.193 metri di continui saliscendi tra le dune olandesi con tratti caratterizzati da veloci curvoni, resi ancora più insidiosi dalle folate di vento che giungono dal mare e che possono sporcare l’asfalto con il loro carico di sabbia presente nelle vicine spiagge.

 

Riti scaramantici e tradizionale parata a bordo di Mercedes SL caratterizza il pre-gara e una volta che le vetture occupano le rispettive posizioni il colpo d’occhio è notevole: se fino alla fine della stagione 1957 la marea di monoposto verniciate di rosso veniva contrastata da qualche chiazza verde scuro qua e là, adesso la situazione è totalmente ribaltata, con i quattro Ferrari che spiccano in mezzo ad un plotone tinto di verde.

 

Lungo il circuito sono schierati circa 60.000 spettatori; in tribuna è presente il Principe Bernardo con la principessa Irene. Sale la tensione in griglia di partenza quando il mossiere cala la bandiera, e la scena viene invasa dall’urlo dei rombi dei vari propulsori.

 

Al via Bonnier riesce a mantenere saldamente il comando della corsa, complice la pessima partenza di entrambi i corridori schierati in prima fila: infatti, sia Brabham, ma soprattutto Moss, rimangono piantati sulle caselle di partenze e vengono risucchiati dal gruppo. Alla fine del primo giro l’australiano è quinto, mentre l’asso inglese addirittura ottavo.

 

Approfittando della situazione, Masten Gregory si porta in seconda posizione, in scia al battistrada, nonostante la partenza dalla settimana posizione. Anche Brooks su Ferrari è velocissimo e raggiunge facilmente la terza posizione. Al primo giro la classifica vede in testa Bonnier, seguito da Gregory, Brooks, Schell, Brabham, Behra, G. Hill, Moss, P. Hill e Ireland. Al secondo giro Gregory continua la sua rimonta e passa al comando della gara, mentre Brooks tenta di difendere il terzo posto dagli attacchi di Brabham.

 

Nel corso della terza tornata si registra il primo abbandono, un ritiro che fa notizia perché l’Aston Martin di Salvadori è costretta a fermarsi a causa di un surriscaldamento al motore. Nel frattempo Brabham sorpassa Brooks e agguanta la terza posizione mentre proprio il ferrarista, ora quarto, e Schell su B.R.M. in quinta posizione, sembrano in difficoltà nel tenere il passo dei rivali in pista.

 

I distacchi restano comunque minimi; tuttavia la gara sembra in una fase di stallo e le poche emozioni sono frutto della perdita di posizione da parte dei già citati Brooks e Schell, che non riescono a mantenere il ritmo di corsa dei primi.

 

Nel corso dell'undicesimo giro Bonnier torna in testa al Gran Premio: il pilota della B.R.M. sorpassa Gregory, che sarà costretto a cedere la posizione anche al compagno di squadra Brabham, che così recupera terreno dopo la pessima partenza.

 

Un altro protagonista di una rimonta poderosa è Stirling Moss che al sedicesimo giro, dopo essersi liberato di Graham Hill, insegue Behra e Gregory per puntare almeno al podio. Come spesso capita, il pilota inglese si esalta in queste condizioni e spreme la sua Cooper per recuperare il duo di testa. Tuttavia la rimonta di Moss trova in Jean Behra un duro avversario: i due lottano aspramente in pista e il francese, seppur involontariamente, ostacola la manovra di sorpasso.

 

Dopo una buona partenza le Ferrari sembrano in netta difficoltà rispetto ai rivali britannici, e solo la tenacia e il talento di alfieri come Behra e Brooks sembrano arginare l’offensiva di B.R.M., Cooper e Lotus. A farne le spese è anche Graham Hill, che attacca Behra ma va in testacoda perdendo due giri prima di conquistare in maniera definitiva la posizione sul pilota francese. Grande assente l'Aston Martin, che al venticinquesimo giro vede ritirarsi pure Shelby, sempre a causa di noie al motore. Sicuramente questo non è stato il debutto in cui confidava Sir David Brown per la propria scuderia.

 

Nel corso del ventinovesimo giro Jack Brabham sale al comando: il pilota australiano attacca con decisione Bonnier e prende le redini della corsa. Tuttavia lo svedese non ci sta e i due ingaggiano un duello spettacolare che dura una manciata di giro quando, al trentaquattresimo giro, lo svedese della B.R.M. riconquista il primo posto.

 

Questo scenario favorisce la rimonta del corridore più veloce presente a Zandvoort quest’oggi. Infatti, pure Moss riesce a recuperare, nonostante la partenza disastrosa, e si ritrova nuovamente in terza posizione. Quando siamo a circa metà della distanza prevista la corsa si delinea secondo gli scenari previsti prima del via, per certi aspetti il Gran Premio inizia adesso.

 

Del terzetto di testa Moss continua a sembrare il corridore più a proprio agio tra i saliscendi del tracciato olandese, e guadagna metri e decimi di secondo preziosi sulla coppia di testa. Il ritmo dell’alfiere della squadra Walker è impressionante: Moss inanella una serie di giri veloci, tra i quali viene registrato un crono di 1'36"6, un tempo da qualifica che risulta essere il giro più veloce della gara, e di conseguenza un punto addizionale in classifica generale.

 

Nel corso del quarantaduesimo giro una perdita d’olio arresta la corsa di Tony Brooks e poco dopo, nel corso del quarantaseiesimo giro, un problema al cambio costringe Schell su B.R.M. ad arrendersi. Dopo questi due eccellenti forfait la classifica vede sempre in testa Bonnier, seguito da Moss che intanto ha ripreso la coppia di testa è secondo, e Brabham terzo. Gregory e Behra entrano in zona punti, mentre i primi inseguitori sono Ireland, Phil Hill, Trintignant e Graham Hill. Allison e Godin de Beaufort sono in fondo alla classifica, molto staccati dal resto del gruppo.

 

Il Gran Premio non offre grande emozioni; l'azione è poca in pista fino al sessantesimo giro, quando Ireland passa Behra portando la sua Lotus in zona punti. Ma, soprattutto, Moss sfodera un attacco vincente nei confronti di Bonnier. L’inglese riesce a raggiungere la vetta della classifica e niente sembra fermare la prestazione furiosa dell’asso britannico, che in pochi passaggi ha già creato una rassicurante distanza tra lui e gli avversari. Il pubblico presente in tribuna è estasiato dalla dimostrazione di talento e dal manifesto dell’arte di guidare esibito oggi dall’alfiere del team Walker.

 

Manca sempre meno al traguardo: tuttavia, nel corso del giro sessantatreesimo giro cede il cambio sulla vettura condotta da Stirling Moss, rendendo vana una rimonta fenomenale. Bonnier torna in prima posizione, seguito dalla coppia delle Cooper ufficiali, con Brabham secondo e Gregory terzo. Il pilota americano ha avuto il merito e la capacità di rimanere nelle posizioni di vertice dopo l’ottima partenza. Quarto Ireland e quinto Behra sono i corridori che hanno concrete speranze di guadagnare qualche punto, mentre sia Phil che Graham Hill, assieme a Trintignant, possono solo sperare che qualche guaio possa fermare i colleghi meglio classificati.

 

In realtà non succede nulla di tutto ciò, e dopo settantacinque giri Bonnier taglia il traguardo in prima posizione. Lo svedese precede Brabham di circa quattordici secondi, e Gregory di oltre un minuto e ventitré secondi. Quarto e quinto rimangono Ireland e Behra, entrambi doppiati, mentre Phil Hill, Graham Hill e Trintignant rimangono ai margini della zona punti, staccati di due giri. Allison giunge al traguardo con un ritardo di quattro giri, mentre Godin de Beaufort chiude la classifica con ben sette giri di ritardo.

 

Tre personaggi, tre famosi assi del volante, sono stati i protagonisti della seconda prova del Campionato mondiale conduttori: lo svedese Joakim Bonnier, l'australiano Jack Brabham e l'inglese Stirling Moss. Il primo è stato, inaspettatamente, il vincitore della corsa, il secondo il suo maggior rivale durante la gara, il terzo l'uomo da battere. L'inglese non ha avuto la fortuna dalla sua parte; dopo avere dato fondo a tutte le risorse della sua classe, è stato costretto al ritiro da un guasto meccanico.

 

Il pubblico ha accolto con profondo disappunto la notizia dell'uscita di gara di Moss, il quale, oltre ad aver vinto il Gran Premio d'Olanda dell'anno scorso, deteneva anche il record di velocità sul giro per il circuito di Zandvoort. La vittoria detto svedese desta meraviglia in larga parte degli spettatori della gara, soprattutto perché Joakim Bonnier, finora, non aveva ancora colto un'affermazione così importante come quella di un Gran Premio valevole per il Campionato Mondiale di Formula 1.

 

Bonnier ha vinto il Gran Premio d'Olanda al volante di una vettura inglese B.R.M., che a sua volta mai era riuscita ad imporsi in una corsa titolata: in tutte le corse destava ottima impressione fino a metà percorso. Poi, per una ragione o per l'altra, sempre cedeva qualche organo meccanico. Con l'odierna vittoria, lo svedese si è assicurato, ai fini della classifica di campionato, gli otto punti del primo arrivato.

 

Sempre in ottica mondiale, i ritiri di Brooks e Moss (che conquista il punto supplementare che viene concesso al concorrente che effettua il giro più veloce in gara) permettono a Brabham di accumulare punti preziosi: l’australiano, infatti, guida la classifica con quindici punti, mentre in seconda posizione i primi inseguitori sono Bonnier e Ward - che il giorno prima ha trionfato ad Indianapolis - con otto punti, terza posizione a parimerito troviamo Brooks e Rathmann a quota sei.

 

Il campionato dedicato ai costruttori vede la Cooper-Climax in testa alla classifica con quattordici punti, seguita dalla B.R.M. e dalla Ferrari che sono ferme a quota otto; quarta la Lotus, con i tre punti conquistati da Ireland.

 

Dopo un mese di Maggio intenso e scoppiettante la stagione vive qualche settimana di tregua, in particolar modo la Formula 1 che si prende una sosta fino ai primi di Luglio, quando andrà in scena il Gran Premio di Francia, a Reims.

 

Luca Saitta

Contact us

 

Nitidepopeia

 

​©​ 2022 Osservatore Sportivo

About us

 

Store

 

​Network

Team

 

Cookie Policy

 

Privacy Policy

Create Website with flazio.com | Free and Easy Website Builder